Il patrimonio culturale del Madagascar lega esseri umani, ambiente, specie endemiche e pratiche culturali. Un approfondimento su quello riconosciuto a livello internazionale

 

Il patrimonio culturale del Madagascar: ambiente, cultura e diversità faunistica

L’isola di Madagascar, quarantaquattresima al mondo per dimensione, è un’isola al largo della costa sud-orientale dell’Africa. Il Madagascar, ufficialmente Repubblica del Madagascar, è uno Stato noto per l’eccezionale biodiversità e per la particolare storia geologica. Tutto questo è visibile nei parchi nazionali così come nelle specie animali e vegetali che prosperano sull’isola, specie che sono endemiche, cioè esclusive di un determinato territorio. Il patrimonio culturale del Madagascar è il riflesso di questo complesso ecosistema: esseri umani, flora e fauna convivono in un luogo unico.

È facile immaginare quindi come in questo sistema che lega ambiente, patrimonio culturale ed esseri umani sia necessario porre particolare enfasi sulla tutela, sulla conservazione e sulla valorizzazione. Gli eventuali danni causati da eventi ambientali o da attività umane possono essere significativi. Il Madagascar è membro di diverse organizzazioni internazionali – tra cui è importante menzionare UNESCO[1], ECOSOC[2], UNCTAD[3], ICCROM[4] – e sul suo territorio sono all’attivo molti progetti[5].

Vediamo in dettaglio il patrimonio culturale del Madagascar riconosciuto a livello internazionale.

 

Il Patrimonio dell’Umanità ed il Madagascar

La Convenzione UNESCO sulla Protezione del Patrimonio Culturale e Naturale dell’Umanità del 1972 è il trattato che ha istituito la Lista del Patrimonio Culturale dell’Umanità, la World Heritage List. In questa Lista dell’UNESCO ci sono tre siti iscritti che si trovano nel territorio del Madagascar.

  • Le foreste secche dell’Andrefana: si tratta di un sito naturale che comprende quattro parchi nazionali e due riserve speciali. All’interno di quest’area si trovano specie animali e vegetali uniche e vanno così a comporre un ecosistema complesso. In passato ha purtroppo subito gli effetti di attività umane come gli incendi per il rinnovamento dei boschi, l’intensificazione dell’agricoltura, la produzione di carbone, il commercio illegale di fauna selvatica e il disboscamento e l’estrazione mineraria illegale. Ad oggi però il sito non è in pericolo dati gli sforzi delle comunità e dello Stato nel preservare l’area.
  • La collina reale di Ambohimanga: questo è un sito culturale. È un complesso composto da una città reale, da un luogo di sepoltura e dei luoghi sacri. È uno dei simboli culturali e religiosi del Madagascar da più di 500 anni tanto che nei luoghi di culto arrivano pellegrini non solo dall’isola ma anche da altri Stati. La collina reale di Ambohimanga comprende un sistema di fortificazioni, palazzi reali, edifici, luoghi sacri, tombe reali e aree verdi. Per i malgasci si tratta di un simbolo della comunità e dell’integrità della nazione tanto da avere una specifica protezione legale a livello nazionale e locale.
  • Le foreste pluviali dell’Atsinanana: questo è un sito naturale che è stato iscritto nel 2007 nella Lista del Patrimonio dell’Umanità ma che dal 2010 è anche nella Lista del Patrimonio dell’Umanità in Pericolo. Le foreste pluviali sono iscritte per la loro importanza nei processi ecologici e biologici, per la loro enorme biodiversità e per le specie minacciate che ospitano. Purtroppo, primati e lemuri sono gli animali più minacciati tra le specie che vivono nelle foreste dell’Atsinanana: a questo problema ce ne sono degli altri collegati tra loro tra cui lo sfruttamento delle risorse nell’area, la debole protezione delle foreste pluviali e la mancanza di strategie di protezione chiare e coordinate.

 

Passiamo al patrimonio culturale immateriale del Madagascar.

