Quale è la forma di governo del Portogallo? È una repubblica democratica parlamentare semipresidenziale. Vediamo in dettaglio

 

Come nasce l’attuale forma di governo del Portogallo

Per capire la forma di governo del Portogallo dobbiamo leggere la sua Costituzione. Il testo è legato ad un periodo preciso della storia portoghese: con la morte di António Salazar nel 1970, seguirono anni turbolenti e solamente nel 1976 fu approvata l’attuale costituzione.

Nel 1974 era avvenuto un golpe militare e ne era seguito un periodo di transizione che sfociò nella democrazia moderna. Il 25 luglio è festa nazionale portoghese ed il garofano è stato riconosciuto come simbolo della transizione democratica[1]. Il 25 luglio 1975 – un anno dopo della Rivoluzione – si tennero le elezioni dell’Assemblea Costituente: la volontà popolare si espresse a favore del Partito Socialista, del Partito Social Democratico e del Partito Comunista. Poi iniziò un periodo turbolento di tensioni – in portoghese Verão Quente de 1975 – tra i gruppi di sinistra e di destra e all’interno degli stessi gruppi politici di sinistra. Il periodo terminò con un nuovo tentativo di colpo di Stato da parte dell’estrema sinistra che, fallendo, spianò la strada ad una democrazia. Il 2 aprile 1976 venne così approvata una nuova Costituzione: è quella ancora oggi in vigore seppur con qualche modifica.

Nel preambolo della Costituzione del Portogallo è menzionata una parte di quegli eventi epocali: si ricorda in particolare il 25 aprile 1974 come giorno della sconfitta del regime fascista, della riacquisizione dei diritti e delle libertà fondamentali e del ruolo dell’Assemblea Costituente che in seduta plenaria il 2 aprile 1976 ha approvato la Costituzione della Repubblica Portoghese.

C’è un elemento interessante della Costituzione del Portogallo: è molto lunga, conta 296 articoli[2] ed è divisa in 4 parti[3].

 

La forma di governo del Portogallo: alcuni elementi nei principi fondamentali della Costituzione portoghese

Come la Costituzione italiana, anche quella portoghese ha inizio con i principi fondamentali. Questi sono le basi su cui poi la Costituzione portoghese si sofferma a lungo: per esempio la questione dei diritti delle persone, delle libertà e dei diritti economici.

In base all’articolo 1, il Portogallo è una repubblica sovrana, basata sulla dignità della persona umana e nella volontà popolare ed impegnata nella costruzione di una società libera, giusta e solidale.

L’articolo 2 riguarda lo stato di diritto democratico che è fondato sulla sovranità popolare, sul pluralismo dell’espressione e sull’organizzazione politica democratiche, sul rispetto e sulla garanzia della realizzazione dei diritti e delle libertà fondamentali e nella separazione e interdipendenza dei poteri. Tutto questo è finalizzato alla realizzazione della democrazia economica, sociale e culturale e all’approfondimento della democrazia partecipativa.

L’articolo 3 stabilisce una sovranità unica e indivisibile che risiede nel popolo che la esercita secondo le forme previste dalla Costituzione. Lo Stato è subordinato alla Costituzione. Lo Stato si fonda sulla legalità democratica e la validità delle leggi e degli atti di Stato, delle regioni autonome, del potere locale e di qualsiasi altra entità pubblica dipende dalla sua conformità con la Costituzione.

In base all’articolo 4 sono cittadini portoghesi tutti coloro che siano considerati tali per legge o per convenzione internazionale.

L’articolo 5 invece specifica il territorio: non solo viene fatto riferimento al territorio europeo ma anche agli arcipelaghi delle Azzorre e di Madeira. Precisa anche che la legge definisce l’estensione e il limite delle acque territoriali, della zona economica esclusiva[4] e i diritti del Portogallo ai fondali marini contigui. Non è permessa la vendita del territorio nazionale.

L’articolo 6 cristallizza il concetto di Stato unitario: in poche righe l’articolo in questione stabilisce che lo Stato è unitario e rispetta l’organizzazione, il funzionamento e il regime autonomo delle isole tanto quanto i principi di sussidiarietà, di autonomia delle regioni autonome e della decentralizzazione democratica dell’amministrazione pubblica. Gli arcipelaghi delle Azzorre e di Madeira sono le regioni autonome individuate e dotate di statuti politico-amministrativi e con organi di autogoverno.

