Quali sono le funzioni del curatore speciale del minore? Spiegazione del suo ruolo, della nomina facoltativa e obbligatoria e di come si diventa tali

 

Chi è il curatore speciale del minore?

Il curatore speciale del minore è una figura professionale incaricata di rappresentare l’interesse di un minore nei processi in cui quest’ultimo è coinvolto.

In particolare, il suo obiettivo è quello di promuovere il benessere psicofisico del minore, inteso come soggetto debole e bisognoso di maggior tutela, garantendogli un ambiente favorevole a una crescita sana ed equilibrata.

La figura del curatore è prevista non solo a livello nazionale ma anche a livello internazionale: la Convenzione di Strasburgo del 1996[1] sancisce che, in caso di conflitto d’interesse tra i genitori, il diritto del minore abbia un suo rappresentante all’interno del processo che lo riguarda.

Guardiamo l’ordinamento italiano.

Il curatore rappresenta e tutela il minore nel corso del giudizio, partecipando alle udienze e al contraddittorio tra i genitori.

In particolare, il curatore speciale può:

  • costituirsi in giudizio;
  • prendere posizione sui fatti dedotti dai genitori del minore;
  • formulare istanze istruttorie.

 

Le ipotesi di nomina del curatore speciale del minore nel processo civile

All’interno del nostro ordinamento il curatore speciale del minore può essere nominato nei procedimenti civili quando sussistono le condizioni stabilite dall’art. 321 c.c., il quale recita che:

In tutti i casi in cui i genitori congiuntamente, o quello di essi che esercita in via esclusiva la responsabilità genitoriale, non possono o non vogliono compiere uno o più atti di interesse del figlio, eccedente l’ordinaria amministrazione, il giudice, su richiesta del figlio stesso, del pubblico ministero, o di uno dei parenti che vi abbia interesse, e sentiti i genitori, può nominare al figlio un curatore speciale, autorizzandolo al compimento di tali atti”.[2]

Oltre a questa ipotesi, la nomina del curatore speciale del minore è obbligatoria, ai sensi dell’art. 473 bis n.8 c.p.c., quando:

  • il pubblico ministero ha chiesto per entrambi i genitori la decadenza dalla responsabilità genitoriale;
  • uno tra i genitori ha chiesto la decadenza dell’altro dalla responsabilità genitoriale;
  • vengono presi i provvedimenti contemplati dall’art. 403 c.c., adottati nel caso in cui il minore sia moralmente o materialmente abbandonato o si trovi esposto, nell’ambiente familiare, a grave pregiudizio o pericolo per la sua incolumità psico-fisica, motivo per cui la pubblica autorità interviene collocandolo in un luogo sicuro;
  • è disposto l’affidamento del minore temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo, inteso come ambiente in cui il minore possa ricevere l’assistenza di cui necessita, ai sensi dell’art. 2 e seguenti Legge n. 184/1983, applicata “Quando la famiglia non è in grado di provvedere alla crescita e all’educazione del minore[3];
  • durante il procedimento emerge una situazione di pregiudizio per il minore tale da precluderne l’adeguata rappresentanza processuale da parte di entrambi i genitori;
  • lo richiede espressamente il minore che abbia compiuto 14 anni;
  • il giudice, in presenza di gravi ragioni, ritiene che i genitori siano inadeguati a rappresentare gli interessi del minore.

 

In conclusione per il curatore è fondamentale che sia rilevato un serio e grave pregiudizio per il minore: un esempio può essere quello dei procedimenti per separazione o divorzio in cui sia stata riscontrata una elevatissima conflittualità tra i genitori, tale da portare gli stessi a non rispettare i propri doveri di educazione, istruzione, mantenimento e assistenza.

 

Il procedimento di nomina

La nomina del curatore speciale del minore è disciplinata dall’art. 80 c.p.c. Questa disposizione prevede che l’istanza per la nomina vada proposta al Giudice di pace o al Presidente del Tribunale davanti a cui si intende radicare il giudizio; se, viceversa, la necessità di nominare un curatore emerge nel corso di un giudizio già avviato, sarà il giudice stesso a procedere d’ufficio.

Il provvedimento di nomina deve essere motivato.

Oltre alla possibilità di chiedere la nomina del curatore, tuttavia, l’ordinamento riconosce anche la possibilità di chiederne la revoca: il minore che abbia compiuto 14 anni, i genitori che esercitano responsabilità genitoriale, il tutore o il pubblico ministero, infatti, possono proporre istanza motivata per chiedere la revoca del curatore per gravi inadempienze o perché manchino o siano venuti a mancare i presupposti a fondamento del suo incarico.

 

Le funzioni e i poteri

Il curatore speciale del minore, durante il suo incarico, è chiamato a rapportarsi con il minore capace di discernimento, e dunque

  • a incontrarlo;
  • ad ascoltarlo;
  • a chiedere il suo punto di vista rispetto al giudizio in cui è coinvolto.

 

Nel fare ciò, il curatore sarà chiamato a valutare nel singolo caso le modalità di ascolto e di comunicazione più adeguate rispetto all’età e alle condizioni psicofisiche del minore.

 

Come si diventa curatore speciale del minore?

Il curatore speciale del minore è un avvocato iscritto nell’apposito elenco dei curatori speciali del minore istituito dal Consiglio del proprio Ordine di appartenenza e che soddisfa i seguenti requisiti:

  • iscrizione all’albo degli Avvocati da almeno cinque anni;
  • non avere riportato sanzioni disciplinari più gravi dell’avvertimento;
  • aver adempiuto regolarmente agli obblighi formativi nel periodo che precede la richiesta d’iscrizione all’elenco;
  • aver maturato un’esperienza documentata in materia di diritto familiare e minorile;
  • aver frequentato corsi di formazioni specifici e di aggiornamento permanente, organizzati da un soggetto abilitato, in diritto di famiglia o minorile.

Informazioni

Convenzione di Strasburgo, 1996

Codice civile

Codice di procedura civile

Legge n.184/1983

[1] Art. 9 Convenzione di Strasburgo del 1996: “Nei procedimenti che riguardano un minore, quando in virtù del diritto interno i detentori delle responsabilità genitoriali si vedono privati della facoltà di rappresentare il minore a causa di un conflitto di interessi, l’autorità giudiziaria ha il potere di designare un rappresentante speciale che lo rappresenti in tali procedimenti. […].” La Convenzione, denominata “Convenzione europea sull’esercizio dei diritti dei minori”, è stata ratificata e resa esecutiva in Italia con la L. 77/2003.

[2] Per un approfondimento sulla responsabilità genitoriale: La responsabilità genitoriale nel Codice civile – DirittoConsenso

[3] Articolo 1, comma 4 della Legge 184/1983.