A fine 2022 sono stati registrati circa 71 milioni di sfollati interni, a fine 2023 circa 75.9 milioni: chi sono queste persone? E cosa indica questo termine?

 

Cosa si intende con l’espressione “sfollati interni”?

Tra i tanti concetti che ruotano in tema di immigrazione e diritto dello straniero[1], c’è quello degli sfollati interni. Si tratta di individui che a livello internazionale sono indicati con la sigla IDP, cioè Internally Displaced Persons ed indicano una categoria precisa. Gli sfollati interni sono civili che sono costretti a fuggire a causa di guerre o persecuzioni. ‘Interni’ sta a precisare che rimangono all’interno dei confini di uno Stato. Per fare un esempio pensiamo agli sfollati interni ucraini che a causa della guerra, secondo un rapporto dell’IOM[2], pare siano circa 3.7 milioni.

Gli sfollati interni non sono una categoria di persone da identificare con un regime speciale (cosa che avviene invece per i rifugiati). In altre parole, gli sfollati interni non ricevono una speciale protezione da parte del diritto internazionale né beneficiano di un particolare statuto giuridico. Gli sfollati interni rientrano nella categoria di “popolazione civile” (civilian population) cioè di tutte quelle persone che non sono membri delle forze armate.

 

Gli strumenti internazionali

Ad oggi non esiste un trattato internazionale globale specifico sugli sfollati interni. Tuttavia alcune norme del diritto umanitario affrontano direttamente la questione dello sfollamento. Ad esempio, in situazioni di conflitto interno è espressamente vietato costringere i civili a lasciare il loro luogo di residenza, a meno che non lo richiedano la sicurezza delle persone coinvolte o ragioni militari imperative. Inoltre, gli abitanti di un territorio occupato non possono essere espulsi da tale territorio dalla Potenza occupante. In nessun caso una persona protetta potrà essere trasferita in un Paese in cui possa avere motivo di temere persecuzioni per le sue opinioni politiche o le sue convinzioni religiose.

La definizione di sfollato interno si trova nei Principi Guida sullo Sfollamento Interno, un documento importante ma che non ha un’efficacia vincolante per gli Stati come sarebbe nel caso di un trattato: sono quidni dei principi guida per gli Stati. I Principi Guida sullo Sfollamento Interno hanno una notevole caratteristica[3]: toccano tre rami del diritto pubblico internazionale, il diritto internazionale umanitario, il diritto dei diritti umani e il diritto dei rifugiati.

L’articolo 2 dei Principi Guida sullo Sfollamento Interno prevede che:

Ai fini di questi Principi, gli sfollati interni sono persone o gruppi di persone che sono stati costretti o obbligati a fuggire o a lasciare le loro case o i luoghi di residenza abituale, in particolare a causa o per evitare gli effetti di conflitti armati, situazioni di violenza generalizzata, violazioni dei diritti umani o disastri naturali o provocati dall’uomo, e che non hanno attraversato un confine di Stato riconosciuto a livello internazionale.”.

 

Il cuore dei Principi Guida è nel concetto di “sovranità come responsabilità” che sottolinea che, proprio perché gli sfollati interni sono cittadini o residenti del loro Stato, sono le autorità nazionali che devono fornire protezione, ripristinare e soddisfare i diritti e per porre fine al loro sfollamento. Questo concetto non esclude che gli Stati possano richiede aiuto e supporto dalle organizzazioni internazionali.

Bisogna poi citare uno strumento internazionale ma di portata regionale: la Convenzione dell’Unione Africana per la Protezione ed Assistenza degli Sfollati Interni in Africa del 2009, conosciuta come Convenzione di Kampala. La Convenzione, firmata appunto in Uganda, prevede sostanzialmente la stessa definizione di sfollati interni presente nei Principi Guida all’articolo 1, lettera k. L’Unione Africana ha 55 Stati membri ma la Convenzione di Kampala è stata ratificata solo da 33 Stati[4].

 

Dati recenti sugli sfollati interni

Tra i dati più recenti che dobbiamo conoscere ci sono quelli diffusi dal Centro di Monitoraggio degli Sfollati Interni[5], l’IDMC: il Centro riconosce e ricorda che si tratta di stime[6] ed offre una panoramica delle situazioni degli sfollati interni. Teniamo a mente, infatti, che uno sfollato interno può essere costretto a spostarsi più volte nello stesso territorio in un determinato periodo di tempo (che l’IDMC chiama anche “movimenti”).

