Un focus sulle elezioni del Perù nel 2021: tra primo turno, ballottaggio e la conferma della vittoria per Pedro Castillo

 

I partecipanti alle elezioni del Perù 2021 nel clima di incertezza e debolezza politica

Il Perù è andato alle urne nei giorni scorsi in una situazione di profonda polarizzazione. Le elezioni 2021 dello Stato andino hanno riguardato la scelta del nuovo presidente della repubblica. Il Perù, una repubblica democratica presidenziale unitaria[1], ha però attraversato negli ultimi anni momenti di grande debolezza politica.

Ad aprile 2021, precisamente l’11, si è tenuto il primo turno delle votazioni presidenziali. I candidati che hanno superato il primo turno sono: Pedro Castillo[2], leader del partito di sinistra Partido Politico Nacion Perù Libre (o semplicemente Perù Libre) e Keiko Fujimori, figlia dell’ex presidente Alberto Fujimori e leader di centrodestra di Fuerza Popular. Al terzo posto, un altro esponente della destra, Rafael López Aliaga di Renovación Popular, con l’11,699%, e al quarto l’economista liberale Hernando de Soto di Avanza País con l’11,593%.

Per la sorpresa di molti, Pedro Castillo, ex maestro di scuola elementare, si è ritrovato sfidante di un nome importante della politica, Fujimori. Il ballottaggio tra Pedro Castillo e Keiko Fujimori ha visto pertanto scontrarsi due candidati molto diversi tra loro sia per ciò che rappresentano che per schieramento politico.

 

Il ballottaggio tra Pedro Castillo e Keiko Fujimori

Come di consueto, tra i candidati ci sono stati degli incontri. Un primo incontro improvvisato si è tenuto sabato 1 maggio a Chota, a circa 950 km da Lima, dinanzi a poche centinaia di persone e a molti giornalisti[3]. Ma tra Castillo e Fujimori il vero incontro è stato quello di domenica 30 maggio. L’atteso dibattito, domenica 30 maggio, il Debate Presidencial del Jurado Nacional de Elecciones (JNE), tenuto nell’auditorium dell’Università Nazionale San Agustín, ad Arequipa.  Nel dibattito sono stati toccati i seguenti temi: Perù del Bicentenario[4]; salute e gestione della pandemia; economia e promozione dell’occupazione; istruzione, scienza e innovazione; lotta alla corruzione e all’integrità pubblica; diritti umani, politiche sociali e attenzione alle popolazioni vulnerabili[5].

Castillo e Fujimori si sono affrontati il 6 giugno: gli elettori peruviani hanno scelto Pedro Castillo. Si è trattato di un confronto serrato tanto che fino a poche ore dalla vittoria si calcolava un sottilissimo distacco che è trasparso anche nei risultati finali del ballottaggio.

Castillo tra l’altro si è dichiarato vincitore poco prima del conteggio totale delle schede suscitando subito la risposta di Fujimori che ha chiesto al tribunale elettorale l’annullamento di 200.000 voti. Fujimori, battuta per circa 74.000 voti dal rivale Castillo, ha chiesto alla corte l’annullamento del risultato in 802 seggi elettorali. Tuttavia non si contano episodi anomali né episodi di violenza.

Nei dati finali[6] dell’ONPE (Oficina Nacional de Procesos Electorales) infatti sono stati calcolati:

  • 883.185 voti per Pedro Castillo, con il 50,140%
  • 783.765 voti per Kiko Fujimori, con il 49,860%.

 

Questa è stata l’ultima parola dell’organo più seguito nelle ultime due settimane che ha cristallizzato una vittoria di Castillo.

Da questo evento quindi non possiamo che aspettarci di sperare per un generale miglioramento della situazione economica e sociale del Perù.

Informazioni

[1] Per un approfondimento della forma di governo del Perù si rimanda a quest’altro articolo di DirittoConsenso: https://www.dirittoconsenso.it/2021/06/09/la-forma-di-governo-del-peru/

[2] Con una campagna inizialmente sottotono, il candidato ha visto crescere la sua popolarità negli ultimi mesi, spinto dai settori della sinistra peruviana che non hanno voluto accettare la candidata progressista moderata Verónika Mendoza, del blocco Juntos por el Perù.

[3] https://elpais.com/internacional/2021-05-02/un-debate-improvisado-en-el-peru-rural-no-saca-de-dudas-a-los-peruanos.html

[4] Si tratta di una ricorrenza importantissima: duecento anni dall’indipendenza del Perù. Non si tratta di una ricorrenza fine a sé stessa ma è accompagnata da un progetto iniziato nel 2011 dal nome Plan Bicentenario: El Perú hacia el 2021 che è un piano a lungo termine di politiche di sviluppo da portare avanti appunto fino al 2021. Per maggiori informazioni si rimanda a: https://bicentenario.gob.pe/

[5] Non è però affatto chiaro il perché non sia stata trattata la questione di genere e la tutela dei diritti per gli individui della comunità LGBT. Un interessante approfondimento sul tema: https://especiales.elcomercio.pe/?q=especiales/elecciones-2021-propuestas-en-temas-de-genero-de-candidatos-ecpm/index.html

[6] https://www.resultadossep.eleccionesgenerales2021.pe/SEP2021/EleccionesPresidenciales/RePres/T