Il nuovissimo rapporto del UNODC, pubblicato pochi giorni fa, è composto da 6 opuscoli. Il World Drug Report 2020 è ricco di informazioni utili per comprendere cosa succede nel mondo

 

I temi fondamentali del World Drug Report 2020

Il rapporto fornisce il riassunto dei sei successivi opuscoli del World Drug Report 2020 esaminando i loro risultati chiave ed evidenziando le implicazioni politiche basate sulle loro conclusioni. I principali risultati nel 2020 sono stati:

  • L’impatto del Covid-19
  • La crescita del mercato
  • I rapidi cambiamenti interni al mercato
  • Le fasce più deboli sono le più colpite dai mercati leciti e illeciti.

 

Premessa: non è qui presente l’analisi dei comportamenti delle organizzazioni criminali e dei trafficanti perché merita, a mio giudizio, uno spazio a parte.

 

Effetti di covid-19 sui mercati degli stupefacenti

Il World Drug Report 2020 considera l’impatto del Covid-19 del tutto simile a quello della crisi economica del 2008.

L’effetto della pandemia sui mercati degli stupefacenti è ancora sconosciuto e difficile da prevedere, ma potrebbe essere di vasta portata[1]. Alcuni produttori potrebbero essere costretti a cercare nuovi modi per fabbricare droghe poiché le restrizioni ai movimenti limitano l’accesso a precursori e sostanze chimiche essenziali per la lavorazione o la raffinazione delle sostanze stupefacenti.

A seguito infatti della crisi economica del 2008, gli assuntori avevano iniziato a cercare sostanze sintetiche più economiche e tra i modi di utilizzo si è ricorso all’iniezione delle sostanze. Nel frattempo, la maggior parte degli Stati hanno ridotto i costi sulle politiche collegate alle droghe (salute, programmi di reinserimento, cure in carcere, etc.). È immaginabile un approccio simile con la diffusione incontrollata del Covid-19.

Nel World Drug Report è stato considerato che il maggiore impatto immediato sul traffico di stupefacenti è prevedibile negli Stati in cui grandi quantità vengono contrabbandate con i voli di aerei di linea.

Sul lungo periodo, la recessione economica e i relativi blocchi, specie se collegati al traffico di persone e alla chiusura delle frontiere esterne, potrebbero potenzialmente perturbare i mercati della droga. L’aumento della disoccupazione e la mancanza di opportunità di lavoro aumenteranno le probabilità che le persone povere e svantaggiate ricorrano a modalità dannose del consumo di droghe, soffrano di disturbi da consumo e abuso di droghe e si adoperino in attività illecite legate alle droghe, in particolare la produzione o il trasporto.

 

Espansione e complessità: crescita del mercato

I modelli di crescita della popolazione spiegano in parte l’espansione del mercato. Nel World Drug Report 2020 si stabilisce che l’uso di droghe in tutto il mondo è in aumento, in termini sia di numeri complessivi che di proporzione della popolazione mondiale che usa droghe.

Nel 2009, i 210 milioni di utenti stimati rappresentavano il 4,8 per cento della popolazione globale di età compresa tra 15 e 64 anni, rispetto ai 269 milioni di utenti stimati nel 2018, ovvero il 5,3 per cento della popolazione.

L’urbanizzazione è un fattore trainante nei mercati della droga attuali e futuri. L’uso di droghe è più elevato nelle aree urbane che nelle aree rurali, sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo. Il movimento di massa di persone dalle campagne alle città – più della metà della popolazione mondiale vive ora nelle aree urbane rispetto al 34% nel 1960 – spiega in parte l’aumento generale del consumo di droghe.

L’aumento della ricchezza è legato all’aumento del consumo di droghe, ma i più poveri subiscono il più grande onere di disturbi. In tutto il mondo, il consumo di droga è più diffuso nei paesi sviluppati che nei paesi in via di sviluppo. Sostanze come la cocaina sono ancora più saldamente associate alle parti più ricche del mondo. Ma non è tutto.

Si assiste alla stabilizzazione delle sostanze non registrate, note come designer drugs. Sono soprattutto i nuovi oppioidi potenzialmente dannosi ad essere in aumento. Ma non c’è da sorprendersi perché generalmente parlando i mercati della droga stanno diventando sempre più complessi. Sostanze a base vegetale come cannabis, cocaina ed eroina sono state unite a centinaia di droghe sintetiche, molte delle quali non sotto il controllo internazionale. Si è assistito anche ad un rapido aumento dell’uso non medico dei farmaci[2].

 

Rapidi cambiamenti del mercato

Passiamo quindi al mercato internazionale[3] che sta osservando alcuni cambiamenti. I più eccezionali sono che:

  • le droghe sintetiche sostituiscono gli oppiacei in Asia centrale e in Russia e
  • il mercato della metanfetamina cresce in Afghanistan e Iraq.

 

È poi importante considerare alcuni cambiamenti politici e tendenze mutevoli in atto. L’uso della cannabis è in aumento nella maggior parte delle giurisdizioni in cui l’uso non medico è legalizzato. Canada, Uruguay e 11 giurisdizioni negli Stati Uniti consentono la produzione e la vendita di prodotti a base di cannabis per uso non medico. Nella maggior parte di tali giurisdizioni, l’uso di cannabis è aumentato dalla sua legalizzazione.

