Il divieto di doppia incriminazione, double jeopardy clause, è un principio fondamentale della Costituzione americana. Tuttavia, la teoria della doppia sovranità ha messo in discussione la sua effettiva portata

 

Il principio sotteso nella double jeopardy clause

“Nessuno potrà essere sottoposto due volte per lo stesso delitto ad un procedimento che comprometta la sua vita o le sue membra”, afferma il comma 2 del V emendamento della Costituzione americana[1]. Assieme agli emendamenti IV, VI e VIII, il V emendamento costituisce una bill of rights per i soggetti posti in stato di accusa. Il divieto di double jeopardy, o doppia incriminazione, è una garanzia per l’accusato presente anche nei sistemi di civil law con la denominazione di ne bis in idem. Tale principio, nato nel diritto penale (“un procedimento che comprometta la vita o le membra”, quindi che preveda una sanzione che comporti limitazione della libertà personale o pena di morte), rappresenta un rifiuto del processo inquisitorio a favore del sistema accusatorio, introdotto nelle Corti inglesi nel Seicento. Nelle Corti ecclesiastiche dell’epoca, il processo veniva condotto in segreto e l’assoluzione veniva pronunciata unicamente “allo stato dei fatti”, senza che su tale pronuncia cadesse il giudicato.

Il divieto di doppia incriminazione (double jeopardy clause) trova applicazione nel caso in cui lo stesso soggetto venga accusato dello stesso delitto. La giurisprudenza americana, nel caso United States v. Felix, ha escluso che la cospirazione per commettere un delitto e il delitto compiuto configurino un’unica offesa ai sensi della double jeopardy clause[2], restringendo il campo di applicazione del divieto.

Nel caso in cui la stessa fattispecie si ponga in violazione di più previsioni normative, è necessario utilizzare un test elaborato dalla Corte Suprema per verificare se costituisca o meno doppia incriminazione: nel caso in cui il secondo reato non richieda requisiti probatori differenti, si tratta di uno stesso delitto ai sensi del V emendamento e, dunque, non può essere perseguito[3].

 

La teoria della doppia sovranità

La double jeopardy clause si lega necessariamente alle previsioni in materia di res judicata e sistema di impugnazioni. Una doppia incriminazione si può realizzare all’interno di uno stesso Stato nel caso in cui Corti distinte perseguano due volte la stessa condotta attuata dal medesimo soggetto. Tuttavia, nel caso di un crimine commesso e perseguito all’estero, il singolo Stato può in determinati casi dichiarare ugualmente la propria competenza per l’esercizio dell’azione penale.

In Italia tale possibilità è prevista agli artt. 6-9 del codice ed è stata esercitata in particolare per reprimere reati politici perseguiti all’estero. La presenza di distinti livelli di sovranità consente, in taluni casi, la possibilità di una doppia incriminazione per una stessa condotta criminosa.

Nel caso degli Stati Uniti, vi è una coesistenza originaria di due livelli di sovranità dal momento che l’ordinamento federale[4] delineato dalla Costituzione non sostituisce ma si aggiunge agli ordinamenti dei singoli Stati della federazione: ordinamento statale e federale, sebbene interconnessi, restano indipendenti e distinti. Questo dualismo è stato riscontrato per la prima volta nel caso Fox vs. State of Ohio (1847), avente ad oggetto la contraffazione di dollari. Dal momento che solo il Congresso detiene il potere di coniare moneta, solo lo Stato federe ha il potere di perseguire i crimini legati alla contraffazione di moneta in quanto reati federali. La teoria della doppia sovranità è stata affermata in modo più esaustivo nel noto United States vs. Cruiskshank (1976), in cui la Corte Suprema ha dichiarato:

È la naturale conseguenza di una cittadinanza che comporta fedeltà nei confronti di due sovranità e chiede protezione da entrambe. Il cittadino non può lamentarsi dato che si è volontariamente sottomesso a tale forma di governo. Deve fedeltà a questi sistemi e nelle loro rispettive sfere deve essere soggetto alle sanzioni che ciascuno prevede per la disobbedienza alle proprie leggi. In compenso, può chiedere protezione a ciascuno all’interno della propria giurisdizione”[5].