Il lungo articolo 7 fa riferimento alle relazioni internazionali. Il Portogallo si basa sulle relazioni internazionali per il riconoscimento di tanti principi di diritto internazionale per portare avanti le relazioni con altri Stati[5]. L’articolo 8 segue l’articolo 7 per l’argomento: il diritto portoghese include le norme ed i principi del diritto internazionale generale o comune tanto quanto le norme delle convenzioni internazionali approvate e ratificate. Allo stesso modo lo Stato portoghese riconosce le disposizioni dei trattati che disciplinano l’Unione Europea.

L’articolo 9 elenca i compiti fondamentali dello Stato, tra cui rileva, per capire soprattutto la forma di governo del Portogallo, quello della lettera c) per la difesa della democrazia politica, assicurando e incentivando la partecipazione democratica dei cittadini nella risoluzione dei problemi nazionali. Questo punto si lega all’articolo 10. Il popolo esercita il potere politico attraverso il suffragio universale, uguale, diretto, segreto e periodico, i referendum e altre forme previste della Costituzione. I partiti politici contribuiscono all’organizzazione e all’espansione della volontà popolare, nel rispetto dei principi di indipendenza nazionale, unità dello Stato e democrazia politica.

Chiude la sezione dei principi fondamentali l’elenco dei simboli nazionali: la bandiera portoghese, l’inno nazionale – A Portuguesa – e la lingua officiale.

 

I punti fondamentali del sistema di governo

Il Portogallo è una repubblica democratica parlamentare semipresidenziale. I poteri sono tre: quello legislativo, quello esecutivo e quello giudiziario che pur divisi sono interdipendenti. Le istituzioni più importanti sono il Presidente della Repubblica del Portogallo, il Primo Ministro del Portogallo, il Parlamento monocamerale – che è l’Assemblea della Repubblica, Assembleia da República – ed i Tribunali[6].

Tratto caratterizzante della forma di governo del Portogallo è il semipresidenzialismo. Pur essendo la stessa parola usata per indicare quello presente in Francia[7], in realtà quello portoghese presenta delle sue peculiarità che rinviano anche a motivi storici e politici[8]. Di certo le figure centrali del semipresidenzialismo sono il Presidente della Repubblica ed il Primo Ministro. È più interessante però capire che tipo di rapporto ci sia tra queste due figure: il Presidente della Repubblica – a cui è dedicato il Titolo II della Parte III – è eletto a suffragio universale ed esercita i propri poteri per un mandato di cinque anni. Il Primo Ministro è nominato dal Presidente della Repubblica dopo aver sentito i partiti rappresentati nell’Assemblea della Repubblica e tenendo conto dei risultati elettorali[9], è a capo del Governo[10] ed è responsabile davanti al Presidente della Repubblica e, nell’ambito della responsabilità politica, davanti all’Assemblea della Repubblica. Ci sono meno vincoli per il Presidente della Repubblica ma non per questo ci sono minori garanzie tipiche dello stato democratico.

È scorretto parlare di diarchia. La posizione del Presidente della Repubblica è più forte di quella del Primo Ministro. Ma al tempo stesso è simbolo di rappresentanza ed equilibro istituzionale; è moderatore e garantista. L’articolo 120 infatti stabilisce che il Presidente della Repubblica “rappresenta la Repubblica Portoghese, garantisce l’indipendenza nazionale, l’unità dello Stato ed il regolare funzionamento delle istituzioni democratiche ed è intrinsecamente Comandante Supremo delle Forze Armate”.  Non si può parlare perciò neanche di coabitazione come è previsto nella forma di governo semipresidenziale francese.

 

La geringonça

Per concludere, è importante capire un’espressione che identifica la politica recente del Portogallo.

Il termine geringonça, che significa pasticcio o accozzaglia, è stato usato per indicare la coalizione dei partiti di sinistra – Partito socialista, Partito comunista e Bloco de Esquerda – con a capo il primo ministro Antonio Costa del Partito socialista. Quella che era stata considerata una difficile convivenza politica si è rivelata nel tempo una alleanza inaspettatamente longeva: ha funzionato per 6 anni, dal 2015 al 2022, anno in cui Costa ha perso il sostegno parlamentare quando è stata bocciata la legge di bilancio del 2022. Poco dopo, in un quadro di incertezza politica, il Presidente della Repubblica, Marcelo Rebelo de Sousa, ha indetto nuove elezioni. Il Partito socialista di Costa ha rivinto le elezioni nel marzo 2022 dando inizio al cosiddetto Governo Costa III. Costa si è poi dimesso il 7 novembre 2023 a seguito di un grosso scandalo legato ad appalti fraudolenti che ha coinvolto diversi politici ed imprenditori.

