L’istituzione dell’Agenzia Europea Antiriciclaggio (AMLA) è stato un lungo processo che ha coinvolto le principali istituzioni dell’Unione Europea: vediamo come.

 

Quadro normativo dell’Unione Europea sull’antiriciclaggio

Il problema del riciclaggio di denaro è al centro dell’agenda europea fin dalla previsione della Prima Direttiva Antiriciclaggio adottata nel 1991[1], la quale è stata oggetto di varie riforme successive.

La necessità di una modificazione frequente di questa normativa è connessa all’esigenza di adattare le previsioni legislative ai rischi emergenti connessi a:

  • innovazioni tecnologiche, tra le quali spiccano le emergenti valute virtuali
  • globalizzazione delle organizzazioni terroristiche
  • colmare i punti deboli del sistema sfruttati dalla criminalità.

 

Tra gli ultimi sviluppi in materia di antiriciclaggio nell’Unione Europea[2], bisogna menzionare la creazione dell’Agenzia Europea Antiriciclaggio (AMLA, Anti-Money Laundering and Countering the Financing of Terrorism Authority).

 

Accordo del Consiglio e del Parlamento sulla proposta della Commissione

Nel luglio 2021 la Commissione Europea ha presentato un pacchetto di proposte normative finalizzate a rendere più efficiente il quadro normativo disposto dall’Unione Europea in materia di antiriciclaggio.

Il pacchetto di proposte della Commissione è stato maturato sulla base del piano d’azione della Commissione del 7 maggio 2020 finalizzato a una politica integrata dell’Unione in materia di prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo e sulle conclusioni del Consiglio in materia di antiriciclaggio e di contrasto del finanziamento del terrorismo del 5 novembre 2020.

La proposta della Commissione comprendeva:

  • Regolamento che istituisce un’Agenzia Europea antiriciclaggio
  • Regolamento che riforma il regolamento sui trasferimenti di fondi[3]:
  • Regolamento sugli obblighi in materia di lotta al riciclaggio applicabili al settore privato
  • Direttiva relativa ai meccanismi antiriciclaggio.

 

Il Parlamento e il Consiglio hanno poi raggiunto un accordo provvisorio[4] sul pacchetto antiriciclaggio il 18 gennaio 2024. Infine, il 14 febbraio 2024 è stato modificato il comunicato stampa del mese precedente per inserire i testi definitivi dell’accordo provvisorio che comprendono:

