Cos’è la Lista del Patrimonio Culturale Immateriale che Necessita di Urgente Tutela dell’UNESCO prevista dalla Convenzione UNESCO del 2003?

 

Inquadramento della Lista del Patrimonio Culturale Immateriale che Necessita di Urgente Tutela dell’UNESCO

La Lista del Patrimonio Culturale Immateriale che Necessita di Urgente Tutela è un catalogo creato con la Convenzione di Parigi del 2003[1]. Questa Convenzione, che ha compiuto da poco 20 anni, rientra tra i trattati internazionali in tema di patrimonio culturale e conta ad oggi 182 Stati membri.

La Convenzione prevede dei meccanismi per la cooperazione internazionale mirata alla tutela del patrimonio culturale immateriale che sono espressi:

  • nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità, all’articolo 16
  • nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale che Necessita di Urgente Tutela, all’articolo 17, e
  • nel Registro delle buone pratiche di salvaguardia.

 

In base all’articolo 5, la Convenzione prevede l’istituzione del Comitato intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, un gruppo di lavoro[2] composto da rappresentanti di 24[3] Stati membri eletti negli incontri dell’Assemblea Generale degli Stati membri, l’organo sovrano di questa Convenzione. I membri del Comitato devono essere geograficamente provenienti da diverse aree del mondo ed in maniera distribuita e restano in carica per 4 anni nel rispetto di specifici criteri di rotazione degli Stati membri[4].

Le funzioni di questo Comitato sono contenute nell’articolo 7 e tra i vari punti bisogna menzionare che:

(g) esamina le richieste presentate dagli Stati Parte e decide in merito, in conformità a criteri di selezione oggettivi stabiliti dal Comitato e approvati dall’Assemblea Generale:

  • l’iscrizione negli elenchi e le proposte di cui agli articoli 16, 17 e 18;
  • la concessione di assistenza internazionale ai sensi dell’articolo 22.”.

 

La Lista del Patrimonio Culturale Immateriale che Necessita di Urgente Tutela dell’UNESCO è composta da elementi del patrimonio immateriale che le comunità interessate e gli Stati parte ritengono richiedano misure urgenti per mantenerli in vita. Quando una tradizione risulta in pericolo si attiva una mobilitazione di tipo internazionale affinché le parti interessate intraprendano misure di salvaguardia adeguate. Vediamo adesso come.

 

Come viene iscritta una pratica nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale che Necessita di Urgente Tutela?

Il Comitato si riunisce annualmente[5] per valutare le candidature proposte dagli Stati parte della Convenzione del 2003 e decidere se iscrivere o meno tali pratiche ed espressioni culturali del patrimonio immateriale nelle Liste della Convenzione.

I criteri per cui una pratica possa essere inserita nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale che Necessita di Urgente Tutela sono diversi. Ecco quali sono:

  • L’elemento costituisce un patrimonio culturale immateriale come definito all’articolo 2 della Convenzione.
  • L’elemento ha urgente bisogno di essere salvaguardato perché la sua sopravvivenza è a rischio nonostante gli sforzi della comunità, del gruppo o, se del caso, degli individui e dello Stato o degli Stati Parte interessati; oppure l’elemento si trova ad affrontare gravi minacce a causa delle quali non ci si può aspettare che sopravviva senza un’immediata salvaguardia.
  • Viene elaborato un piano di salvaguardia che può consentire alla comunità, al gruppo o, se del caso, agli individui interessati di continuare la pratica e la trasmissione dell’elemento.
  • L’elemento è stato nominato dopo la più ampia partecipazione della comunità, del gruppo o, se del caso, degli individui interessati e con il loro consenso libero, preventivo e informato.
  • L’elemento è incluso in un inventario del patrimonio culturale immateriale presente sul territorio dello Stato o degli Stati Parte proponenti, come definito negli articoli 11 e 12 della Convenzione.
  • In casi di estrema urgenza, come previsto dall’articolo 17.3, il Comitato può iscrivere un elemento del patrimonio immateriale nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale che Necessita di Urgente Tutela, in consultazione con lo Stato Parte interessato.

 

C’è però una questione delicata, cioè quella riguardante il concetto di “estrema urgenza”. Come si può risolvere? Bisogna leggere le Direttive Operative della Convenzione[6]. Queste prevedono[7] che in caso di estrema urgenza, e conformemente al criterio U.6, l’Ufficio di presidenza del Comitato può invitare lo Stato o gli Stati contraenti interessati a presentare una candidatura alla Lista del Patrimonio Culturale Immateriale che Necessita di Urgente Tutela secondo un calendario accelerato. Il Comitato, in consultazione con lo Stato o gli Stati contraenti interessati, esamina la candidatura il più rapidamente possibile dopo la sua presentazione, secondo una procedura che sarà stabilita dall’Ufficio di presidenza del Comitato caso per caso. I casi di estrema urgenza possono essere portati all’attenzione dell’Ufficio del Comitato dallo Stato o dagli Stati contraenti sul cui territorio si trova l’elemento, da qualsiasi altro Stato contraente, dalla comunità interessata o da un’organizzazione consultiva. Lo Stato o gli Stati contraenti interessati saranno informati tempestivamente.