 

Il patrimonio culturale immateriale riconosciuto dall’UNESCO

In base alla Convenzione UNESCO del 2003 sulla salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, moltissime tradizioni e pratiche culturali trovano riconoscimento internazionale[6]. Il patrimonio culturale del Madagascar può contare sull’iscrizione nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale di tre pratiche:

  • La pratica dell’artigianato del legno degli Zafimaniry. Si tratta di un bagaglio di conoscenze tramandato oggi dalla popolazione Zafimaniry e che in passato era diffusa su tutta l’isola. Il riconoscimento di questo patrimonio è stato ufficializzato nel 2008 dall’UNESCO ed è sbalorditivo: nella scheda di questa pratica sul sito dell’UNESCO si legge che:

i falegnami e gli artigiani Zafimaniry hanno sviluppato un bagaglio di conoscenze e abilità pratiche che ruotano attorno al legno. […] La competenza degli Zafimaniry nella silvicoltura e nella scultura del legno è visibile nelle costruzioni e negli oggetti di uso quotidiano […] Gli Zafimaniry utilizzano venti diverse specie endemiche di alberi, ognuna adattata a un tipo specifico di costruzione o di funzione decorativa. Le case e le tombe sono assemblate interamente con i tradizionali incastri a mortasa e tenone, senza l’uso di chiodi, cerniere o altri elementi metallici. I granai tradizionali, arroccati su pali rotondi, sono un elemento distintivo del paesaggio montano. I motivi geometrici sono altamente codificati e riflettono non solo le origini austronesiane della comunità, ma anche le influenze arabe nella cultura malgascia. Sebbene il numero di motivi sia limitato, la creatività degli artigiani fa sì che non esistano due pezzi identici. Questi motivi hanno un ricco significato simbolico legato alle credenze e ai valori degli Zafimaniry.”.

  • L’arte oratoria malgascia Kabary. È iscritta nella Lista UNESCO dal 2021. Si tratta di una pratica culturale che è mutata nel tempo: il discorso veniva impostato con funzione ritualistica ed era tenuto dal leader per informare la comunità sulla vita sociale e sull’amministrazione. Con il tempo le stesse comunità hanno usato il Kabary per comunicare e per gli eventi sociali come feste, funerali, cerimonie ufficiali ed eventi popolari. È un bene che la pratica non rischi di scomparire: sebbene sia tradizionalmente eseguito da uomini anziani, oggi è spesso eseguito da giovani e donne. Il Kabary rafforza i legami all’interno della comunità ed è un collante per le generazioni.
  • L’arte performativa Hiragasy degli altipiani centrali del Madagascar. È stata registrata nella Lista nel 2023. È un’arte composta da canzoni, danze e discorsi: i testi degli spettacoli Hiragasy alludono a valori morali, civili e culturali e la musica è eseguita con strumenti tradizionali. Anche questa pratica è cambiata nel corso dei secoli: durante l’epoca reale del Madagascar, l’Hiragasy era usato come mezzo di comunicazione tra i governanti e il popolo per trasmettere un messaggio. Con l’avvento del cristianesimo, è diventato un mezzo per esprimere la fede e la cultura malgasce al di fuori dei templi.

 

È facile intuire come il patrimonio culturale del Madagascar, materiale e immateriale, può essere un volàno per la cultura, il turismo e l’economia dell’isola.

Informazioni

William Frodella et al. (2021) “Hydrography and Geomorphology of Antananarivo High City (madagascar),” 17(4), pp. 215–226.

Ciampalini, A. et al. (2019) “Rapid Assessment of Geo-Hydrological Hazards in Antananarivo (madagascar) Historical Centre for Damage Prevention,” Geomatics, Natural Hazards and Risk, 10(1), pp. 1102–1124.

Narindra Hajatiana Rakotoarijaona (2018) “Développement Et Préservation Des Ressources Naturelles, De La Requalification À La Valorisation Du Patrimoine : Le Cas De La Réserve Forestière D’anjà à Madagascar,” 2.

[1] Il Madagascar è membro dell’UNESCO dal 1960. Per una visione d’insieme: Madagascar | UNESCO.

[2] Il Madagascar è stato membro del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite dall’anno scorso.

[3] La Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e sullo Sviluppo ha incluso il Madagascar tra i 45 Stati meno sviluppati (Least Developed Countries, LDCs). In dettaglio: General Profile (unctad.org).

[4] Il Centro Internazionale per gli Studi sulla Preservazione e Restauro dei Beni Culturali, con sede a Roma, conta il Madagascar tra gli Stati membri dal 3 settembre 1963. Per maggiori informazioni da parte dell’ICCROM: Madagascar [ICCROM Country Profiles].

[5] Per un elenco dei progetti realizzati in Madagascar invito a leggere: Beneficiary profile for Madagascar | Core Data Portal (unesco.org).

[6] Per un approfondimento sul patrimonio culturale immateriale con alcuni esempi del patrimonio culturale italiano rimando al seguente articolo: Patrimonio culturale immateriale italiano: concetto ed esempi – DirittoConsenso.