Cos’è l’azione surrogatoria? Analisi dell’istituto, requisiti effetti ed esercizio della stessa prevista dall’art. 2900 c.c.

 

Cos’è l’azione surrogatoria

L’azione surrogatoria è l’istituto previsto dall’art. 2900 del Codice civile. La norma stabilisce che:

Il creditore, per assicurare che siano soddisfatte o conservate le sue ragioni, può esercitare i diritti e le azioni che spettano verso i terzi al proprio debitore e che questi trascura di esercitare, purché i diritti e le azioni abbiano contenuto patrimoniale e non si tratti di diritti o di azioni che, per loro natura o per disposizione di legge, non possono essere esercitati se non dal loro titolare. Il creditore, qualora agisca giudizialmente, deve citare anche il debitore al quale intende surrogarsi.”.

 

L’azione surrogatoria conferisce al creditore la legittimazione ad esercitare diritti ed azioni che spetterebbero al debitore e che quest’ultimo non esercita per inerzia o volontà aggravando così le condizioni di soddisfacimento del credito che il creditore stesso vanta nei suoi confronti. Con tale azione, il creditore diventa il soggetto surrogante e il debitore il soggetto surrogato[1].

 

I requisiti

L’azione surrogatoria ha carattere eccezionale ed esige precisi requisiti:

  1. esistenza di un credito, anche eventuale o soggetto a condizione o termine del surrogante nei confronti del surrogato,
  2. inerzia da parte del debitore, non risultando, peraltro, sufficiente che egli li eserciti con modalità discutibili, inefficaci o non idonee,
  3. serio pregiudizio, derivante dal secondo presupposto, per le ragioni dei creditori (es. concreta compromissione delle prospettive di esecuzione della generica garanzia patrimoniale gravante sul debitore). Il pregiudizio può consistere in:
  • rischio che il patrimonio del debitore diventi insufficiente per adempiere i suoi impegni nei confronti dei creditori oppure che tale insufficienza possa aggravarsi
  • nel rischio di una concreta compromissione di eventuali azioni esecutive sul patrimonio del debitore
  • rischio che non venga effettuata la prestazione specifica dovuta al creditore surrogante
  1. i diritti e le azioni che l’ammettono devono necessariamente avere carattere patrimoniale,
  2. i diritti e le azioni che ne costituiscono l’oggetto non possono avere oggetto quelli che abbiano natura strettamente personale che richiedono, perciò, l’esercizio unicamente al proprio titolare (Cassazione n. 10144/2002) un esempio è la procedura di separazione o divorzio dal coniuge. Parimenti, è esclusa la legittimazione surrogatoria per i diritti al nome, all’immagine, alla riservatezza, all’integrità fisica ed alla protezione dei dati personali, in quanto facenti parte dei cosiddetti diritti personalissimi. Questi ultimi, sono diritti soggettivi assoluti che attengono alla sfera personalissima del soggetto e sono assoluti, inalienabili e imprescrittibili.

 

Pertanto, il creditore è legittimato ad esercitare i diritti ed i poteri spettanti al debitore nei confronti di terzi, ad esempio, chiedendo l’adempimento di un debito oppure costituendo in mora il debitore, ma non può disporne o comunque farne oggetto di scelte riservate all’autonomia del titolare. Così, ad esempio, il creditore non potrà esercitare proposte contrattuali a lui indirizzate oppure recedere da un contratto.

 

Gli effetti

Come anticipato, il creditore si sostituisce al debitore nell’esercizio di diritti ed azioni di carattere patrimoniale spettanti al creditore stesso per evitare il pregiudizio alla sua garanzia patrimoniale. Gli effetti ottenuti dall’esercizio dell’azione surrogatoria non sono esclusivi del surrogante bensì di tutti i creditori del debitore. L’azione esercitata, infatti, è diretta a reintegrare il patrimonio del debitore e non comporta i propri vantaggi direttamente al creditore. Il vantaggio che viene acquisito da quest’ultimo è quello di avere la certezza che la garanzia patrimoniale sia conservata e migliorata.

L’effetto diretto dell’azione surrogatoria è quello di impedire che al creditore possa essere contestato l’esercizio di azioni e diritti spettanti all’altro soggetto legittimato dall’art. 2900 c.c. qualora ci siano i presupposti necessari. Il creditore, pertanto, può compiere tutte le azioni concesse al debitore, fatte salve le eccezioni relative ai cosiddetti diritti personali.

Quando il creditore esercita un’azione giudiziaria contro un terzo in luogo del debitore deve citare anche il debitore al quale intende surrogarsi (art. 2900 c.c., comma 2) determinando in tal modo un’ipotesi di litisconsorzio necessario come previsto dall’art. 102 c.p.c.[2]. La posizione di soggezione del debitore verso il creditore che esercita l’azione surrogatoria non è in ogni caso assoluta. Le condizioni e i limiti prescritti dalla legge sono, infatti, comunque sottoposti a verifica da parte del giudice.

