Tra le tante forme per poter riciclare denaro, esistono alcuni modi più ricorrenti rispetto ad altri. Oro, conti bancari e società possono essere perfetti per occultare il denaro sporco

 

Quali sono i modi per riciclare denaro?

Il riciclaggio di denaro trova attuazione con schemi complessi e contorti. Le autorità negli ultimi 50 anni hanno scoperto trame nazionali ed internazionali in cui sono spesso apparsi politici, grandi imprenditori e rinomati istituti bancari. I modi per riciclare denaro sono quindi sempre al centro di attenzione, sia da chi intende usarli, sia da chi intende regolarli e/o sottoporli a precisi controlli.

Il riciclaggio è punito in Italia dall’articolo 648 del codice penale[1]. La norma nulla dice sul modus operandi del riciclaggio (non vengono infatti disciplinate le varie fasi che costituiscono il riciclaggio) ed è indubbia la natura di reato plurioffensivo.

Detto questo, ed in riferimento ad altri schemi di riciclaggio di cui ho già parlato[2], bisogna approfondire questi modi che, ancora oggi, richiamano l’attenzione degli inquirenti e fanno scattare i controlli finanziari e tributari. Si tratta di 12 modi per riciclare denaro che possono nascondere i proventi illeciti in men che non si dica.

 

Le attività, una per una

Prima di procedere, ricordo che l’attuale pressione sul settore finanziario per attuare rigorosi meccanismi di antiriciclaggio non porterà ai risultati desiderati fintanto che è possibile riciclare denaro in altri settori economici o in Stati con normative permissive.

Ecco 12 modi per riciclare denaro.

