Per Processo di Bologna s’intende il percorso verso la creazione d’uno Spazio Europeo d’Istruzione Superiore. Cos’è cambiato nel sistema universitario?

 

Breve storia del Processo di Bologna

Una delle riforme più discusse nel nostro paese per ciò che concerne l’ambito dell’istruzione è da più d’una quindicina d’anni la sostituzione del percorso quadriennale di laurea il formato “3+2”, diviso tra laurea triennale e magistrale, ormai considerato come “standard”. La ragion d’essere di questa suddivisione ha però una radice profonda: la riforma è infatti profondamente collegata al progetto europeo di creazione d’uno Spazio Europeo d’Istruzione Superiore (SEIS, EHEA in inglese, European Higher Education Area), avviato di fatto con la Dichiarazione della Sorbona nel 1998, il cui obiettivo dichiarato è la “riforma del sistema d’istruzione superiore a carattere internazionale”. Per tale “Processo di Bologna”, com’è comunemente denominato, è possibile far risalire il suo embrione al 1988, quando viene stipulata ed adottata, a Bologna, la Magna Charta Universitatum[1]. Quest’ultima si configura come una dichiarazione d’intenti dove vengono principalmente statuiti i principi che definiscono e che sono perseguiti dall’Accademia in senso lato, tra questi l’autonomia (art. 1), la libertà di ricerca ed insegnamento (art. 3), la necessità di garantire la conoscenza reciproca e l’interazione tra culture (art. 4); nella stessa vengono poi elencate le modalità perché ciò sia realizzato, principalmente mediante il sostegno dei governi europei.

Il documento su cui tutto l’impianto dello spazio comune d’istruzione si fonda è la Convenzione di Lisbona, adottata dalla Conferenza Diplomatica l’11 aprile 1997. Articolata in undici sezioni, è stata stesa da UNESCO e Consiglio d’Europa; essa indica le modalità di riconoscimento dei titoli di studio tra i firmatari della stessa: la logica conseguenza è un notevole miglioramento della mobilità internazionale universitaria, avendo appunto garantita la possibilità di far valere i propri studi fuori dal paese in cui quest’ultimi hanno avuto luogo. Nelle varie sezioni della Convenzione vengono definite le competenze delle autorità, i principi fondamentali per la valutazione delle qualifiche e dei periodi di studio, anche di rifugiati e sfollati ed i relativi meccanismi di applicazione della stessa. L’Italia, da parte sua, ha recepito tale Convenzione con la legge 11 luglio 2002, n. 148, dandole piena attuazione[2]. Nella Convenzione viene chiaramente statuito come spetti alle Università la competenza a riconoscere i cicli di studio ed i titoli accademici esteri. In particolari casi il riconoscimento spetta a specifici istituti, come ad esempio in materia sanitaria, ove la questione è affidata al ministero della salute.

Dalla stesura di tale documento in poi, il processo prende slancio: con la Dichiarazione della Sorbona del 1998[3] vengono avanzate le prime proposte operative per la realizzazione del sistema comune, a partire dalla struttura in crediti (ECTS) per il trasferimento ed il riconoscimento della conoscenza, alla divisione degli studi in cicli che, nel caso della dichiarazione, dovrebbero essere due e strutturati in semestri. I cicli diverranno poi tre, con l’inclusione del Dottorato di ricerca nella struttura del sistema, a partire dalla dichiarazione di Berlino del 2003[4].

Infine, il grande passo viene compiuto: il processo per la realizzazione dello Spazio Europeo d’Istruzione Superiore viene ufficialmente avviato con la dichiarazione di Bologna del 1999. Nella stessa viene aggiunto che, per rendere effettiva ed efficace la mobilità internazionale accademica, è necessario eliminare gli ostacoli che ostano all’esercizio del diritto di libera circolazione[5] e promuovere la convergenza dei sistemi nazionali verso una direzione di sviluppo comune.

È importante sottolineare come le due dichiarazioni di cui sopra siano state firmate dai rispettivi ministri dell’istruzione degli stati le cui università aderiscono all’iniziativa. Negli anni successivi, il numero di dichiarazioni è andato ampliandosi, ogni volta ampliando la portata del Processo di Bologna; tra le altre, la dichiarazione di Bergen del 2005 si è proposta di migliorare la spendibilità del titolo ottenuto durante il primo ciclo di studi, in Italia quindi la laurea triennale, sul mercato del lavoro[6], atavico problema del nuovo sistema che ha generato conseguentemente lamentele dopo la riforma del sistema universitario.

