Un’analisi sulla relazione traffico di droga e Covid-19: impatto e possibili conseguenze di questo binomio nei mesi a seguire

 

Premessa

L’emergenza in corso ha stravolto la maggior parte delle attività economiche. Tra queste anche quelle illecite. La presente analisi riguarda il binomio traffico di droga e Covid-19.

I due fenomeni hanno un diretto rapporto causale? In parte no, perché bisogna contestualizzare moltissimi dati dai quali ancora non è possibile offrire una descrizione completa. Sono stati raccolti in questi mesi del 2020 documenti ufficiali di 35 Stati membri dell’UNODC ed è nato un documento informativo molto interessante.

I temi affrontati nel report “COVID-19 and the drug supply chain: from production and trafficking to use sono vari:

  • Domanda e offerta fino ad aprile 2020
  • Andamento dei mercati nel medio e lungo periodo (si tratta ovviamente di stime)
  • Politiche adottate dagli Stati per un bilanciamento tra la lotta al Covid-19 e la lotta al traffico di droga
  • Situazioni in cui si trovano alcune categorie di tossicodipendenti a rischio (come i detenuti, i sieropositivi e pazienti con epatite)
  • Il delicatissimo rapporto tra restrizione delle libertà e trattamenti sanitari per persone tossicodipendenti.

 

Da un punto di vista globale[1] il traffico di droga è dipendente dal traffico delle merci[2]. Non è una novità: se vuoi illegalmente spostare merci o prodotti illeciti lo fai sfruttando percorsi o rotte di traffico già esistenti[3]. Così gli Stati, per affrontare il problema della rapida diffusione del virus hanno preso diverse misure che vanno da un contenimento morbido, passando per la chiusura delle attività fino al completo lockdown. E ciò ha conseguenze sul traffico di droga.

 

Oppio e eroina

Iniziamo concentrandosi su un dato stagionale: i mesi chiave della raccolta dell’oppio in Afghanistan sono i mesi tra marzo e giugno. È probabile che con l’attuale emergenza la produzione di oppio possa sensibilmente diminuire per tutta una serie di fattori[4] che determineranno una diminuzione dell’offerta. Si discute però se, data la chiusura di attività e la perdita dei posti di lavoro, non siano le donne a rimpiazzare i vuoti lasciati dagli uomini nei campi perché la lavorazione è inoltre largamente basata su lavoratori stagionali con migrazioni di lavoratori anche dal Pakistan. Inoltre è bene sottolineare che la chiusura delle frontiere con Iran e Pakistan (rispettivamente a febbraio e marzo) non ha incluso il traffico delle merci. E fin qui non è possibile sapere cosa faranno i cosiddetti non-state actors.

In Birmania però la raccolta dell’oppio non coincide con quella afgana per clima e terreno. La produzione quindi è stata comunque possibile ma le restrizioni non permettono la mobilità delle persone e di conseguenza la possibilità di smerciare il prodotto. Il mercato locale ha avuto un forte colpo data la vicinanza con la Cina (perchè primo Stato da cui è partita la diffusione del Covid-19) e per un importante operazione antidroga nella regione del Mekong[5]. In breve, si potrebbe assistere ad un accumulo delle sostanze prodotte pronte per essere vendute con la riapertura dei mercati.

Al momento si conosce poco degli effetti del virus sulla produzione di oppio in Messico. Una particolarità: l’oppio messicano (amapola) non conosce stagioni. È prodotto tutto l’anno dato il clima molto vario tra nord e sud dello Stato e tra rilievi e zone tropicali. Non meno importante è stata registrata la diminuzione dell’anidride acetica, un precursore chimico che si usa per la raffinazione dell’oppio per ottenere l’eroina date le numerose restrizioni poste da Stati Uniti e governo centrale messicano per arginare l’attraversamento del confine.

 

Produzione di cocaina e sostanze chimiche

Documenti ufficiali della Colombia indicano che la campagna di distruzione delle colture delle foglie di coca (che va avanti da anni) continua dato che, tra l’altro, i produttori di cocaina pare siano a corto di gasolina, sostanza usata in abbondanza durante il processo per ottenere cocaina. Dall’altra parte, in Bolivia le coltivazioni sono aumentate a causa dell’instabilità politica presente dal 2019 con la fuga di Evo Morales. Il triangolo d’oro della produzione di cocaina pare non stia vivendo un particolare periodo di magra dato che la pianta di coca, nel rispetto delle condizioni naturali, è perenne.

In Perù, l’agenzia nazionale sul controllo della droga (DEVIDA)[6] ha riportato un crollo del 46% del prezzo della foglia di coca da gennaio ad aprile 2020. Si presume che il prezzo della cocaina sia diminuito a causa delle difficoltà per i produttori di trasportarla e questo potrebbe scoraggiare i coltivatori ad aumentare la coltivazione. Tuttavia il facile guadagno con i ricavi della coltivazione garantirebbe ai cocaleros quei guadagni per sopravvivere alla perdita del lavoro o al mancato guadagno dalla vendita di frutta e verdura. Bisogna infatti considerare che le economie dei paesi andini non possono minimamente essere paragonate a quelle del Messico, né tanto meno degli Stati Uniti (il paese di destinazione della cocaina per eccellenza).