  1. Oro. L’oro sembra essere particolarmente apprezzato sia per la fase di placement che per il layering del processo di riciclaggio[3]. La principale sfida dell’oro per i riciclatori di denaro è la documentazione della sua origine: solitamente infatti si nasconde la provenienza dell’oro e quindi dell’acquisto con i proventi illeciti con la scusa che sia stato ereditato da un parente (e le autorità potrebbero compiere le indagini sul patrimonio di questa verosimile eredità). Il passaggio che rende quasi impossibile scoprire l’origine illecita dell’oro avviene quando l’oro viene fuso.
  2. Gioielli. Del tutto simili all’oro, i gioielli risultano maggiormente anonimi per il fatto che non è possibile predeterminare un prezzo di acquisto e di vendita. Un esempio per essere più chiari. Immaginiamo di avere 5.000 euro (tutti di origine illecita) in contanti e volessimo comprare un collier di rubini. A settembre 2020 potremmo rivendere i preziosi a 8.000 euro e ottenere, oltre al riciclaggio dei 5.000 euro, anche un guadagno importante (per la differenza ottenuta). Oltre a questo caso, c’è inoltre la possibilità di gestire un’attività di gioielleria per dimostrare entrate legali con beni ottenuti illecitamente inventando clienti inesistenti. È più semplice del previsto: questo metodo prevede la creazione di una vera e propria attività di gioielleria, che potrebbe includere l’apertura di un negozio, il lancio di un sito Web e l’offerta di acquistare gioielli in determinati eventi per essere poi rivenduti (è questo il passaggio chiave) ad un prezzo maggiore e chiudere così il ciclo del riciclaggio.
  3. Diamanti grezzi. I diamanti vengono solitamente trasportati nelle tasche dei riciclatori o conservati in deposito gratuitamente. Esempio: si costituisce una società di commercio di diamanti e, trovati i diamanti sul mercato, si paga 50% del valore con proventi leciti e 50% del valore con proventi illeciti. Così è sufficiente acquistare certificati di origine e vendere i diamanti a terzi al loro valore effettivo. Il guadagno sarà totalmente lecito. In più, specifico del mercato dei diamanti, è che un prezzo di acquisto vantaggioso può essere giustificato da un aumento di valore ottenuto durante il processo di taglio della pietra.
  4. Beni antichi. I beni antichi sono, come i diamanti e i gioielli, beni particolari: il loro più grande vantaggio sembra essere il loro valore incerto e difficile da misurare. La pericolosità che il riciclaggio possa essere attività a fine di acquisto di beni culturali è sottolineata da tempo da molte organizzazioni internazionali ma ancora non ci sono stati dei casi in cui beni di grandissimo valore siano stati al centro di casi di riciclaggio.
  5. Arte. Allargando la portata dei beni artistici, e quindi non soltanto quelli antichi, il mercato dell’arte può rappresentare un mercato d’élite in cui i riciclatori, tanto quanto i tombaroli, i mercanti d’arte disonesti e gli intermediari, siano in un ambiente proficuo per gli affari perché noto per il suo silenzio e per i segreti sulle identità di compratori e venditori (figurarsi sulla provenienza degli oggetti). Il settore è al vaglio negli ultimi anni di organizzazioni internazionali, tra cui l’Interpol[4], perché, come per i gioielli e i diamanti, è necessaria una competenza tecnica, soprattutto a causa della volatilità dei mercati dei beni antichi e del rischio di acquistare prodotti contraffatti. Un’ulteriore sfida per i riciclatori di denaro è che quando si trasportano beni culturali, si deve essere consapevoli dei controlli doganali e della maggiore attenzione delle forze dell’ordine dovuta al fatto che alcune organizzazioni terroristiche hanno cercato di vendere antichità rubate.
  6. Società di consulenze. Le società di consulenza sembrano essere realtà popolari tra i riciclatori di denaro. Fintanto che si evitino settori ampiamente regolamentati, come, è ovvio, la gestione patrimoniale, queste società di solito non sono soggette a particolari controlli. Inoltre, è utile che i prezzi e le prestazioni siano piuttosto soggettivi e difficili da misurare. Per fare un esempio, desteranno sospetti operazioni cicliche di pagamenti ad una società di consulenza che siano effettuate con cifre giusto al di sotto di segnalazioni. Per utilizzare con successo questo metodo, il riciclatore di denaro deve ovviamente evitare sospetti conservando i beni ottenuti illecitamente in un conto bancario all’estero rispetto alla sede della società, nonché nominando direttori designati con una buona reputazione (nel caso in cui ci si avvalga di prestanome). Ulteriori rischi associati a questo metodo includono l’analisi delle transazioni bancarie e l’attenzione delle autorità se la società ha ricavi elevati e spese molto basse.
  7. Mergers and acquisitions. Le operazioni di M&A, in italiano traducibili come fusioni e acquisizioni (di società), sembrano essere un altro popolare metodo per il layering e l’integration. L’acquisto di aziende in difficoltà, facili da trovare e il cui valore può essere valutato da un contabile o un commercialista corrotto, può essere utilizzato per creare pratiche cartacee confacenti all’acquisto al ribasso. L’attenzione viene posta in particolare sulla figura del business angel/angel investor ossia un investitore che solitamente si appassiona a una startup, la finanzia e l’aiuta, portando, oltre al capitale, la propria esperienza, conoscenze, contatti. Se questa figura dovesse essere in realtà un riciclatore c’è solo da immaginarsi quanto sia facile immettere nell’economia legale i guadagni illeciti
  8. Apertura di conti correnti. È un modo ricorrente per riciclare denaro. L’apertura in sé di un conto corrente non desta sospetti. Ciò che rileva sono i controlli sulle transazioni, i limiti delle soglie, etc. Un attento titolare del conto potrà eventualmente gestire più conti (ma i controlli aumenteranno in ragione dello stile di vita, dell’occupazione, pagamento delle tasse ed evasione fiscale, etc.)
  9. Collocamento in depositi o cassette di sicurezza. La liquidità dei proventi illeciti può essere mantenuta nel caso in cui un soggetto intenda depositare il denaro sporco. Il modo per riciclare denaro ricorrendo ai depositi o alle cassette di sicurezza è spesso privo di grandi controlli. Il denaro così salvaguardato potrà essere usato nel tempo gradualmente, senza destare quell’attenzione così detestata dai riciclatori.
  10. Cambio valuta. Sia che il cambio sia attraverso l’iter legale (quindi attraverso la richiesta ad una banca) o illegale (tra organizzazioni criminali operanti in Stati con valute differenti), il passaggio da una moneta ad un’altra può essere fatto se all’interno di un istituto economico o finanziario sia presente un contatto che favorisca il riciclaggio. Questo metodo generalmente ha due controindicazioni: nel caso di cambio valuta attraverso il metodo legale, è necessario avere contatti di alto livello e conoscere il sistema antiriciclaggio di un certo Stato. Nel caso invece che ci sia uno scambio di valute (pensiamo, da rubli a euro) tra due organizzazioni criminali c’è il rischio di ricevere soldi falsi.
  11. Settore immobiliare. È il settore privilegiato per il riciclaggio di denaro in particolare quando si porti avanti l’acquisto di proprietà immobiliare in disuso o in rovina nelle grandi città che richiedano un rinnovamento o un restauro. È tra i modi per riciclare denaro più in uso in Europa, specie in Germania secondo DW[5]. Negli aspetti più pratici del caso, è ovvio che le società del settore immobiliare saranno dotate di una figura di facciata (prestanome) per i lavori menzionati perché è importante mantenersi, qui forse più che in altri rami, soggetti plausibili. La facilità di questo metodo dipende dal fatto che solitamente chi sia intenzionato a “sbarazzarsi” di una proprietà sia molto più intenzionato a ricevere il compenso in contanti e il più in fretta possibile.
  12. Trasferimenti su conti esteri, con particolare riguardo verso istituti bancari in paradisi fiscali. Basti pensare ai Panama Papers[6], il caso di riciclaggio internazionale più incredibile degli ultimi 25 anni. In genere i paradisi fiscali sono piccoli Stati[7], per i quali i proventi delle attività correlate alla registrazione delle società e all’intermediazione finanziaria costituiscono una parte cospicua delle entrate. Nonostante nell’immaginario collettivo si faccia spessissimo riferimento agli Stati caraibici, anche in Europa ci sono Austria, Belgio, Lussemburgo e Svizzera. Solitamente gli Stati considerati paradisi fiscali sono dotati di regole particolarmente rigide sul segreto bancario che consentono di compiere transazioni coperte.