Come previsto inizialmente nelle dichiarazioni della Sorbona e di Bologna, si ha infine la nascita ufficiale dello Spazio Europeo d’istruzione Superiore, con la Dichiarazione di Budapest-Vienna del 2010, così come statuito all’art. 1, dove viene affermato che:

Noi, Ministri responsabili per l’istruzione superiore dei paesi partecipanti al Processo di Bologna, ci siamo incontrati a Budapest e Vienna l’11 e 12 marzo 2010 per varare lo Spazio Europeo dell’Istruzione Superiore (SEIS), così come previsto nella Dichiarazione di Bologna del 1999.”[7]

 

L’aspetto istituzionale del Processo di Bologna

È da notare come l’idea del SEIS non sia direttamente collegata all’Unione Europea; infatti il principale organo preposto all’attuazione del Processo è il Bologna Follow-up Group, di cui comunque la Commissione Europea, il cui interesse per il mondo dell’istruzione è rilevante, è parte. Altri organi sono la Conferenza Ministeriale dei Ministri dell’istruzione dei paesi partecipanti ed il Segretariato, la prima adibita alla discussione delle linee guida che devono condurre l’azione di sviluppo del processo ed il secondo focalizzato principalmente sugli aspetti logistici della questione[8]. Gli stati aderenti al Processo di Bologna sono 48, ben più dei 28 che compongono l’UE[9] [10]. L’iniziativa è infatti frutto sì della volontà delle università del vecchio continente, ma anche, tra gli altri, del già citato Consiglio d’Europa, che ha svolto un importante ruolo nella stesura della Convenzione di Lisbona, la quale promuovendo l’istituto del riconoscimento reciproco dei titoli di studio ha rappresentato la pietra d’angolo dell’intero sistema che s’è poi venuto a creare: la Convenzione infatti rappresenta l’unico testo vincolante dell’intero processo[11].

Ancora, il ruolo del Consiglio d’Europa rileva nel processo d’ammissione allo Spazio Comune: infatti, gli stati applicanti debbono innanzitutto prendere parte alla Convenzione Culturale Europea (European Cultural Convention, ECC), e quindi fornire la propria dichiarazione d’intenti di perseguire la realizzazione degli obiettivi preposti dal Processo di Bologna. Tale ECC, risalente al 1954, si propone di promuovere la comprensione e l’apprezzamento culturale reciproci tra i popoli europei, salvaguardare la cultura del vecchio continente e promuovere le contribuzioni nazionali allo sviluppo d’una cultura comune europea che rispetti dei valori fondamentali comuni a tutti i sopracitati popoli; inoltre e non ultimo punto, la Convenzione contribuisce a tale dinamica incoraggiando attività culturali d’interesse europeo, nella quale appunto l’idea di Spazio Comune d’Istruzione Superiore ricade[12]; l’Italia è uno degli stati firmatari del trattato, il quale è stato ratificato tre anni dopo, nel 1957[13].

Dal canto suo comunque non si può certo dire che l’Unione Europea sia “rimasta con le mani in mano”; essa promuove infatti programmi volti a promuovere la mobilità internazionale degli studenti e del personale universitario come il ben conosciuto Erasmus: grazie questo stesso programma, inoltre, è stato ideato il sistema dei crediti ECTS che permette il reciproco riconoscimento degli studi pregressi in altri stati. Di più ancora, l’Unione si propone di creare un proprio Spazio d’Educazione Europeo entro il 2025, fondato sulle basi del sistema venutosi a creare con il Processo di Bologna[14].

 

Il risultato finale

Il risultato è un sistema di vaste proporzioni ed unico nel mondo accademico, il quale è riuscito e riesce tutt’oggi a convincere sempre più studenti appartenenti al SEIS a trascorrere perlomeno un periodo di mobilità fuori dal proprio paese d’origine e risulta inoltre fortemente attraente per studenti d’ogni parte del mondo; come ripetuto nella Dichiarazione di Berlino del 2003, l’obiettivo è infatti:

making Europe the most competitive and dynamic knowledge-based economy in the world, capable of sustainable economic growth with more and better jobs and greater social cohesion[15].

