L’Europol è l’agenzia dell’Unione Europea con sede all’Aia che promuove la cooperazione tra le forze di polizia

 

L’istituzione dell’Europol

L’Europol prende il nome dall’inglese European Police Office. L’Europol viene citata nel 1998 come agenzia prevista dall’articolo K.1 del Trattato di Maastricht del 1992. Come si legge nell’articolo:

For the purposes of achieving the objectives of the Union, in particular the free movement of persons, and without prejudice to the powers of the European Community, Member States shall regard the following areas as matters of common interest:

(9) police cooperation for the purposes of preventing and combating terrorism, unlawful drug trafficking and other serious forms of international crime, including if necessary certain aspects of customs cooperation, in connection with the organization of a Union-wide system for exchanging information within a European Police Office (Europol).

 

Tuttavia le operazioni dell’attuale Europol possono essere considerate iniziate a partire dal 1994 quando era presente la “Europol Drugs Unit”. A questo primo mandato contro il traffico di stupefacenti sono stati aggiunti altri compiti.

Il testo istitutivo dell’agenzia però è la Convenzione Europol del 1995 firmata a Bruxelles. L’Europol diventa agenzia europea nel 2010. Per semplicità continua ad essere usato il termine Europol anche se nel 2017 il nome ufficiale dell’agenzia è European Union Agency for Law Enforcement Cooperation.

L’Europol è ormai nota come agenzia che assiste le autorità nazionali mediante lo scambio di informazioni, analisi di intelligence e valutazione delle minacce. L’agenzia si occupa di terrorismo e criminalità internazionale come il crimine informatico, il traffico di droga e il traffico di persone.

 

Gli obiettivi

Gli obiettivi strategici da raggiungere per l’Europol sono quelli di:

  • essere il centro di informazione criminale dell’Unione Europea
  • fornire un agile supporto operativo alle forze di polizia degli Stati
  • essere una piattaforma per soluzioni di polizia europee
  • essere all’avanguardia dell’innovazione e della ricerca delle forze dell’ordine
  • essere l’organizzazione modello delle forze dell’ordine dell’UE

 

Si tratta quindi di perseguire obiettivi importanti per un’organizzazione che ha poco più che vent’anni di attività. Il ruolo dell’Europol però è tutt’altro che in secondo piano. Leggendo infatti il regolamento UE 2016/794[1] si comprende bene quanto questa agenzia contribuisca alla lotta di fenomeni criminali in Europa[2]. A maggior ragione, nell’operato dell’agenzia si contano anche sezioni o centri. Sono stati infatti istituiti l’European Cybercrime Centre (EC3), l’European Migrant Smuggling Centre (EMSC), l’European Counter Terrorism Centre (ECTC) e l’Intellectual Property Crime Coordination Coalition (IPC3).

 

Le Joint Investigation Teams

Il lavoro svolto dall’Europol è caratterizzato inoltre dall’istituzione delle Joint Investigation Teams (JITs). Si tratta di uno strumento di cooperazione internazionale basato su un accordo tra le autorità competenti di due o più Stati, istituito per una durata limitata e per uno scopo specifico, per svolgere indagini in uno o più Stati coinvolti. Le JITs sono istituite in base ad un accordo modello (model agreement) allegato alla Risoluzione 2017/C 18/01[3] del Consiglio.

Una JIT può essere composta da singoli agenti di polizia, giudici, pubblici ministeri e altro tipo di personale delle forze giudiziarie. La guida di una JIT è a capo di un soggetto dello Stato in cui la JIT è istituita. In relazione allo Stato ospitante della JIT inoltre bisogna ricordare che la stessa squadra investigativa deve operare nel rispetto del diritto dello Stato ospitante.

L’Europol offre una visione d’insieme alle attività delle JIT stabilite, come dare una visione generale del quadro delle attività (si pensi ad indagini comuni su altre attività di un’organizzazione criminale). In più, viene offerto il sostegno al lavoro delle JIT mediante la consegna di dati necessari per portare a compimento le indagini. Oltre a questo tipo di supporto vi è quello logistico, tecnico e forense. Le JITs sono aumentate negli anni grazie alla maggiore collaborazione tra gli Stati ma molto può essere ancora fatto.

Nel 15esimo Annual Meeting of National Experts on Joint Investigation Teams (JITs) è stato sottolineato in particolare quanto debbano essere migliorate le JITs nella lotta alla criminalità informatica. Nell’incontro tenutosi si sono sottolineate le sfide e le opportunità con il ricorso delle JITs per affrontare il cybercrime. I temi di cui si è discusso sono ovviamente attualissimi e di grande impatto per le libertà e i diritti dei singoli: celerità delle indagini, raccolta delle prove e scambio di informazioni, dati personali.

