Il Decreto Caivano: cosa spinge il Governo ad intervenire con le misure previste dal decreto-legge 15 settembre 2023 n. 123?

 

L’urgenza dell’intervento statale con il Decreto Caivano

Con l’entrata in vigore del Decreto Caivano, decreto-legge 15 settembre 2023 n. 123, si apportano misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile, nonché per la sicurezza dei minori stessi in ambito digitale.

Sulla scia dei sempre più numerosi casi di criminalità che vedono coinvolti dei minori, il Governo è intervenuto con diverse finalità. Tra queste ci sono il potenziamento dei servizi sociali, lo svolgimento di massicce campagne di informazione nelle scuole e lo sviluppo di un’assistenza psicologica maggiore e duratura per i più giovani.

È ora necessario fare un passo indietro e soffermarsi sul caso che ha coinvolto la periferia di Caivano a nord di Napoli[1]. Parliamo di uno dei più recenti tra i tristemente noti episodi di violenza e criminalità che hanno da tempo contraddistinto la realtà periferica in questione. A destare particolare scalpore è innanzitutto l’età degli autori: si tratta di giovanissimi tra i quali si registrano solo due maggiorenni (di 18 e 19 anni), che si sarebbero resi protagonisti, assieme ad altri ragazzi del quartiere, di ripetute minacce, violenze e stupri di gruppo ai danni di due cuginette di 10 e 12 anni. Gli abusi sarebbero andati avanti per mesi, registrati e fatti circolare nelle chat, finché poi uno dei filmati è giunto sul telefono del fratello di una delle vittime, il quale si è subito precipitato a dare l’allarme. L’inchiesta della Procura di Napoli Nord nei confronti dei due maggiorenni procede parallelamente a quella della procura minorile, che si occupa invece degli indagati minorenni, il cui numero effettivo non risulta essere stato confermato. È stato inoltre disposto l’allontanamento per le due vittime dalle rispettive famiglie, ambienti considerati pregiudizievoli, e la conseguente sistemazione in una struttura protetta.

 

Le implicazioni giuridiche

Il Decreto-legge 15 settembre 2023, n.123, meglio noto come decreto Caivano, è stato adottato dal Governo in virtù dell’urgenza e della necessità di arginare i gravi episodi di criminalità minorile. Il decreto in questione apporta significative modifiche alla disciplina previgente in termini rieducativi ma anche punitivi.

A ciò si aggiunge una maggiore responsabilizzazione degli esercenti la potestà genitoriale, la quale potrà essere revocata su richiesta del Pubblico Ministero in caso di associazione mafiosa o finalizzata all’illecito traffico di stupefacenti commesso dal minore. Si afferma inoltre la diretta responsabilità della famiglia stessa, laddove si verifichi l’abbandono scolastico dei rispettivi figli, prevedendo una pena fino a due anni di reclusione e la revoca dell’assegno di inclusione di cui la famiglia è destinataria. Nel caso in cui il riferimento dovesse essere ad uno dei nuovi reati telematici di cui ricordiamo tra gli altri il Revenge porn, la persona offesa sarà posta in grado di richiedere al provider del sito internet o social l’oscuramento, la rimozione e il conseguente blocco dei dati personali. La finalità è quella di andare ad agire tempestivamente impedendo la continua ed estesa diffusione internet del contenuto lesivo. Nel caso in cui non si dovesse ottenere risposta entro 24 ore o l’oscuramento richiesto entro due giorni, ci sarà la possibilità di rivolgersi al Garante per la Privacy.

Il decreto Caivano ha poi provveduto alla modifica dell’avviso orale (già previsto ex art. 3 c.d. Codice Antimafia, D.lgs. n. 159/2011) provvedimento con il quale il Questore avvisa oralmente il soggetto, ritenuto socialmente pericoloso, che esistono indizi a suo carico, invitandolo a mantenere una condotta conforme alla legge. In virtù delle novità introdotte, l’avviso orale viene ora esteso e reso applicabile nei confronti dei minori di 14 anni, mentre prima era possibile disporre la convocazione per l’avviso orale solo con riguardo ai maggiorenni. È bene ricordare poi che il Questore potrà proporre all’Autorità giudiziaria il divieto di utilizzo o di possesso di dispositivi e telefoni cellulari da parte dei minorenni a partire dai 14 anni, andando quindi a favorire l’impedimento della condivisione delle condotte illecite per cui sono stati convocati oralmente.

Uno dei punti chiave della misura legislativa del decreto Caivano è inoltre rappresentato dal Daspo urbano. Questa è una disposizione che vieta l’accesso a specifiche aree della città e che troverà applicazione per i minorenni che abbiano compiuto quattordici anni e che si siano resi protagonisti di episodi di violenza. La durata massima che precede il rientro è stata inoltre prolungata di un anno, divenendo quindi di durata non superiore a due anni.

Per quanto concerne poi la misura del carcere preventivo, il decreto prevede una diminuzione riguardante l’applicazione della custodia cautelare nei confronti dei minorenni, da nove a sei anni. A ciò si aggiunge poi la previsione di pene più severe per gli adolescenti di almeno quattordici anni trovati in detenzione di droga o armi. La pena è quivi aumentata a quattro anni, mentre precedentemente erano tre. Per quelli colpevoli di reati per i quali è prevista una pena non superiore ai cinque anni è previsto un percorso di definizione anticipata della pena che contempla lo svolgimento a titolo gratuito di lavori socialmente utili o di attività benefiche. Si tratta della cosiddetta “messa alla prova”, un vero e proprio programma di rieducazione e risocializzazione che deve essere disposto dal Pubblico Ministero, in accordo con i genitori e sentiti i servizi minorili, per un periodo compreso tra uno e sei mesi.

 

Conclusione

L’intervento legislativo dello Stato è stato opportuno e doveroso, dato il costante aumento di attività criminale tra i giovanissimi. È comunque necessario un miglioramento del tessuto sociale con l’intervento massivo dei servizi sociali, assistenza psicologica e campagne di informazione nelle scuole ad apportare un contributo fondamentale per l’effettività delle novità del decreto stesso.

Informazioni

[1] La periferia di Caivano, situata a nord di Napoli, si identifica come un luogo problematico: spaccio, degrado, criminalità ed infanzia violata sono quivi protagonisti. Tale agglomerato di case popolari sembra non poter offrire soddisfacenti prospettive di vita future, aprendo così la strada ad una sempre maggiore povertà ed abbandono. Dove cresce la povertà spesso si radica, tra le tante condotte illecite, l’attività di spaccio, che coinvolge ed intrappola sempre più numerosi adolescenti.