 

È anche per questo che, oltre ai giovani, anche vari governi dell’est Europa hanno deciso d’aderirvi successivamente; tuttavia, quest’intera dinamica ha portato a formulare il proposito, statuito ufficialmente con la dichiarazione di Budapest del 2012, di ricercare un “bilanciamento” del sistema, dato che si stava delineando, da una parte, una gerarchia di paesi “esportatori” di studenti, e dall’altra di “importatori”[16].

Il sistema in sé non impone particolari vincoli ai partecipanti: la conseguenza è il variabile impegno di chi vi prende parte, soprattutto da un punto di vista economico; il periodo di crisi economica apertosi nel 2008 infatti ha portato diversi paesi a rivedere al ribasso il proprio sostegno al settore dell’istruzione, come nel caso dell’Italia[17].

Ancora, oltre all’attrattività del sistema per gli studenti, anche il suo modello genera interesse da parte di altri stati: per questo motivo, gli organi del Processo hanno istituito, nel 2009, il Bologna Policy Forum per far sì che gli stati non parte del SEIS potessero comprendere da vicino il sistema, così da poterlo applicare anche in altre zone del mondo, ispirandosi al modello europeo per superare ostacoli già da esso affrontati[18].

In conclusione, va riconosciuto agli stati europei ed alle loro università come, grazie ad un collettivo sforzo di cooperazione, sia stato ideato e messo progressivamente in atto un sistema di collegamento solido ed unico al mondo, che statuisce una volta di più come nel Vecchio Continente l’istruzione sia vista come il modo per portare avanti e mantenere alta la competitività dell’Europa di fronte al resto del globo nei giorni a venire; non a caso, per quanto lo Spazio Europeo d’Istruzione Superiore sia già realtà, gli organi del Processo di Bologna continuano a lavorare e sviluppare quest’ultimo, come dimostrato dai risultati delle Conferenze Ministeriali di Yerevan nel 2015[19] e di Parigi del 2018[20], con le quali sono stati prefissati nuovi obiettivi da inseguire per costantemente migliorare il SEIS.

Informazioni

Magna Charta Universitatum (1988): https://www.unibo.it/avl/charta/charta.htm.

Convenzione di Lisbona – Miur: https://www.miur.gov.it/convenzione-di-lisbona.

Dichiarazione della Sorbona – Miur: http://www.miur.it/0002Univer/0052Cooper/0064Accord/0335Docume/1381Dichia_cf2.htm.

Dichiarazione di Berlino, 2003 – EHEA: http://www.ehea.info/media.ehea.info/file/2003_Berlin/28/4/2003_Berlin_Communique_English_577284.pdf.

Dichiarazione di Bologna, 1999 – Magna Charta: http://www.magna-charta.org/resources/files/BOLOGNA_DECLARATION.pdf.

Dichiarazione di Bergen, 2005 – UniCa: https://people.unica.it/centroqualita/files/2012/11/bergen.pdf.

Dichiarazione di Budapest-Vienna, 2010 – EHEA: http://www.ehea.info/media.ehea.info/file/2010_Budapest_Vienna/65/9/Dichiarazione_di_Budapest_e_Vienna_(2010)_598659.pdf.

Directorate-General for Education, Youth, Sport and Culture (European Commission ),The EU in support of the Bologna process (2018). European Commission.

European Cultural Convention – Consiglio d’Europa: https://www.coe.int/en/web/conventions/full-list/-/conventions/treaty/018.

European Commission/EACEA/Eurydice, 2018. The European Higher Education Area in 2018: Bologna Process Implementation Report. Luxembourg: Publications Office of the European Union.

Dichiarazione di Berlino, 2003 – EHEA: http://www.ehea.info/media.ehea.info/file/2003_Berlin/28/4/2003_Berlin_Communique_English_577284.pdf.

Dichiarazione di Yerevan, 2015 – EHEA: http://www.ehea.info/media.ehea.info/file/2015_Yerevan/70/7/YerevanCommuniqueFinal_613707.pdf.

Dichiarazione di Parigi, 2018 – EHEA : http://www.ehea.info/media.ehea.info/file/2018_Paris/77/1/EHEAParis2018_Communique_final_952771.pdf.

Spesa nel settore dell’educazione. Commissione Europea: https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/Educational_expenditure_statistics#Overall_educational_expenditure.

Firmatari dell’ECC – Consiglio d’Europa: https://www.coe.int/en/web/conventions/full-list/-/conventions/treaty/018/signatures?p_auth=Yb5iM7eL.