  1. Regolamento antiriciclaggio: Il nuovo regolamento previsto dalla proposta della Commissione armonizza le norme in vigore nei diversi stati membri e mira a garantire che esse siano applicate più coerentemente trasferendo tutte le norme relative al settore privato in questo nuovo regolamento. Questa previsione, essendo un regolamento, istituisce un quadro normativo direttamente applicabile negli stati membri. I punti salienti di questo regolamento sono:
    1. L’estensione dei soggetti obbligati: prevede dei requisiti specifici circa i soggetti obbligati, ovvero gli enti creditizi e finanziari, le imprese e professioni non finanziarie designate (avvocati e contabili), che hanno una posizione privilegiata per l’individuazione delle attività sospette. Sono prese in considerazione nuove categorie di soggetti obbligati:
      1. Soggetti prestatori di servizi per le cripto-attività: saranno sottoposti ad analoghe procedure di controllo e verifica della propria clientela, in particolare quando eseguono operazioni d’importo pari o superiori a 1.000 euro per mitigare i rischi circa le operazioni con portafogli auto-ospitati.
      2. Soggetti che commerciano beni di lusso: commercianti di pietre e metalli preziosi, macchine di lusso, aerei e yatch, beni culturali, gioiellieri e orafi.
      3. Società e agenti nel settore del calcio professionistico: questo settore e il rischio connesso sono variabili per questo gli Stati membri devono essere flessibili nel prevederli tra i soggetti obbligati, potendo all’occorrenza essere eliminati se presentano un basso rischio.
  1. Misure rafforzate di adeguata verifica: i soggetti obbligati dovranno anche applicare delle misure rafforzate per verificare in modo adeguato:
    1. i rapporti di affari di corrispondenza transfrontaliera per i prestatori di servizi per le cripto-valute.
    2. gli enti creditizi e finanziari in caso di rapporti con paesi terzi ad alto rischio o con persone molto facoltose, ovvero ad alto patrimonio netto, che comportino la gestione di grandi attività. La valutazione del rischio avviene sulla base degli elenchi del GAFI (Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale) e verranno giustificate dall’alto rischio contromisure specifiche dell’UE o nazionale supplementari.
  2. Chiarimenti sul concetto di “titolarità effettiva”: le disposizioni mirano anche a rendere le norme dell’UE sulla titolarità effettiva più trasparenti e coordinate. Per titolarità effettiva ci si riferisce alle persone che controllano effettivamente la titolarità di un soggetto giuridico ed è composta da due elementi: proprietà e controllo, che devono essere analizzati per identificare tutti i titolari effettivi di tale soggetto giuridico, compresi i soggetti non UE quando fanno affari o acquistano beni immobili nell’UE. Vengono quindi precisate le norme applicabili alle strutture di proprietà e controllo a più livelli per garantire che non sia possibile nascondersi dietro livelli diversi di proprietà.
  3. Limiti ai pagamenti in contanti: pagamenti in contanti saranno soggetti a un limite massimo di 10.000 euro in tutta l’UE per rendere difficile il riciclaggio da parte dei criminali, ma si tratta di una previsione flessibile, riconoscendo agli stati membri la possibilità di imporre un limite massimo inferiore se lo desiderano. Inoltre, i soggetti obbligati dovranno identificare le persone che effettuano un’operazione occasionale in contanti di importo compreso tra 3.000 e 10.000 euro.
  1. Direttiva antiriciclaggio: questa direttiva è finalizzata a sostituire la quinta direttiva antiriciclaggio adottata nel 2018[5] e si occupa dell’organizzazione di sistemi istituzionali antiriciclaggio al livello nazionale; infatti, contiene disposizioni da recepire nel diritto nazionale relative a:
    1. Registri dei titolari effettivi: ai quali hanno diritto di accedere non solo le autorità di supervisione pubbliche e i soggetti obbligati, ma anche persone del pubblico aventi un interesse legittimo (stampa e società civile).
    2. Supervisori nazionali: ciascuno stato membro deve garantire che i soggetti obbligati che vi hanno sede siano sottoposti a una supervisione adeguata ed efficace da parte di uno o più supervisori.
    3. Responsabilità delle FIU: le FIU avranno accesso immediato e diretto alle informazioni finanziarie, amministrative e investigative e dovranno continuare a comunicare informazioni alle autorità competenti per combattere il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo. Nei casi transfrontalieri le FIU coopereranno più strettamente con le loro controparti nello stato membro interessato. Il loro sistema sarà infine potenziato per consentire una diffusione delle segnalazioni transfrontaliere più rapida.
  2. Regolamento istitutivo dell’Agenzia Europea Antiriciclaggio: l’istituzione di un’autorità centrale crea un sistema di vigilanza congiunto più efficace proprio tramite l’armonizzazione e il coordinamento delle prassi di supervisione nel settore finanziario e in quello non finanziario, di supervisione diretta di soggetti finanziari a rischio elevato e delle unità di informazione finanziaria.

 

 

Le attività dell’Agenzia Europea Antiriciclaggio

L’Agenzia Europea antiriciclaggio svolgerà un lavoro complesso incentrato sulla supervisione diretta di enti creditizi e finanziari ad altro rischio in diversi stati membri tramite gruppi congiunti guidati dall’AMLA stessa.

Inoltre, avrà un ruolo centrale nel sostegno per il settore non finanziario con attività di verifica su eventuali violazioni nell’applicazione del quadro normativo antiriciclaggio tramite la formazione di raccomandazioni non vincolanti, l’istituzione e l’aggiornamento di una banca dati centrale e l’eventuale imposizione di sanzioni finanziarie mirate.

Infine, ulteriore attività di sua competenza sarà il coordinamento delle FIU[6] degli stati membri, ovvero le Unità di Informazione Finanziaria, autorità nazionali indipendenti che ricoprono un ruolo centrale nel contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo acquisendo ed analizzando delle segnalazioni di operazioni sospette trasmesse da intermediari finanziari professionisti.

La struttura dell’Agenzia Europea Antiriciclaggio sarà così composta:

  • Consiglio Generale, costituito da rappresentanti dei supervisori
  • FIUs di tutti gli Stati Membri
  • Comitato Esecutivo, che è l’organo direttivo dell’Agenzia Europea antiriciclaggio costituito dal presidente dell’Autorità e da cinque membri indipendenti a tempo pieno[7].