 

Il sistema di informazione e raccolta dati di Europol

Sin dagli inizi dell’attività di Europol sono stati sviluppati sistemi di informazione e raccolta dati per affrontare la criminalità organizzata. Si tratta di sistemi operativi particolarmente utili e che sono stati ampliati. In aggiunta a questi, vi sono le pubblicazioni e i report[4] che si soffermano su alcuni fenomeni in particolare o che compiono un’analisi ampia dei reati in Europa.

Tra i sistemi ci sono:

  • AWF: è l’Analysis Work File, uno strumento esclusivo dell’Europol. È il mezzo con cui Europol fornisce supporto alle indagini condotte negli Stati membri. Pertanto, il supporto con AWF è spesso strettamente collegato con una Joint Investigation Team (JIT).
  • EIS: è lo European Information System. Lanciato nel 2005, è un sistema contenente informazioni su reati, individui sospettati e condannati e organizzazioni criminali. L’EIS funziona in relazione con il SIENA e si occupa dei reati di competenza dell’Europol.
  • InfoEx: si tratta di un sistema sicuro di scambio di informazioni
  • SIENA: è l’acronimo che indica il Secure Information Exchange Network Application. Dal 2009, rappresenta una vera e propria piattaforma di dati dove è permesso lo scambio di informazioni tra i membri di Europol e i terzi[5] con cui l’agenzia ha stabilito accordi di cooperazione. Tra gli usi più proficui del sistema SIENA vi è quello delle confische e del congelamento dei patrimoni nella lotta al terrorismo.
  • Il Most Wanted Fugitives website per le informazioni che riguardano i soggetti ricercati in Europa. Il lavoro svolto dall’Europol è in collaborazione con l’ENFAST.

 

La quantità di dati sensibili è oggetto di trattazione ed esiste una folta bibliografia sul tema. L’Europol ne è consapevole: l’agenzia infatti garantisce una forte protezione dei dati personali trattati con “i quadri di protezione dei dati più solidi nel mondo delle forze dell’ordine”.

In Nunzi si legge:

Le informazioni trattate da Europol provengono dagli Stati membri, da Stati terzi, da organizzazioni internazionali e da fonti aperte. La sicurezza delle informazioni è di fondamentale importanza per Europol; pertanto, si richiede che tutti i dati siano valutati e assegnati a un codice di trattamento prima della trasmissione a Europol. In questo modo si garantirà il rispetto della fonte delle informazioni e si terrà conto dei desideri dello Stato membro che le ha fornite prima di diffonderle ulteriormente. Europol è unico nel suo genere in quanto, per la prima volta e nell’ambito di un quadro giuridico ambizioso, è stata creata un’organizzazione che ha accesso e utilizza dati personali categorizzati in vari modi a scopo di analisi e, allo stesso tempo, sfrutta e salvaguarda le questioni relative alla protezione dei dati.

 

Il ruolo dell’Europol quindi è tutt’altro che scontato. In relazione all’attività dell’agenzia infatti possono essere raggiunti grandi traguardi in tema di cooperazione e completezza delle indagini nella lotta alla criminalità transnazionale moderna.

Informazioni

Radu, M. E. (2013) ‘The Place and Role of Europol in EU Architecture’, Cogito: Multidisciplinary Research Journal, (Issue 2), p. 115

BÎRZU, B. (2019) ‘Cooperation between member states and Europol’, Juridical Tribune / Tribuna Juridica, 9(1), p. 33

Nunzi, A. (2007) ‘IV. Criminal Cooperation Institutions : The European Police Office—EUROPOL’, Revue internationale de droit pénal. (The Criminal Law of the European Union), (1), p. 285

[1] https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2016/794/oj

[2]Europol’s new regulation introduces a number of changes to the structure of the organisation and how it works. But the essence of Europol’s existence remains unchanged: Europol shall support and strengthen action by the competent authorities of the Member States and their mutual cooperation in preventing and combating serious crime affecting two or more Member States, terrorism and forms of crime which affect a common interest covered by a Union policy.

[3] https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=uriserv:OJ.C_.2017.018.01.0001.01.ENG&toc=OJ:C:2017:018:TOC

[4] Qui l’analisi del SOCTA 2017

[5] Tra questi si contano Australia, Canada, Norvegia, Liechtenstein, Moldavia, Svizzera e Stati Uniti