 

Questa caratteristica ha forti implicazioni nel sistema giudiziario nel suo complesso e ai fini della double jeopardy clause in quanto, se il sistema statale e federale costituiscono due distinti livelli di sovranità, potrebbe venir meno il divieto di doppia incriminazione.

 

Il caso Hennis: tre processi per omicidio

Nel 1985 Katie Eastburn, moglie di un militare, viene trovata uccisa a coltellate nella propria abitazione assieme ai figli Kara e Erin. I sospetti si concentrano subito sul militare Tim Hennis, identificato da alcune testimonianze con lo sconosciuto che era stato visto uscire dal luogo del delitto la sera dell’omicidio. Sebbene condannato in primo grado, nel giudizio d’appello le testimonianze contro di lui crollano e viene assolto con sentenza definitiva. All’epoca dei fatti e del giudizio la genetica forense non era ancora sviluppata ma, nel 2006, vengono trovate tracce di DNA nel corpo di Katie, che era stata violentata prima dell’omicidio, compatibili con un campione del DNA di Hennis.

Dal momento che l’esercito è considerato un ramo dell’ordinamento federale, gode di alcune forme di autonomia tra cui la giurisdizione sui propri soldati per crimini commessi contro i civili. Introdotta dopo l’invasione americana del Messico nel 1846, la giurisdizione militare è stata prima ristretta nel 1969 ai soli crimini commessi “nell’esercizio del proprio ruolo militare”[6]. Nel 1987 la Corte Suprema aveva nuovamente esteso tale giurisdizione a qualsiasi reato contro i civili compiuto da membri dell’esercito, a cui Hennis era stato di nuovo iscritto dopo l’assoluzione. Il soldato viene quindi nuovamente sottoposto a processo penale dalla Corte militare e infine condannato nel 2010 sulla base della prova genetica. Sebbene vi fosse già un precedente nel caso Rodney King (1991), il terzo processo nei confronti di Hennis, concluso 25 anni dopo il delitto, ha destato grande preoccupazione nei giuristi americani per il rispetto del double jeopardy clause e di eguale trattamento.

Al momento in cui si scrive, il militare si trova ancora nel braccio della morte in un carcere militare del Kansas in attesa di un verdetto definitivo della Corte suprema militare[7], dopo aver perso l’appello[8].

 

L’eccezionalità dell’intervento federale

Il caso di Tim Hennis, sebbene paradossale, resta un’eccezione per il sistema americano. Se in teoria sarebbe possibile perseguire a livello federale un crimine già processato da Corti statali, in pratica ciò può essere ammesso solo in situazioni eccezionali pena la violazione del V emendamento e con l’autorizzazione del’Assistant General Attorney. Nella decisione Petite v. United States (1960), la Corte Suprema afferma che “diversi crimini derivanti da una singola condotta dovrebbero essere perseguiti nello stesso processo, sia come garanzia nei confronti degli accusati che per esigenze di economia processuale[9].

Il governo federale quindi consente ad un limite del proprio intervento, sulla base del principio che la Corte statale sia in grado di pronunciarsi anche su questioni di interesse federale all’interno di tali procedimenti. I casi in cui tale presunzione viene meno sono quindi notevolmente circoscritti e devono essere accertati, come anticipato, dall’Assistant Attoney General degli Stati Uniti; tali casi includono incompetenza o corruzione della Corte, jury nullification manifestamente infondata e la scoperta di una prova che nel precedente giudizio era stata esclusa per manifesto errore di diritto, accostandosi al modello dell’impugnazione straordinaria della revisione previsto nel diritto processuale italiano.

Rimane tuttavia da sottolineare come le linee guida “Petite” rimangano una policy governativa, e dunque non possano essere utilizzate in giudizio dall’imputato sul presupposto che la propria incriminazione abbia violato tali linee di condotta[10].