La geringonça è il passato: le elezioni del 10 marzo 2024 hanno dimostrato un cambiamento di rotta da parte degli elettori portoghesi tanto che l’elemento principale di queste elezioni è stato il notevole risultato ottenuto da Chega, il partito di estrema destra.

Informazioni

Costituzione portoghese del 1976, versione aggiornata.

2015: o ano em que António Costa inventou a ‘geringonça’ – Expresso.

[1] In Portogallo si parla di Revolução dos Cravos, rivoluzione dei garofani. Questa espressione si è diffusa perché la storia vuole che una fioraia, Celeste Caeiro, avesse offerto garofani ai soldati e questi li infilassero nelle canne dei fucili.

[2] Per fare un confronto, la Costituzione italiana conta 139 articoli escludendo le disposizioni transitorie e finali, quella francese ne conta 89, la spagnola 169.

[3] Parte I “Diritti e doveri fondamentali”, Parte II “Organizzazione economica”, Parte III “Organizzazione del potere politico” e Parte IV “Garanzia e revisione della costituzione”.

[4] Per un approfondimento su questo argomento del diritto internazionale marittimo: Il diritto internazionale marittimo: la zona economica esclusiva – DirittoConsenso.

[5] L’articolo 7 riconosce proprio i principi di indipendenza nazionale, del rispetto dei diritti dell’uomo, del diritto dei popoli, dell’uguaglianza tra gli Stati, della soluzione pacifica dei conflitti internazionali, della non ingerenza negli affari interni degli altri Stati e della cooperazione con tutti gli altri popoli per l’emancipazione ed il progresso dell’umanità. Il secondo comma stabilisce che lo Stato portoghese è contrario all’imperialismo, al colonialismo e a qualsiasi altra forma di aggressione, dominio ed esplorazione nelle relazioni con gli atri popoli, tanto come nel disarmo generale, simultaneo o controllato, la dissoluzione dei blocchi politici militari e l’affermazione di un sistema di sicurezza collettiva, con vista sulla creazione di un ordine internazionale capace di assicurare la pace e la giustizia nelle relazioni tra i popoli. Il Portogallo riconosce il diritto all’autodeterminazione dei popoli, all’indipendenza e allo sviluppo e allo stesso modo il diritto all’insurrezione contro tutte le forme di oppressione. Il Portogallo mantiene rapporti privilegiati di amicizia e cooperazione con i paesi di lingua portoghese. In più, si impegna nel rafforzamento dell’identità europea e nel rafforzamento dell’azione degli Stati europei a favore della democrazia, della pace, del progresso economico e della giustizia nelle relazioni tra i popoli. In base al comma 6 il Portogallo può, in condizione di reciprocità, con rispetto dei principi fondamentali dello Stato di diritto democratico e del principio di sussidiarietà e avendo come riferimento la realizzazione della coesione, economica, sociale e territoriale, di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia e la definizione ed esecuzione di una politica esterna, di sicurezza e di difesa comune, convenzionare l’esercizio, in comune, in cooperazione o dalle istituzioni dell’Unione, dei poteri necessari alla costruzione e all’approfondimento dell’Unione Europea. Chiude l’articolo il comma 7 che prevede la possibilità per il Portogallo di accettare la giurisdizione del Tribunale Penale Internazionale.

[6] Come indicato dall’articolo 110 della Costituzione.

[7] Ho parlato del semipresidenzialismo francese in questo articolo per DirittoConsenso: Il semipresidenzialismo francese – DirittoConsenso.

[8] Vedi “Il semipresidenzialismo in versione portoghese: esecutivo non diarchico e attivismo presidenziale” di Romano Orrù, DPCE Online.

[9] Vedi articolo 187 della Costituzione.

[10] Costituito anche dai Ministri, dai Segretari e dai Sottosegretari di Stato come indicato dall’articolo 183 della Costituzione.