La valutazione del comportamento del debitore costituisce un tipico apprezzamento di fatto demandato dalla legge al giudice di merito. Quest’ultimo è così chiamato a valutare, nel caso in cui non ricorra una totale inerzia, se il comportamento tenuto sia, per quanto positivo, qualitativamente o quantitativamente inadeguato o se lo stesso configuri comunque la manifestazione di volontà di gestire il proprio patrimonio, condotta che, come si è visto, è insindacabile nell’ambito dell’esercizio dell’azione surrogatoria (Cassazione n. 5805/2012).

 

L’esercizio dell’azione surrogatoria

L’azione surrogatoria può essere esercitata attraverso due modalità:

  • in via giudiziale chiedendo, ad esempio, un sequestro conservativo a tutela dei diritti del debitore. A questo proposito, l’art. 2900 c.c. secondo comma prevede “Il creditore, qualora agisca giudizialmente, deve citare anche il debitore al quale intende surrogarsi” il creditore dovrà, perciò, evocare in giudizio anche il debitore al quale intende surrogarsi. In questo caso, quando il creditore pone in essere un’azione giudiziaria contro un terzo, al relativo procedimento deve prendere parte anche il debitore, c.d. “litisconsorzio necessario”, art. 102 c.p.c,. Il litisconsorzio necessario costituisce la partecipazione necessaria nel processo civile di una pluralità di soggetti. Avere più parti nel processo significa sottostare al principio della legittimazione di agire, sia per i soggetti, legittimati dall’avere in comune gli stessi rapporti sostanziali, sia per il giudice che per evitare un contraddittorio “non integro” assegna un termine perentorio per integrarlo a pena di estinzione.
  • in via stragiudiziale procedendo, ad esempio, alla trascrizione di un atto d’acquisto effettuato da parte del debitore. Il creditore può pertanto porre in essere una serie di comportamenti che avrebbe dovuto porre in essere il debitore, senza un preventivo accertamento giudiziale dei requisiti della legittimazione. Un accertamento negativo dei requisiti di legittimazione dell’azione esercitata in via surrogatoria potrà, tuttavia, essere richiesto dal debitore surrogato cioè dal debitor debitoris. A tale proposito il creditore è tenuto ad informare il debitore degli atti che intende attuare surrogandovisi stragiudizialmente.

 

In ogni caso, è bene ricordare, che il debitore surrogato conserva, anche dopo l’intervento surrogatorio del creditore, la legittimazione non solo ad esercitare in proprio i suoi diritti e poteri ma anche a disporne. La legittimazione all’esercizio dei diritti del debitore, eccezionalmente concessa al creditore, non può essere esercitata  a vantaggio del singolo che agisce in surrogatoria ma gli effetti dell’atto compiuto andranno a vantaggio del patrimonio del debitore stesso e, di conseguenza, di tutti i suoi creditori e non soltanto di colui che ha agito in via surrogatoria che se ne avvantaggerà soltanto indirettamente conservando e migliorando le garanzie del proprio credito (Cass, 22 novembre 2022, n. 34297).

In conclusione, l’azione surrogatoria si configura, perciò, come uno degli strumenti previsti dal Codice Civile al fine di assicurare la conservazione del patrimonio del debitore, impedendone una diminuzione causata da comportamenti caratterizzati da inerzia da parte dello stesso debitore, permettendo al creditore di tutelare il proprio credito esercitando i diritti e le azioni che avrebbero in qualità di titolare il debitore. L’azione surrogatoria può essere esercitata solo nei casi previsti dalla legge (art. 2900 c.c.) e non ha carattere discrezionale. Non può essere, inoltre, esercitata sui cosiddetti diritti personalissimi, essendo questi di disposizione esclusiva del titolare.

Informazioni

Manuale di Diritto Privato, Torrente, Schlesinger, ventiseiesima edizione, Giuffrè editore, 2023.

Cassazione n. 10144/2002.

Cassazione n. 5805/2012.

Cassazione n. 34297/2022.

[1] Attenzione a non confondere l’azione surrogatoria con la rappresentanza: si tratta di due istituti diversi e disciplinati separatamente. Per un approfondimento sulla rappresentanza si rinvia al seguente articolo: La rappresentanza – DirittoConsenso.

[2]Se la decisione non può pronunciarsi che in confronto di più parti, queste debbono agire o essere convenute nello stesso processo.

Se questo è promosso da alcune o contro alcune soltanto di esse, il giudice ordina l’integrazione del contraddittorio in un termine perentorio da lui stabilito.”.