Per quanto riguarda invece le droghe sintetiche (NPS, new psychoactive substances). L’irreperibilità, o la difficoltà di ottenere, precursori chimici sta influenzando generalmente la produzione di mefedrone, metanfetamina, fentanyl e altri tipi di sostanze di tipo anfetaminico come il captagon.

 

Il traffico in senso stretto

Il traffico di stupefacenti presenta, nella maggior parte dei casi, rotte transnazionali. Pensiamo alla rotta dei Balcani. La diffusione del virus ha causato un duro colpo agli spostamenti tra cui spicca quello offerto dalle compagnie aeree. Le droghe sintetiche solitamente sono appunto inviate per via aerea e alcuni Stati diventano centri di smercio per i grandi aeroporti. Si presume quindi che il grande impatto sul traffico di droga sarà visibile negli Stati in cui già transitavano ingenti quantità di stupefacenti. Inoltre, fattori geografici naturali in relazione all’interruzione dei collegamenti aerei con l’estero determineranno una quasi totale distruzione del mercato, come in Giappone o in Australia.

Il trasporto che non è venuto meno è invece quello via mare: potrebbero quindi sorgere nuove rotte che sfruttano i collegamenti marittimi perché con una diminuzione pressoché globale del trasporto aereo, aumenterebbe il trasporto con navi e navi container. Se così fosse, il traffico di eroina si sposterebbe per esempio sui container che legano gli scali portuali dell’Iran fino all’Europa. Il traffico di cocaina verso il vecchio continente sfrutterebbe proprio le grandi navi provenienti dal Sud America tanto che i sequestri di stupefacenti non sono diminuiti nonostante la pandemia.

Con il lockdown inoltre si è assistito ad un aumento del consumo di cannabis favorendo un gran da fare per i produttori nordafricani e europei nel breve futuro. Il consumo della sostanza infatti pare non abbia scalfito la produzione di questa sostanza così comune perché la produzione è sempre più geograficamente vicina ai consumatori.

 

Ulteriori fattori da tenere in considerazione

Gli Stati stanno affrontando la situazione di emergenza come ho detto con politiche diverse. Traffico di droga e Covid-19 sono un problema e come tali devono essere affrontati rispondendo (anche) con l’impegno delle forze dell’ordine. Tuttavia, nei paesi con limitate capacità di contrasto all’uno e all’altro, l’applicazione di misure per contrastare la diffusione di Covid-19 può distogliere risorse dagli sforzi contro la droga, rendendo il traffico di droga e la produzione meno rischiosi per i gruppi criminali organizzati e fornendo un ambiente favorevole per attività illecite.

In Italia per esempio è stato segnalato più volte il pericolo concreto che la criminalità organizzata si sostituisse allo Stato o si adoperasse a fornire credito, beni, servizi o qualsiasi bene per chi fosse in difficoltà.

Inoltre, a livello internazionale, vi sono indicazioni del fatto che i gruppi di trafficanti di droga stanno adattando le proprie strategie al fine di continuare le loro operazioni e che alcuni hanno iniziato a sfruttare la situazione in modo da migliorare la propria immagine tra la popolazione fornendo servizi, in particolare ai più vulnerabili come accade in Messico.

Considerando quindi un breve elenco dei comportamenti generali che impattano sul mercato degli stupefacenti:

  • Le restrizioni alle libertà degli individui
  • La diminuzione del commercio a livello globale
  • I diversi livelli di contrasto al traffico di droga posto da ciascun Stato
  • La recessione economica può portare a un aumento a lungo termine del traffico e del consumo illecito di stupefacenti
  • L’interesse della politica alla cooperazione internazionale

 

Per quanto concerne le organizzazioni criminali è possibile individuare i seguenti scenari:

  • Il cambio delle modalità di trasporto e delle rotte di traffico più ricorrenti per rotte meno rischiose (e ancora aperte) o per sfruttare le debolezze nei controlli alle frontiere;
  • Il ricorso a tipologie di vendita sempre più alternative, quali Darknet e servizi postali;
  • Lo stoccaggio vero e proprio di stupefacenti (in attesa della revoca delle restrizioni imposte dagli Stati).

 

Considerazione personale su traffico di droga e Covid-19

Traffico di droga e Covid-19 se considerati nel complesso compongono un quadro della situazione che è determinante sotto molti punti di vista. Mercato, salute ed economia sono oggi più legati che mai e gli effetti di questo intreccio potrebbero portare, se non verranno prese misure precise, a conseguenze gravi e inaspettate.

Informazioni

[1] Ho parlato della transnazionalità del traffico di droga in questo articolo: https://www.dirittoconsenso.it/2019/03/06/il-crimine-transnazionale-del-narcotraffico/

[2] Ho parlato del traffico di merci e dell’economia dei container in questo articolo: https://www.dirittoconsenso.it/2019/08/05/il-wco-container-control-programme-dellunodc/

[3] Si parla di ciclo del traffico di stupefacenti e rotte di traffico qui: https://www.dirittoconsenso.it/2018/10/08/traffico-di-droga-nel-diritto-internazionale/

[4] Come ad esempio lo spostamento dei raccoglitori da una regione ad un’altra, il numero di contagi in un’area dove ci sono molti terreni per la coltivazione dell’oppio, la chiusura della frontiera con il Pakistan

[5] Qui i dettagli dell’operazione: http://www.cincds.gov.mm/node/6847

[6] http://www.pcm.gob.pe/etiqueta/comision-nacional-para-el-desarrollo-y-vida-sin-drogas-devida/