Funzionamento e scopi dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite: spiegazione delle attività e dei lavori

 

Assemblea Generale delle Nazioni Unite: caratteristiche, composizione e sessioni

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (United Nations General Assembly o UNGA) è uno degli organi principali dell’Organizzazione. Essa costituisce un forum unico nel suo genere per la discussione multilaterale sull’intero spettro delle questioni di maggiore interesse nella comunità internazionale che rientrino nella cornice legale delineata dalla Carta delle Nazioni Unite secondo le finalità dell’Organizzazione.

L’Assemblea Generale è un organo plenario, in cui sono rappresentati – su base egualitaria – tutti gli Stati Membri dell’ONU; ciascuno dei 193 Stati rappresentati possiede un voto. Così come afferma l’articolo 9 della Carta di San Francisco del 1945, ogni Membro non può avere più di cinque rappresentanti nell’Assemblea Generale.

L’Assemblea Generale, per portare avanti i suoi lavori, si può riunire in una sessione ordinaria annuale (da settembre a dicembre di ogni anno), alcune sessioni speciali e sporadiche sessioni speciali d’emergenza. Le sessioni speciali sono convocate dal Segretario Generale su richiesta del Consiglio di Sicurezza o della maggioranza dei Membri delle Nazioni Unite (articolo 20 della Carta).

Il dibattito tra i rappresentanti delle Nazioni procede attraverso punti e sottopunti dedicati all’ordine del giorno, che portano all’adozione di atti specifici, denominati raccomandazioni. L’intera procedura è normata all’interno del regolamento dell’Assemblea, da essa stessa stabilito, nonché dal suo Presidente eletto per ogni sessione. Durante tali riunioni, inoltre, i partecipanti all’Assemblea Generale discutono di qualsiasi questione che rientri nei fini delle Nazioni Unite e, a tal fine, producono raccomandazioni indirizzate agli Stati e agli altri organi dell’ONU. Le decisioni dell’Assemblea Generale su questioni importanti sono prese a maggioranza di due terzi dei Membri presenti e votanti.

La disposizione delle sedute nella Sala dell’Assemblea Generale cambia per ogni sessione. Durante la 78a Sessione (2023-2024), ad esempio, la Macedonia del Nord occuperà il primo posto nell’Aula, compresi i Comitati Principali (seguita da tutti gli altri paesi, in ordine alfabetico inglese).

L’azione dell’Assemblea è stata determinante soprattutto durante la fase della decolonizzazione, in ambito della promozione e tutela dei diritti umani[1] e nella formazione del diritto dell’ambiente[2], assicurando un contributo fondamentale alla codificazione e allo sviluppo progressivo del diritto internazionale[3].

 

Competenza e funzionamento

In generale, l’articolo 10 della Carta afferma che l’Assemblea Generale può discutere su qualsiasi materia o questione che rientri nelle finalità dell’ONU, o che faccia riferimento ai poteri ed alle funzioni degli altri organi esistenti. Inoltre, a seguito di tali ragionamenti, l’Assemblea può produrre delle raccomandazioni rivolte ai Membri delle Nazioni Unite od al Consiglio di Sicurezza, aventi ad oggetto la materia o la questione sopracitate.

Le competenze principali dell’Assemblea Generale sono poi enunciate all’articolo 18 della Carta:

  • raccomandazioni riguardo al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale;
  • l’elezione dei Membri non permanenti del Consiglio di Sicurezza;
  • l’elezione dei Membri del Consiglio Economico e Sociale;
  • l’elezione di Membri del Consiglio di Amministrazione Fiduciaria a norma del paragrafo 1c dell’articolo 86;
  • l’ammissione di nuovi Membri delle Nazioni Unite;
  • la sospensione dei diritti e dei privilegi di Membro;
  • l’espulsione di Membri;
  • le questioni relative al funzionamento del regime di amministrazione fiduciaria;
  • le questioni di bilancio;
  • l’istituzione degli organi sussidiari che ritenga necessari per l’adempimento delle sue funzioni.

 

Le decisioni su altre questioni, non comprese all’interno di questo elenco ma evidenziate in altre sezioni della Carta, compresa la determinazione di categorie addizionali di questioni da decidersi a maggioranza di due terzi, sono prese a maggioranza dei Membri presenti e votanti.

 

Cosa può fare l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace?

In tema di mantenimento della pace (la finalità principale dell’intero assetto delle Nazioni Unite), l’Assemblea Generale incontra alcuni limiti poiché la responsabilità principale in questa materia viene attribuita al Consiglio di Sicurezza.

Il Segretario Generale, con il consenso del Consiglio di Sicurezza, ha un doppio ruolo: da un lato, informa l’Assemblea Generale, durante ciascuna sessione, di tutte le questioni relative al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale di cui stia trattando il Consiglio di Sicurezza; del pari, comunica all’Assemblea Generale, o ai Membri delle Nazioni Unite (se l’Assemblea Generale non è in sessione), non appena il Consiglio di Sicurezza cessi dal trattare tali questioni.

In primo luogo, l’Assemblea Generale può esaminare i princìpi generali di cooperazione della comunità internazionale per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. In tale categoria generale vengono ricompresi i princìpi regolanti il disarmo e la disciplina degli armamenti. Oltre che di propria sponte, l’Assemblea Generale agisce quando una questione relativa al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale le sia sottoposta da un Membro delle Nazioni Unite in conformità all’articolo 35 paragrafo 2. Quando si renda necessaria un’azione effettiva, la materia deve essere deferita al Consiglio di Sicurezza da parte dell’Assemblea Generale, prima o dopo la discussione.

