Esistono diversi metodi di riciclaggio di denaro, alcuni molto complessi, altri più semplici. Le opportunità di reinserimento dei guadagni criminali facilitano l’inquinamento economico: in questo articolo vedremo alcuni schemi di riciclaggio, dando uno sguardo anche a chi sia il riciclatore

 

Chi ricicla il denaro?

Il primo punto su cui vorrei spendere poche parole è il seguente: non esistono dei soggetti predisposti al riciclaggio di denaro. Il riciclaggio può essere commesso da individui o da organizzazioni criminose. E può essere commesso da individui, o da organizzazioni, che svolgono attività economica o no: l’obiettivo del ricorso al riciclaggio di denaro è infatti di rendere i proventi illegali inseribili nell’economia legale, non rileva chi lo faccia e se a livello nazionale o internazionale[1]. Solitamente però si ritiene che sia un crimine portato a termine con l’aiuto o il sostegno, se non addirittura con una vera e propria organizzazione criminale, dei colletti bianchi. A volte il riciclatore è direttamente una persona affermata e considerata rispettabile. Sutherland definì il white collar crime come:

approximately … a crime committed by a person of respectability and high social status in the course of his occupation

 

Con questa categoria, piuttosto ampia, si fa comprendere[2] un insieme di figure professionali dotate di conoscenza e tecnica dei meccanismi dell’economia, della finanza e del complesso mondo legale e amministrativo che ruoti attorno per compiere reati di arricchimento.

Consideriamo però che oggi, grazie alla tecnologia, è possibile creare schemi di riciclaggio senza il concorso dei colletti bianchi. In altre parole, chi voglia ricorrere ad un certo metodo di riciclaggio lo farà per ottenere un guadagno apparentemente di natura lecita, indipendentemente che sia un colletto bianco o meno. Inoltre la categoria dei white collar crime è ampia. Sarebbe un errore considerare il riciclaggio di denaro come l’unico reato della categoria, trattandosi di un reato collegato ad altri.

È interessante riportare il termine “money laundering” che viene dato da J.C. Sharman secondo il quale il termine riciclaggio di denaro è stato sempre ricondotto nel periodo del Proibizionismo statunitense e che fuoriuscì come risultato di un alibi che Al Capone volle ricercare per legittimare gli enormi profitti dal contrabbando di alcolici. Questo a conferma, secondo mio modesto parere, che non è del tutto necessario un soggetto dotato di spiccato acume, quanto il saper ricorrere a professionisti disposti a sottostare o a collaborare con la criminalità.

 

12 metodi di riciclaggio di denaro

Ci sono vari metodi per riciclare il denaro e qui ne riporto 12 perché particolarmente ricorrenti. Non esiste una maggiore o minore preferenza per un metodo rispetto ad un altro: chi intende riciclare cerca il metodo che non lasci tracce. Mi piace ricordare in particolare lo sforzo di Paolo Borsellino e del pool antimafia coordinato da Antonio Caponnetto per una lotta efficace (anche) contro la mafia che ha distinto il contrasto alle risorse illegali. Il metodo (che ancora oggi rappresenta lo schema per eccellenza) è di “seguire il denaro”: con questo obiettivo si intende ricostruire gli assetti che legano mondo economico e mondo criminale. Tale concetto è noto negli Stati Uniti con follow the money. Parimenti, il criterio che si evince è la volontà di risalire ai veri organizzatori del riciclaggio di denaro a livello nazionale e internazionale in un inseguimento sempre difficile perché gli assetti economici sono in continuo mutamento.

Di seguito i 12 metodi di riciclaggio di denaro:

  1. Il bonifico bancario o electronic banking: si tratta del sistema più usato per immettere denaro nel sistema bancario. Con questo strumento è possibile nascondere l’origine illecita dei fondi e poterle trasferire verso altri istituti. Spesso succede che questi fondi siano di passaggio in varie banche e diversi Stati prima di essere trasferiti in un conto bancario. Il bonifico bancario è l’operazione più economica e veloce nonché in uso per le operazioni tra privati.
  2. Il deposito di contanti: questo rappresenta il primo passo per chi voglia operare secondo il metodo di cui sopra. Per il gran numero di legislazioni anti riciclaggio, spesso si ricorre a piccoli depositi e non al deposito in unica quantità, magari differenziando i versamenti tra privati, persone fisiche e imprenditori o professionisti. Questa tecnica è nota come smurfing o pitufeo.
  3. L’IVTS (Informal Value Transfer Systems): le IVTS permettono trasferimenti semplici che non avvengono attraverso istituti bancari. La maggior parte degli scambi via IVTS sono da uno Stato ad un altro. L’IVTS, è bene sottolineare, è un’operazione legale che può però nascondere operazioni illegali. Tra le modalità più note usate dalla criminalità ci sono hawala, black market peso exchange, fei chien e simili modelli IVTS usati in diverse culture per i bonifici e gli invii di denaro così come per finalità commerciali.
  4. Il traffico di denaro (cash smuggling): è un metodo piuttosto antico ma che non smette di essere usato. Si tratta di inviare contante via posta o di portare fisicamente il denaro contante da un luogo ad un altro. Da un punto di vista pratico, lo smuggler preferisce usare banconote di grosso valore per lo spostamento di denaro: 100.000 euro in una valigetta sono facilmente trasportabili con banconote da 500 euro anziché con centinaia di banconote da 10 e da 20 euro. Per il traffico di denaro ci sono molti fattori da tenere in considerazione: spostamenti aerei, valute diverse da uno Stato ad un altro, libera circolazione delle persone etc.
  5. Il gioco d’azzardo: i casinò, le corse ai cavalli e le lotterie sono mezzi per legalizzare i proventi illegali. L’acquisto di biglietti avviene con denaro sporco mentre nei casinò è possibile sostituire, dopo l’acquisto di chip dei casinò, il rimanente con soldi “puliti” oppure richiedere un assegno da inviare ad una banca di provenienza lecita.
  6. Le polizze assicurative: i riciclatori di denaro acquistano un’assicurazione a premio unico (con denaro sporco), riscattano anticipatamente (e pagano alcune penali) per ricevere assegni puliti da depositare. I pagamenti a lungo termine delle polizze possono rendere il riciclaggio ancora più difficile da individuare caso per caso.
  7. I titoli o i valori: è un metodo solitamente utilizzato per facilitare i trasferimenti di fondi, laddove le operazioni di sicurezza sottostanti forniscono copertura (e motivo legittimo) per i trasferimenti.
  8. La proprietà di attività commerciale: il denaro potrebbe essere riciclato in affari legali dove i fondi da riciclare potrebbero essere aggiunti ai guadagni leciti di un’azienda o di una società. In particolare questo metodo viene usato per le attività in cui c’è un gran numero di transizioni come le attività della ristorazione.
  9. La proprietà fantasma o inesistente (shell company): si tratta di uno dei casi più ricorrenti. i riciclatori di denaro creano società esclusivamente per fornire copertura per movimenti di fondi senza attività commerciali legittime. Un buon numero di società di comodo/società fittizie sono insediate in paesi noti per le leggi sul segreto bancario o per la debole applicazione delle leggi sul riciclaggio di denaro. Possono anche essere sotto forma di Special Purpose Entities (SPEs) o International Business Companies (IBC). I soldi sporchi vengono quindi distribuiti all’interno di queste società di comodo tramite due metodi. Il primo è il sistema di prestito e l’altro è il doppio sistema di fatturazione. Nel caso del metodo del prestito, il criminale costituisce una società offshore e deposita i guadagni illeciti con la rispettiva compagnia, che successivamente restituisce i fondi al trasgressore. Dato che la proprietà delle società offshore è molto difficile da stabilire, sembrerà che una società presti denaro al criminale, mentre in realtà lo sta prestando a sé stesso. Il doppio sistema di fatturazione equivale a mantenere due serie di libri o false fatture. I fondi possono essere trasferiti attraverso le frontiere attraverso il sovraccarico o la vendita di importazioni ed esportazioni sottocosto.
  10. Vari acquisti: a questa categoria sono riconducibili diversi beni. Da un punto di vista pratico, il riciclaggio di denaro viene preferito con l’acquisto di beni immobili o qualsiasi bene durevole che possano essere usati per riciclare denaro. In genere l’oggetto viene acquistato per contanti e rivenduto per denaro pulito, attraverso assegni bancari. Nella maggior parte dei casi, gli acquisti possono riguardare, beni di lusso come automobili, gioielli, opere d’arte e complessi residenziali e commerciali: il settore immobiliare è estremamente attraente per i riciclatori. Questo normalmente richiederebbe un ‘facilitatore’ ossia un agente immobiliare o un notaio, che è disposto a trascurare il fatto che il riciclatore vuole pagare in contanti per un bene costoso, o utilizza, per esempio, uno strano mutuo dalla Svizzera o un assegno proveniente da una banca la cui sede è registrata presso un paradiso fiscale.
  11. I pagamenti anticipati con carta di credito: i riciclatori di denaro pagano in anticipo denaro sporco e ricevono assegni puliti dalla banca.
  12. Le operazioni ATM (Asynchronous Transfer Mode): le banche potrebbero consentire ad altre aziende di gestire i propri sportelli automatici (vale a dire mantenerle e riempiendole di contanti). I riciclatori di denaro riempiono gli sportelli bancomat con denaro sporco e ricevono assegni puliti (per il prelievo di denaro) dalla banca.

 

Il riciclaggio assume oggi connotati di organizzazione sempre più marcati e sfruttando sempre più i Paesi off-shore e i servizi di professionisti compiacenti. In considerazione di questo, il complesso mondo del riciclaggio di denaro è legato alle fonti di arricchimento della criminalità organizzata e del terrorismo. Notoriamente, il traffico di droga, il contrabbando di petrolio e il traffico di armi e di diamanti sono considerate fonti di introiti da dover necessariamente riciclare. Per concludere, si tenga a mente che il fenomeno è di natura transnazionale poiché non si può tralasciare che i diversi sistemi di controllo, le politiche di antiriciclaggio e i diversi gradi di cooperazione tra gli Stati favorisca significativamente le transizioni internazionali.

Informazioni

Berdal, M. R. and Serrano, M. (2002) Transnational Organized Crime and International Security: Business As Usual? Boulder, Colorado: Lynne Rienner Publishers

Della Ragione, L. and Maiello, V. (2018) Riciclaggio e reati nella gestione dei flussi di denaro sporco. Milano: Giuffrè. 2018. (Teoria e pratica Maior. Penale e processo)

Parano, C. and Centonze, A. (2005) L’attività di contrasto alla criminalità organizzata: lo stato dellarte. Giuffrè (Osservatorio permanente sulla criminalità organizzata; 6).

Chiari, V., Portolese, G. and Ruzzeddu, M. (2018) ‘Crimini dei colletti bianchi e strategia globale contro la corruzione’, Rivista di Criminologia, Vittimologia e Sicurezza, 12(3), p. 70

[1] Maggiori informazioni sul riciclaggio internazionale si possono leggere qui

[2] La definizione di white collar crimes è stata elaborata da Edwin Sutherland ma sono noti altre sottosezioni: “corporate and business white collar crime”, “commercial and professional white collar crime” e “political white collar crime