 

Per concludere, le pratiche iscritte recentemente

Le pratiche iscritte nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale che Necessita di Urgente Tutela nel 2022 sono state 5, presenti in Albania, Cile, Turchia, Ucraina e Vietnam[8].

Nel 2023 sono state invece iscritte alla Lista 6 nuove pratiche presenti in Djibouti, Siria, Turchia, Malesia, Mozambico e Paraguay[9]. Le nuove pratiche sono state inserite nella Lista qualche giorno fa all’incontro tenuto dal Comitato a Kasane, in Botswana.

Come è intuibile, le pratiche sono inserite nella Lista per diversi motivi: dalla decontestualizzazione della pratica al degrado ambientale, dalla globalizzazione alla pressione economica e più[10]. Le stesse pratiche possono essere rimosse perché le cause dei pericoli potrebbero venire meno e/o perché i programmi e le attività umane possono dare i risultati sperati. Così la Lista del Patrimonio Culturale Immateriale che Necessita di Urgente Tutela dell’UNESCO risulta un catalogo importante che fotografa il patrimonio culturale immateriale mondiale.

Informazioni

Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale e le Direttive Operative per l’Attuazione della Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale.

Discover the newly living heritage elements inscribed on the 2003 Convention Lists and Register – intangible heritage – Culture Sector – UNESCO.

[1] Per la precisione, Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale.

[2] Assistito dal Segretariato UNESCO come precisato all’articolo 10.

[3] In prima battuta era previsto il numero di 18 rappresentanti. Con l’aumento degli Stati membri che superarono i 50 è cambiata la composizione del Comitato.

[4] Articolo 6.

[5] Il Comitato si è riunito nel 2023 in Botswana a Kasane dal 5 all’8 dicembre 2023: Eighteenth session of the Intergovernmental Committee for the Safeguarding of the Intangible Cultural Heritage – intangible heritage – Culture Sector – UNESCO

[6] Adottate dall’Assemblea generale degli Stati parti della Convenzione nella sua seconda sessione (Sede dell’UNESCO, Parigi, 16-19 giugno 2008), modificato nella sua terza sessione (Sede dell’UNESCO, Parigi, 22-24 giugno 2010), nella sua quarta sessione (Sede UNESCO, Parigi, 4-8 giugno 2012), quinta sessione (Sede UNESCO, Parigi, 2-4 giugno 2014), sesta sessione (Sede UNESCO, Parigi, 30 maggio-1 giugno 2016), settima sessione ( Sede dell’UNESCO, Parigi, dal 4 al 6 giugno 2018), la sua ottava sessione (la sede dell’UNESCO, Parigi, dall’8 al 10 settembre 2020) e la sua nona sessione (la sede dell’UNESCO, Parigi, dal 5 al 7 luglio 2022).

[7] Le Direttive Operative, tra le tante disposizioni, indicano le procedure da seguire per l’iscrizione del patrimonio culturale immateriale negli elenchi della Convenzione, la fornitura di assistenza finanziaria internazionale, l’accreditamento di organizzazioni non governative per agire in qualità di consulenti del Comitato o il coinvolgimento delle comunità nell’attuazione della Convenzione.

[8] Rispettivamente, lo Xhubleta, la lavorazione tradizionale della pietra di Ahlat, la ceramica di Quinchamalí e Santa Cruz de Cuca, la pratica culinaria del Borscht ucraino, l’arte della lavorazione della ceramica del popolo Chăm.

[9] Rispettivamente, lo Xeedho, la soffiatura tradizionale del vetro siriano, le conoscenze, i metodi e le pratiche tradizionali dell’olivicoltura, Mek Kulung, Ingoma Ya Mapiko, Tecniche ancestrali e tradizionali per l’elaborazione del “Poncho Para’i de 60 Listas”, della città di Piribebuy, Repubblica del Paraguay.

[10] Nel caso della pratica del borscht, ad esempio, c’è anche la guerra come minaccia alla scomparsa della pratica. Ho scritto un approfondimento sul borscht che ho pubblicato su DirittoConsenso. Link: Il borscht e l’UNESCO: quando una tradizione rischia di scomparire – DirittoConsenso.