 

Coloro che soffrono problemi legati agli stupefacenti subiscono danni sia da mercati legali che illeciti delle sostanze

Gli oppioidi farmaceutici per la gestione del dolore e le cure palliative sono disponibili principalmente nei paesi ad alto reddito: è noto infatti che i medicinali per alleviare il dolore sono distribuiti in modo diseguale tra regione e regione. Nel 2018, oltre il 90% di tutti gli oppioidi farmaceutici disponibili per il consumo medico erano in paesi ad alto reddito. Nel World Drug Report 2020 infatti viene ricordata la terribile crisi degli oppioidi negli Stati Uniti.

Le persone più povere affrontano un rischio maggiore di disturbi da uso di droghe. Nel 2018 circa 35,6 milioni di persone hanno sofferto di disturbi da uso di droghe. Povertà, istruzione limitata ed emarginazione sociale possono aumentare il rischio di disturbi da uso di droghe e aggravarne le conseguenze.

 

Le ultime tendenze

Nel Booklet 4 del rapporto l’analisi si concentra invece sugli andamenti nel mercato. E su altri temi specifici (darknet, legislazione su alcuni stupefacenti, etc.). Specificamente all’uso di sostanze, la cannabis è la sostanza più utilizzata, gli oppioidi invece i più dannosi.

Nel World Drug Report 2020 si stima che 192 milioni di persone abbiano usato la cannabis nel 2018, rendendola la droga più utilizzata a livello globale. In confronto, 58 milioni di persone hanno usato oppioidi nel 2018. Hanno rappresentato il 66% delle 167.000 morti stimate correlate a disturbi da uso di droghe nel 2017 e il 50% dei 42 milioni di anni (o 21 milioni di anni) persi a causa di disabilità o morte precoce, attribuito al consumo di droga. Più di 11 milioni di persone iniettano droghe, mentre 1,4 milioni di persone che iniettano droghe (people who inject drugs, PWID[4]) vivono con l’HIV, 5,5 milioni con l’epatite C e 1,2 milioni vivono con l’epatite C e l’HIV.

L’uso non medico di oppiacei sintetici alimenta le crisi di salute pubblica come avviene nell’Africa occidentale, centrale e settentrionale. Generalmente la sostanza che sta determinando i danni maggiori nella crisi è il tramadol, ma in Nord America è il fentanyl.

La scena stimolante è dominata dalla cocaina e dalla metanfetamina e l’uso di entrambe le sostanze è in aumento nei loro mercati principali. Circa 19 milioni di persone hanno usato la cocaina nel 2018, mentre circa 27 milioni di persone hanno usato le anfetamine nello stesso anno, la metanfetamina è l’ATS (Amphetamine-type stimulants) più utilizzato nel sud-est asiatico.

 

Cosa offre il mercato?

Il mercato offre da anni sostanze stupefacenti molto diverse tra loro. In base alle informazioni contenute nel World Drug Report 2020, l’offerta di farmaci a base vegetale è ancora ad alto livello, nonostante alcune diminuzioni.

L’area coltivata a papavero da oppio (240.800 ettari in tutto il mondo) si è ridotta per un secondo anno consecutivo nel 2019, guidata da un declino in Afghanistan e Myanmar. Anche le quantità di oppiacei sequestrate (704 tonnellate) nel 2018 sono notevolmente diminuite rispetto all’anno precedente.

La coltivazione di pianta di coca continua a un livello storicamente molto alto (244.200 ettari). L’area coltivata a coca è rimasta stabile dal 2017 al 2018. Tuttavia, la produzione globale stimata di cocaina ha raggiunto ancora una volta il massimo storico (1723 tonnellate) e i sequestri globali sono aumentati marginalmente (1.131 tonnellate).

Per quanto riguarda di metanfetamine sequestrata, le ATS con il più grande mercato a livello globale, hanno raggiunto un nuovo record, con 228 tonnellate equivalenti, nel 2018.

Informazioni

https://www.emcdda.europa.eu/best-practice/briefings/addressing-misuse-medicines_it

World Drug Report 2020, UNODC – reperibile nella rete interconnessa

[1] Ne ho parlato in un altro articolo citando le attività dell’Interpol durante la pandemia: https://www.dirittoconsenso.it/2020/04/23/le-attivita-dellinterpol-ai-tempi-del-covid-19/

[2] Il termine “uso scorretto di farmaci” si riferisce all’uso di farmaci psicoattivi a fini di automedicazione, ricreativi o stimolanti, con o senza prescrizione medica e al di fuori delle indicazioni terapeutiche ufficiali, eventualmente nel contesto della poliassunzione. Per maggiori informazioni si veda: https://www.emcdda.europa.eu/best-practice/briefings/addressing-misuse-medicines_it

[3] Sul traffico di droga bisogna agire a livello internazionale, rivedendo le politiche antidroga: https://www.dirittoconsenso.it/2018/10/08/traffico-di-droga-nel-diritto-internazionale/

[4] https://www.who.int/hiv/topics/idu/en/