In ultimo, l’Assemblea Generale può richiamare l’attenzione del Consiglio di Sicurezza sulle situazioni che siano suscettibili di mettere in pericolo la pace e la sicurezza internazionale.

In tema di risoluzione delle controversie, l’articolo 12 della Carta statuisce che durante l’esercizio delle funzioni conciliative del Consiglio di Sicurezza, l’Assemblea Generale è tenuta all’astensione dal fare qualsiasi tipo di raccomandazione riguardo a tale controversia o situazione, a meno che il suo intervento non venga richiesto dal Consiglio stesso.

Subordinatamente alle disposizioni dell’articolo 12, l’Assemblea Generale può raccomandare misure per il regolamento pacifico di qualsiasi situazione che, indipendentemente dalla sua origine, ritenga suscettibile di pregiudicare l’equilibrio delle relazioni amichevoli tra Nazioni, ivi comprese le situazioni risultanti da una violazione delle disposizioni della Carta.

L’Assemblea Generale, inoltre, riceve ed esamina le relazioni annuali e speciali del Consiglio di Sicurezza che rendicontino sulle misure attuate dal Consiglio per il mantenimento della pace e di tutti gli altri organi delle Nazioni Unite.

 

L’efficacia degli atti emanati

L’articolo 13 della Carta afferma che l’Assemblea Generale intraprende studi e fa raccomandazioni allo scopo di:

  1. promuovere la cooperazione internazionale nel campo politico ed incoraggiare lo sviluppo progressivo del diritto internazionale e la sua codificazione;
  2. sviluppare la cooperazione internazionale nei campi economico, sociale, culturale, educativo e della sanità pubblica, e promuovere il rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali per tutti senza distinzione di razza, di sesso, di lingua, o di religione.

 

Negli anni le risoluzioni dell’Assemblea Generale hanno ratificato e promosso diverse Convenzioni internazionali, oggi in vigore in diversi o tutti gli Stati Membri. Esempi di questi trattati internazionali sono la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia del 1989, la Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948, la Dichiarazione dei diritti dei popoli indigeni del 2007, la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità del 2006 e molte altre.

Nonostante la magnitudo di tali tematiche, l’Assemblea Generale può emanare una specifica tipologia di atti: le raccomandazioni. La caratteristica più rilevante degli stessi è la loro non vincolatività: dunque, i destinatari (che siano Stati o organi ONU) non sono obbligati a conformarsi al contenuto della raccomandazione ricevuta.

Detto ciò, è utile comunque sottolineare che le risoluzioni dell’Assemblea hanno valore riconosciuto, provenendo da un organo principale delle Nazioni Unite. Molte volte, infatti, sono state utilizzate per l’interpretazione e lo studio del diritto internazionale. Ad esempio, riguardo l’interpretazione dell’articolo 39 della Carta, l’Assemblea Generale ha esplicato una serie di ipotesi di “atto di aggressione che vanno dall’invasione o attacco contro il territorio di uno Stato da parte delle forze armate di un altro Stato, al bombardamento, al blocco dei porti, fino alla messa a disposizione del proprio territorio per il compimento di atti di aggressione da parte di un altro Stato e all’invio o al sostanziale coinvolgimento nelle operazioni di bande o gruppi armati[4].

Dunque, se generalmente è evidente la natura non obbligatoria di tali atti, nel caso di alcune risoluzioni dell’Assemblea Generale riguardanti argomenti interni alle Nazioni Unite, quali le decisioni di bilancio o le istruzioni dirette agli organi ONU di rango minore, essi vincolano chiaramente i loro destinatari.

 

Conclusioni finali

L’Assemblea Generale dell’ONU è, tra gli organi principali, quello maggiormente rappresentativo della comunità degli Stati Membri delle Nazioni Unite. Il suo ruolo di “forum” di discussione permette alle delegazioni delle Nazioni di alimentare il dibattito attorno a temi fondamentali per la crescita e la continuazione delle relazioni tra Stati.

Tuttavia, a volte gli Stati non sono in grado di riconoscere l’effettivo potenziale di tale organo: vedasi ad esempio le assenze numerose durante i lavori della 78esima edizione, che aveva come punto all’ordine del giorno il conflitto in Ucraina. Di certo, uno dei motivi dello status quo è la natura non vincolante delle raccomandazioni che l’Assemblea emana. Tra coloro che invocano una riforma dell’assetto delle Nazioni Unite in una direzione sempre più interventista ed efficace dell’Organizzazione, sicuramente aleggia il desiderio di rendere anche tali atti vincolanti per i Membri.

Informazioni

Carta delle Nazioni Unite, 1945.

B. Conforti, C. Focarelli, Le Nazioni Unite, CEDAM, XII edizione, 2020.

[1] Il ruolo degli organi internazionali quasi-giudiziari e la tutela dei diritti umani – DirittoConsenso

[2] Un’introduzione al diritto internazionale dell’ambiente – DirittoConsenso

[3] La codificazione nel diritto internazionale – DirittoConsenso

[4] United Nations, Doc. A/RES/3314(XXIX), Definition of Aggression, 14 dicembre 1974 e Doc. A/8082 (XXV), Declaration on Principles of International Law concerning Friendly Relations and Co-operation among States in accordance with the Charter of the United Nations, 24 ottobre 1970.