Dal punto di vista numerico, i conflitti in Sudan, Repubblica Democratica del Congo e Palestina compongono quasi i due terzi dei movimenti degli sfollati interni nel 2023. Gli sfollati interni a livello globale sono, alla fine del 2023, 75.9 milioni di cui 46% vivono nell’Africa Subsahariana.

Tra i numeri del 2023 merita attenzione un altro dato: l’IDMC sottolinea che inondazioni, temporali, terremoti, incendi ed altri disastri[7] sono la causa dello sfollamento di 26.4 milioni di persone[8]. Questo non deve far cadere nella banalità che si tratti di eventi disastrosi avvenuti negli Stati meno sviluppati perché tra questi ci sono Canada e Nuova Zelanda che hanno riportato nel 2023 i dati più alti mai registrati.

Dall’inizio del 2024 possiamo già contare su dati preoccupanti sulla questione degli sfollati interni. Per esempio, le conseguenze delle forti piogge e delle conseguenti inondazioni in Brasile, in particolare nello stato di Rio Grande do Sul, uno degli Stati più importanti per l’economia brasiliana, sono state le vittime, gli imponenti danni strutturali, ambientali ed economici e i poco più di 600 mila sfollati interni. Dobbiamo anche citare l’inasprimento dei combattimenti, nella Striscia di Gaza[9], in Ucraina – specialmente nell’area di Kharkiv[10] – e in Sudan[11] da dove la guerra civile, la carestia e l’aumento dei livelli di violenza hanno segnato un’ulteriore crisi umanitaria nel continente africano con gravi conseguenze per la popolazione e l’alto numero di sfollati interni.

Informazioni

Guiding Principles on Internal Displacement | UNHCR.

African Union Convention for the Protection and Assistance of Internally Displaced Persons in Africa.

Guiding principles on internal displacement – ICRC.

Cantor, D.J. (2018) Returns of internally displaced persons during armed conflict : international law and its application in Colombia. Leiden: Brill Nijhoff.

[1] Alcuni approfondimenti su questi temi: Alcune precisazioni sull’immigrazione – DirittoConsenso e I flussi migratori: comprendere il fenomeno – DirittoConsenso.

[2] Fonte: Ukraine — Research Report — From Place to Place: Community Perception of Displacement and Durable Solutions in Ukraine (May 2024) | Displacement Tracking Matrix (iom.int).

[3] S0020860400091270a.pdf (icrc.org).

[4] 36846-sl-AFRICAN_UNION_CONVENTION_FOR_THE_PROTECTION_AND_ASSISTANCE_OF_INTERNALLY_DISPLACED_PERSONS_IN_AFRICA_KAMPALA_CONVENTION_1.pdf (au.int).

[5] Internal Displacement Monitoring Centre, IDMC. Link: Conflicts drive new record of 75.9 million people living in internal displacement | IDMC – Internal Displacement Monitorning Centre (internal-displacement.org).

[6] La questione dei dati è centrale anche per lo studio di questi fenomeni. Anche l’EGRISS (Expert Group on Refugee, IDP and Statelessness Statistics) sottolinea l’importanza avere una metodologia solida nella raccolta dei dati.

[7] L’IDMC ricorda soprattutto le grandi alluvioni ed il ciclone Freddy nel sud est in Africa ma anche i terremoti come quello che ha colpito Turchia e Siria del febbraio 2023.

[8] Le questioni ambientali, il delicato rapporto tra popolazioni e territorio e l’impatto della crisi ambientale sulla stabilità, sulle risorse economiche e sui legami sociali (climate security) sono fattori sempre più frequenti nello studio del diritto internazionale, anche umanitario.

[9] Secondo l’IDMC già al 31 dicembre 2023 l’83% della popolazione della Striscia di Gaza viveva in situazioni di sfollamento interno. Maggiori informazioni: Palestine – Conflict in Gaza leaves 83 per cent of the population internally displaced in less than three months | IDMC – Internal Displacement Monitorning Centre (internal-displacement.org).

[10] UNHCR alarmed at growing humanitarian needs around Kharkiv, Ukraine | UNHCR.

[11] Grave concern over civilians cut off from life-saving aid in Sudan | UNHCR.