 

Il caso Heath v. Alabama

Nel 1981 Larry Gene Heath si reca dall’Alabama alla Georgia per commissionare l’omicidio della propria moglie. Dichiaratosi colpevole dell’uccisione, viene condannato all’ergastolo dal momento che la legislazione della Georgia non prevede la pena di morte. Tuttavia, una Great Jury dell’Alabama inziò un secondo processo per il medesimo omicidio sul presupposto che la moglie era stata rapita in Alabama e, dunque, parte del crimine era avvenuto in questo Stato. Heath viene quindi condannato a morte per omicidio premeditato; la Corte Suprema dell’Alabama, a seguito di un rinvio certiorari, ha confermato la decisione. Il caso, arrivato alla Corte Suprema degli Stati Uniti, è stato deciso richiamando nuovamente la dottrina della doppia sovranità, questa volta applicata in riferimento agli ordinamenti di due diversi Stati entrambi parte della Federazione:

“La teoria della doppia sovranità comporta che successive incriminazioni da parte di due Stati per la stessa condotta non siano pregiudicate dal divieto di doppia incriminazione. La teoria della doppia sovranità si fonda sull’idea del common law che concepisce il crimine come un’offesa contro la sovranità del governo. Quando l’imputato in un singolo atto viola la ‘pace e dignità’ di due diverse autorità statali, commette due crimini distinti”. La Corte, inoltre, rileva come il X emendamento lasci all’autorità dei singoli Stati tutte le materie non direttamente attribuite al governo federale. Di conseguenza, Heath viene condannato a morte.

 

Sulla double jeopardy clause e il sistema federale: conclusione

Il rapporto dialettico Stati-Federazione che caratterizza gli Stati Uniti non è scevro di contraddizioni. Le limitazioni della portata del divieto di ne bis in idem come conseguenza della teoria della doppia sovranità e la presenza della pena di morte solo in alcuni Stati rappresentano solo alcune delle criticità del sistema penale americano. Gli ordinamenti sono concepiti come distinte fonti di autorità derivanti dall’esercizio di poteri costituendi diversi. La Costituzione degli Stati Uniti, in altri termini, rappresenta un contratto sociale distinto e sovrapposto a quello statale; dunque, si possono creare conflitti tra questi distinti ordinamenti nel momento in cui chiedono di esercitare la propria autorità sui cittadini. Ma, quando tali conflitti entrano nel processo penale, possono giustificare la disparità di trattamento?

Per David Glazier, docente di Diritto militare, “I padri costituenti volevano chiaramente impedire che l’esercito potesse avere autorità sui crimini commessi contro civili; anche se violasse l’idea attuale del divieto di doppia incriminazione certamente violava la concezione dei Padri costituendi”. Il giudice Marshall, nella propria dissenting opinion in Heath vs. Alabama, il secondo processo non poteva essere imparziale dato che la giuria già era a conoscenza della decisione della Corte della Georgia. Difficile non essere d’accordo.

Informazioni

David Stewart Rudstein, Double Jeopardy (Reference Guides to the United States Constitution), Praeger Publishers, 2004

[1] “[N]or shall any person be subject for the same offence to be twice put in jeopardy of life or limb”

[2] https://www.law.cornell.edu/supct/html/90-1599.ZS.html

[3] Blockburger vs Us, https://law.justia.com/cases/federal/appellate-courts/F2/50/795/1549257/ .

[4] L’ordinamento americano è inoltre distinto dal sistema dei check and balances. Su DirittoConsenso ne ha parlato Angela Federico: https://www.dirittoconsenso.it/2020/05/27/check-and-balances-ordinamento-usa/

[5] “…this does not, however, necessarily imply that the two governments possess powers in common, or bring them into conflict with each other. It is the natural consequence of a citizenship which owes allegiance to two sovereignties, and claims protection from both. The citizen cannot complain, because he has voluntarily submitted himself to such a form of government. He owes allegiance to the two departments, so to speak, and within their respective spheres must pay the penalties which each exacts for disobedience to its laws. In return, he can demand protection from each within its own jurisdiction.” in: https://www.law.cornell.edu/supremecourt/text/92/542

[6] https://www.newyorker.com/magazine/2011/11/14/three-trials-for-murder

[7] https://www.stripes.com/news/soldier-on-death-row-will-ask-the-military-s-highest-court-to-overturn-his-conviction-1.603983

[8] https://www.armfor.uscourts.gov/newcaaf/opinions/2017OctTerm/170263.pdf

[9]several offenses arising out of a single transaction should be alleged and tried together and should not be made the basis of multiple prosecutions, a policy dictated by considerations both of fairness to defendants and of efficient and orderly law enforcement” in: https://www.law.cornell.edu/supremecourt/text/361/529

[10] D. S. Rudstein, Double Jeopardy (Reference Guides to the United States Constitution), Praeger Publishers, 2004