Council of Europe. EHEA: http://www.ehea.info/page-council-of-europe.

Membri del SEIS – EHEA: http://www.ehea.info/page-full_members.

The Bologna Process and the European Higher Education Area – European Commission: https://ec.europa.eu/education/policies/higher-education/bologna-process-and-european-higher-education-area_en.

[1] Magna Charta Universitatum: https://www.unibo.it/avl/charta/charta.htm

[2] Convenzione di Lisbona – Miur: https://www.miur.gov.it/convenzione-di-lisbona. Consultato l’ultima volta il 03/03/2020.

[3] Dichiarazione della Sorbona – Miur: http://www.miur.it/0002Univer/0052Cooper/0064Accord/0335Docume/1381Dichia_cf2.htm. Consultato l’ultima volta il 04/03/2020.

[4] Dichiarazione di Berlino, 2003 – EHEA: http://www.ehea.info/media.ehea.info/file/2003_Berlin/28/4/2003_Berlin_Communique_English_577284.pdf. Consultato l’ultima volta il 05/03/2020.

[5] Dichiarazione di Bologna, 1999 – Magna Charta: http://www.magna-charta.org/resources/files/BOLOGNA_DECLARATION.pdf. Consultato l’ultima volta il 04/03/2020.

[6] Dichiarazione di Bergen, 2005 – UniCa: https://people.unica.it/centroqualita/files/2012/11/bergen.pdf. Consultato l’ultima volta il 04/03/2020.

[7] Dichiarazione di Budapest-Vienna, 2010 – EHEA: http://www.ehea.info/media.ehea.info/file/2010_Budapest_Vienna/65/9/Dichiarazione_di_Budapest_e_Vienna_(2010)_598659.pdf. Consultato l’ultima volta il 05/03/2020

[8] Directorate-General for Education, Youth, Sport and Culture (European Commission ),The EU in support of the Bologna process (2018). European Commission. DOI: 10.2766/3596

[9] The Bologna Process and the European Higher Education Area – European Commission: https://ec.europa.eu/education/policies/higher-education/bologna-process-and-european-higher-education-area_en. Consultato l’ultima volta il 04/03/2020.

[10] Membri del SEIS – EHEA: http://www.ehea.info/page-full_members. Consultato l’ultimo volta il 05/03/2020

[11] Council of Europe. EHEA: http://www.ehea.info/page-council-of-europe. Consultato l’ultima volta il 04/03/2020

[12] European Cultural Convention – Consiglio d’Europa: https://www.coe.int/en/web/conventions/full-list/-/conventions/treaty/018. Consultato l’ultima volta il 05/03/2020.

[13] Firmatari dell’ECC – Consiglio d’Europa: https://www.coe.int/en/web/conventions/full-list/-/conventions/treaty/018/signatures?p_auth=Yb5iM7eL. Consultato l’ultima volta il 05/03/2020.

[14] European Commission/EACEA/Eurydice, 2018. The European Higher Education Area in 2018: Bologna Process Implementation Report. Luxembourg: Publications Office of the European Union.

[15] Dichiarazione di Berlino, 2003 – EHEA: http://www.ehea.info/media.ehea.info/file/2003_Berlin/28/4/2003_Berlin_Communique_English_577284.pdf. Consultato l’ultima volta il 05/03/2020.

[16] The Bologna Process and the European Higher Education Area – European Commission: https://ec.europa.eu/education/policies/higher-education/bologna-process-and-european-higher-education-area_en. Consultato l’ultima volta il 04/03/2020.

[17] Spesa nel settore dell’educazione. Commissione Europea: https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/Educational_expenditure_statistics#Overall_educational_expenditure. Consultato l’ultima volta il 05/03/2020.

[18] Directorate-General for Education, Youth, Sport and Culture (European Commission ),The EU in support of the Bologna process (2018). European Commission. DOI: 10.2766/3596

[19] Dichiarazione di Yerevan, 2015 – EHEA: http://www.ehea.info/media.ehea.info/file/2015_Yerevan/70/7/YerevanCommuniqueFinal_613707.pdf. Consultato l’ultima volta il 05/03/2020.

[20] Dichiarazione di Parigi, 2018 – EHEA : http://www.ehea.info/media.ehea.info/file/2018_Paris/77/1/EHEAParis2018_Communique_final_952771.pdf. Consultato l’ultima volta il 05/03/2020.