 

Un auspicio generico, ma mai banale

Cosa si può imparare[8] dai casi di riciclaggio e dai modi per riciclare denaro? Che non si deve abbassare la guardia. Sia le disposizioni interne, sia gli scambi di informazioni utili per combattere organizzazioni criminali e terroristiche necessitano di un più ampio sistema di disposizioni che accomunino gli Stati alla lotta al riciclaggio. Se è vero che questo sembri verosimilmente raggiungibile nell’Unione Europea[9], è altrettanto importante rafforzare i sistemi di red flags e allarme per le operazioni sospette.

Informazioni

https://www.int-comp.com/ict-views/posts/2016/07/22/top-5-money-laundering-cases-of-the-last-30-years/

Razzante, R. (2014) Il riciclaggio come fenomeno transnazionale : normative a confronto. Giuffrè

Teichmann, F. M. J. (2017) ‘Twelve methods of money laundering’, Journal of Money Laundering Control, 20(2), p. 130

Gilmour, N. (2020) ‘Illustrating the incentivised steps criminals take to launder cash while avoiding government anti-laundering measures’, Journal of Money Laundering Control, 23(2), pp. 515–526

[1] È punito con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa da 5.000 a 25.000 euro ma la pena è aumentata quando il fatto è commesso nell’esercizio di un’attività professionale

[2] In questo articolo: https://www.dirittoconsenso.it/2019/05/02/alcuni-metodi-di-riciclaggio-di-denaro/

[3] In questo articolo l’iter per il compimento di un modello di riciclaggio: https://www.dirittoconsenso.it/2020/08/17/riciclare-denaro-fenomeno-e-attivita/

[4] Tra le varie attività di contrasto alla criminalità organizzata, l’Interpol si occupa anche del recupero dei beni culturali rubati. Ne ho parlato in questo articolo: https://www.dirittoconsenso.it/2019/10/21/interpol-lotta-traffico-illecito-beni-culturali/

[5] https://www.dw.com/en/germany-sees-record-spike-in-money-laundering-cases-report/a-54603783

[6] Scoppiata la bolla, è arrivato il conto da pagare. La preziosa ricostruzione del’ICIJ: https://www.icij.org/investigations/panama-papers/what-happened-after-the-panama-papers/

[7] Con l’espressione “paradiso fiscale” si fa riferimento a Stati o territori autonomi nei quali il prelievo fiscale sui redditi è comparativamente assai ridotto o del tutto assente, consentendo quindi notevoli risparmi a quei soggetti (persone singole o imprese) che vi stabiliscono la residenza o la sede legale

[8] Un imperativo divenuto importante anche per il Basel Institute of Governance. Qui un recente articolo su casi di riciclaggio nel 2018 e 2019: https://www.baselgovernance.org/blog/what-can-we-learn-recent-money-laundering-cases

[9] Quanto dovremo attendere perché ci sia un diritto penale europeo? Ne ho parlato in questo articolo: https://www.dirittoconsenso.it/2018/10/01/diritto-penale-europeo-sogno-o-realta/