Un approfondimento sulle ipotesi di modifica del cognome previste dalla legge e sulla procedura amministrativa da seguire

 

Quando si può chiedere la modifica del cognome?

Il nostro ordinamento ammette la possibilità di richiedere la modifica del cognome all’art. 89 del DPR 396/2000. Questo articolo prevede che:

Salvo quanto disposto per le rettificazioni, chiunque vuole cambiare il nome o aggiungere al proprio un altro nome ovvero vuole cambiare il cognome, anche perché ridicolo o vergognoso o perché rivela l’origine naturale[1] o aggiungere al proprio un altro cognome, deve farne domanda al prefetto della provincia del luogo di residenza o di quello nella cui circoscrizione è situato l’ufficio dello stato civile dove si trova l’atto di nascita al quale la richiesta si riferisce. Nella domanda l’istante deve esporre le ragioni a fondamento della richiesta”.

 

Chiunque sia interessato a una modifica del cognome, quindi, potrà presentare una apposita istanza al Prefetto del proprio luogo di residenza o del luogo in cui si trova il suo atto di nascita. Questi valuterà che la domanda:

  • sia supportata da significative motivazioni;
  • non sia in contrasto con il pubblico interesse alla stabilità e certezza degli elementi identificativi della persona.

 

Questo significa che la possibilità di modificare il proprio cognome è un interesse legittimo[2] rispetto al quale si ha un vaglio di ammissibilità da parte della pubblica amministrazione, incaricata di verificare la compatibilità tra l’interesse del richiedente e quello della collettività[3].

Per questo motivo è importante presentare una istanza ben motivata e documentata.

Per poter presentare una domanda di modifica del cognome il richiedente deve avere cittadinanza italiana e deve aver già compiuto i 18 anni.

La possibilità di avviare la procedura di modifica del cognome, tuttavia, presenta anche dei limiti non essendo possibile chiedere l’attribuzione di un cognome:

  • che abbia importanza storica (per esempio Cavour);
  • che sia riconducibile a famiglie illustri del luogo in cui si trova l’atto di nascita del richiedente o del luogo in cui egli ha residenza (per esempio cognomi di famiglie nobili locali).

 

La procedura amministrativa

L’istanza di modifica del cognome deve essere sottoscritta personalmente dall’interessato e deve:

  • indicare la modifica richiesta;
  • indicare i motivi a fondamento della domanda;
  • essere corredata da una marca da bollo di 16 euro, tranne nei casi in cui si chiede la modifica di cognomi ridicoli o vergognosi o che rivelano l’origine naturale.

 

Il Prefetto, una volta ricevuta la domanda e dopo averla ritenuta meritevole, emette un decreto con cui autorizza il richiedente a fare affiggere, sull’albo pretorio del Comune di nascita (e, se diverso, di quello di residenza), un avviso contenente un sunto della domanda.

L’affissione deve avere una durata di 30 giorni consecutivi e deve risultare da una relazione rilasciata dal responsabile in calce all’avviso stesso, che il richiedente ha poi il compito di trasmettere al Prefetto.

Chiunque ne abbia interesse può presentare opposizione alla domanda di modifica del cognome entro 30 giorni dalla data dell’ultima affissione.

 

L’autorizzazione alla modifica del cognome

Dopo aver accertato la regolarità delle affissioni e vagliate le eventuali opposizioni, in caso di accoglimento della domanda il Prefetto provvede emettendo un decreto definitivo di autorizzazione alla modifica del cognome.

Nel caso in cui ci siano state opposizioni, tale decreto deve essere notificato agli opponenti.

Una volta emesso il decreto di autorizzazione, è importante che l’interessato ne chieda l’annotazione, da parte degli ufficiali di stato civile, su tutti gli atti di stato civile riferiti al destinatario del provvedimento e a chi ne ha derivato il cognome.

 

Cosa fare dopo la modifica del cognome?

Dopo l’annotazione della modifica del cognome sugli atti di stato civile, la persona interessata riceverà presso il proprio indirizzo di residenza la tessera sanitaria con il nuovo codice fiscale.

A questo punto, dovrà chiedere ai diversi uffici competente l’emissione di nuovi documenti con i dati rettificati. Dovrà quindi fare domanda:

  • al Comune di residenza per l’emissione della nuova carta d’identità;
  • alla Motorizzazione competente per territorio per la nuova patente;
  • in Questura per il passaporto.

Informazioni

D.P.R. 396/2000.

Consiglio di Stato n. 8422/2023.

Prefettura di Milano – Ufficio cambio nome e cognome .

[1] Si tratta per esempio dei cognomi che venivano utilizzati dagli orfanotrofi per indicare lo stato di abbandono del bambino (tra gli altri, Trovato).

[2] Per un approfondimento: L’interesse legittimo – DirittoConsenso

[3] In questo senso, la recente pronuncia del Consiglio di Stato n. 8422/2023 ha affermato che “La giurisprudenza è consolidata nel ritenere che la posizione giuridica del soggetto richiedente il cambio di cognome abbia natura di interesse legittimo, e che la P.A. disponga del potere discrezionale in merito all’accoglimento o meno dell’istanza, tenuto conto che – a fronte dell’interesse soggettivo della persona, spesso di carattere “morale” – esiste anche un rilevante interesse pubblico alla sua “stabile identificazione nel corso del tempo“.