 

Il 22 febbraio 2024 il Consiglio e il Parlamento hanno perfezionato questo accordo parziale tramite la scelta relativa alla sede operativa dell’Agenzia Europea antiriciclaggio. In particolare, è stata scelta la città di Francoforte e l’autorità inizierà ad operare a metà gennaio 2025 con oltre 400 membri del personale. La competenza a decidere della fissazione del luogo della sede di tali agenzie spetta al legislatore dell’Unione tramite la procedura legislativa ordinaria nel caso di specie[8]. Nove Stati avevano presentato candidatura per ospitare l’Agenzia Europea antiriciclaggio nelle proprie capitali: Belgio, Germania, Irlanda, Spagna, Francia, Italia, Lettonia, Lituania, Austria.

A risultare decisivo è stato il peso politico del governo di Olaf Scholz e il ministro delle finanze Christian Lindner che ha promesso di raddoppiare i finanziamenti pubblici dedicati alla nuova Autorità. In particolare, la valutazione della Commissione[9] identifica come punti salienti per la scelta di Francoforte come sede dell’Agenzia Europea Antiriciclaggio la possibilità che questa offre alla stessa di:

  • Eseguire compiutamente le proprie mansioni e i propri poteri. In particolare vengono enfatizzate l’immediata disponibilità di 3 potenziali edifici per ospitare l’AMLA[10], l’accessibilità in termini di trasporti e la presenza sul territorio di altre istituzioni internazionali, quale la BCE[11], che faciliterebbe l’ispezione in loco dei soggetti vigilanti.
  • Assumere personale altamente qualificato e specializzato in quanto Francoforte si presenta come un fervente polo finanziario integrato in una rete tecno-finanziaria[12] per la ricerca e lo studio sulla sicurezza informatica formando quindi un ampio bacino di esperti in materia.
  • Offrire adeguate opportunità di formazione per le attività AML/CFT se necessarie grazie all’attuale presenza in loco di opportunità di istruzione e formazione offerte da BaFin (Autorità federale di vigilanza finanziaria), diverse camere di industria e commercio, istituzioni private e un nuovo Centro di Eccellenza che sarà affiliato alla Federal Financial Crime Agency.
  • Evitare rischi di reputazione in quanto i possibili pericoli sono adeguatamente affrontati nello stato membro grazie alla vasta gamma di misure che di recente sono state introdotte nell’ambito di una generale iniziativa nazionale per rinforzare la lotta contro la criminalità finanziaria.

Informazioni

Direttiva 91/308/CEE del Consiglio del 10 giugno 1991

Direttiva (UE) 2018/843 del Parlamento europeo e del Consiglio del 30 maggio 2018

D.lgs. 231/2007.

https://commission.europa.eu/document/download/7ae3ba83-82d7-40e0-ae1b-b1d07d1eda0d_en?filename=assessment_germany.pdf

[1] Direttiva 91/308/CEE del Consiglio del 10 giugno 1991 relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività illecite: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:31991L0308

[2] In merito all’evoluzione del quadro formativo europeo in materia di antiriciclaggio rimando all’articolo approfondito in materia “La normativa europea antiriciclaggio: quadro generale”: La normativa europea antiriciclaggio: quadro generale – DirittoConsenso

[3] Questa proposta è stata presa in considerazione precedentemente rispetto alle altre; infatti Il 29 giugno 2022 il Consiglio e il Parlamento hanno raggiunto un accordo provvisorio su un aggiornamento del regolamento UE circa i dati informativi che accompagnano i trasferimenti di fondi, accordo finalizzato a rendere più trasparenti e tracciabili i trasferimenti di cripto-valute.

[4] https://www.consilium.europa.eu/it/policies/fight-against-terrorism/fight-against-terrorist-financing/

[5] Direttiva (UE) 2018/843 del Parlamento europeo e del Consiglio del 30 maggio 2018: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32018L0843

[6] L’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia è stata istituita ai sensi del D.lgs. 231/2007 in regime di autonomia operativa e gestionale presso la Banca d’Italia.

[7] In relazione a questo organo era stato disposto nella proposta della Commissione un diritto di veto degli stessi circa determinati poteri del comitato stesso, come i poteri di bilancio; questo diritto è stato eliminato nell’accordo tra Consiglio e Parlamento.

[8] Sentenza 14 luglio 2022 circa le sedi dell’Agenzia europea per i medicinali e dell’Autorità europea del lavoro.

[9] https://commission.europa.eu/document/download/7ae3ba83-82d7-40e0-ae1b-b1d07d1eda0d_en?filename=assessment_germany.pdf

[10] Tower 185, Flow nel quartiere Gateway Gardens e la Torre della fiera.

[11] Banca Centrale Europea.

[12] La tecnofinanza è la fornitura di prodotti e servizi finanziari tramite tecnologie di informazione e comunicazione avanzate.