Che cos’è il Mercosur? Come ci si è arrivati, quali Stati ne fanno parte e come funziona
Introduzione
L’Unione europea non è l’unico modello di integrazione fra Stati[1], anche se è quello che ci viene subito in mente e che ne rappresenta un esempio ben riuscito, dal momento che le sue istituzioni agiscono quotidianamente nel panorama internazionale. Anche nell’area latino-americana, infatti, si sono diffuse forme di cooperazione, tra cui il Mercosur.
In spagnolo, Mercosur è acronimo di “Mercato Comune del Sud” ed è il nome che identifica un processo di integrazione fra Stati sudamericani iniziato con la stipula del Trattato di Asunción firmato nella capitale del Paraguay il 26 marzo del 1991.
Questa data è significativa alla luce della storia recente dell’America Latina. L’espressione stessa America Latina, oltre a suscitare a molti, immagini vivide di balli e cibi esotici, rimanda all’idea di un insieme di Stati dai confini geografici e culturali che pochi hanno fissi nelle mente. Un altro luogo comune, è quello del golpe militare, ma se è diventato tale un motivo c’è. Effettivamente, nel secolo scorso gli Stati latino-americani hanno attraversato profondi periodi di instabilità politica[2], che sono stati terreno fertile per la nascita di governi autoritari. Fu con la caduta, in alcuni casi spontanea, di questi regimi e la transizione alla democrazia avvenuta negli anni Ottanta che si aprì un dialogo che portò alla costituzione, tra alcuni di questi Stati, del Mercosur.
Che cos’è e da chi è composto
Fatta questa premessa storica, di seguito entreremo più nel dettaglio per analizzare al meglio questo fenomeno. Giuridicamente, un processo di integrazione è un cammino che due o più Stati
intraprendono, tramite la firma di uno o più accordi, quando decidono di rafforzare i loro legami, puntando a cooperare in alcuni settori di interesse comune. Così facendo, diminuiscono o allentano le barriere che li separano: l’idea di fondo è garantire una coesistenza pacifica che può derivare dall’unire le forze nel perseguimento di obiettivi comuni.
Originariamente, il Mercosur venne costituito dai Paesi della fascia atlantica del Sudamerica, cioè Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. A questi, nel 2006 si unì il Venezuela, divenendo ufficialmente il primo Stato non fondatore a entrare nel trattato. Tuttavia, la sua partecipazione è stata sospesa dall’agosto del 2017 per il mancato rispetto dell’ordine democratico che è una delle condizioni per poter essere parte del Mercosur, stabilite nel Protocollo di Ushuaia[3] del 1998.
Hanno poi assunto il ruolo di Stati associati, cioè senza la piena titolarità dei diritti e doveri che derivano da una completa adesione al trattato, la Bolivia, il Cile, la Colombia, l’Ecuador, il Guyana, il Perù e il Suriname. Questa qualifica si consegue con la stipula di accordi parziali e la manifestazione delle volontà di entrare a far parte del sistema. È del luglio 2024 l’annuncio da parte del presidente boliviano Luis Arce della formalizzazione dell’accordo di ammissione a pieno titolo della Bolivia nel sistema del Mercosur.
Obiettivi e struttura
Come spesso capita, a mettere d’accordo i fondatori fu anzitutto il tema economico. Tra i suoi principali obiettivi, il Mercosur ha la costruzione di un mercato comune perseguendo:
- la libera circolazione dei beni e dei servizi, dei fattori produttivi con l’eliminazione delle dogane e di qualunque tipo di dazio sulla circolazione delle merci.
- l’adozione comune di un dazio unico esterno, di una politica commerciale comune con i Paesi terzi e una coordinazione nelle piazze economiche e commerciali regionali e internazionali.
- la coordinazione delle politiche macroeconomiche degli Stati parte.
- l’impegno degli Stati parte ad armonizzare le rispettive legislazioni per ottenere una migliore integrazione degli ordinamenti.
Per realizzare questi obiettivi, il Mercosur si serve di:
- un Consiglio del Mercato Comune (CMC) che ha il compito di alta conduzione politica del sistema e che è composto dai Ministri degli Esteri e dell’Economia e si riunisce almeno una volta per semestre;
- un Gruppo Mercato Comune (GMC) incaricato di dirigere il processo di integrazione nelle decisioni quotidiane. Ne fanno parte quattro membri titolari e quattro supplenti per ciascuno Stato, designati tra gli appartenenti alle carriere del Ministero degli Esteri e dell’Economia o delle Banche centrali. Il Gruppo ha poi un’organizzazione interna strutturata in gruppi e sottogruppi di lavoro;
- una Commissione di Commercio del Mercato (CCM) che si occupa di gestire gli strumenti istituiti della politica commerciale. La sua composizione è uguale a quella del GMC e i membri nominati sono coordinati dai Ministeri degli Esteri degli Stati. Si riunisce una volta al mese.
Le decisioni vengono prese per “consenso”, una modalità che, dal punto di vista giuridico, consiste in un superamento delle eventuali frizioni e contrarietà tramite un’attività di persuasione anche molto prolungata, in modo da adottare regole il più condivise possibili. Conclusa questa forma di negoziazione, le norme approvate dovranno essere incorporate in ciascun ordinamento degli Stati. Per fare ciò, si segue la procedura sancita dall’art. 40 del Protocollo di Ouro Preto[4] secondo la quale è rimessa a ciascun governo nazionale l’adozione dei provvedimenti più appropriati per il raggiungimento dello scopo e la conseguente comunicazione dell’esito positivo alla Segreteria del Mercosur.
Oltre a queste tre istituzioni principali e originarie è stato istituito nel 2005 un Parlamento – Parlasur – che rappresenta tutti i cittadini degli Stati membri. All’inizio era formato da 18 deputati per Stato scelti dai parlamenti nazionali, successivamente il numero dei deputati per ogni Paese è stato ridefinito per tenere conto del diverso peso demografico che li caratterizza: all’Argentina sono attribuiti 43 seggi, al Brasile 75, al Paraguay e all’Uruguay 18 e al Venezuela 33. Le modalità di elezioni sono rimesse ai singoli Stati che possono prevedere sia una forma di elezione diretta[5] sia indiretta[6]. Il Parlamento è suddiviso al suo interno in dieci commissioni permanenti competenti per materia e si riunisce in dieci sessioni plenarie annuali a Montevideo, la capitale dell’Uruguay che è la sede principale del Mercosur.
Istituzioni minori e Cittadinanza Mercosur
Completano il panorama istituzionale altri organi minori come il Fondo di Convergenza Strutturale (FOCEM) destinato a sovvenzionare programmi economici a sostegno delle aree più svantaggiate, l’Istituto di Politiche Pubbliche per i Diritti Umani (IPPDH), l’Istituto Sociale del Mercosur (ISM), la Segreteria del Mercosur (SM) e il Tribunale Permanente di Revisione (TPR).
Quest’ultimo ha il compito di risolvere le controversie che sorgono tra gli Stati membri e opera seguendo un metodo che prevede tre fasi, di cui la prima è una procedura di negoziazione nella quale interviene il Gruppo Mercato Comune. Scaduti i termini previsti per concludere la controversia nella fase precontenziosa, si apre il secondo momento in cui gli Stati interessati possono chiedere la procedura arbitrale. In terzo luogo, vi è la fase giurisdizionale nella quale la questione viene rimessa al tribunale.
La cooperazione si è estesa nel corso degli anni a una ventina di materie, tra cui, a titolo esemplificativo rientrano: la scienza e la tecnologia, l’agricoltura, i trasporti, la cultura, l’ambiente, la giustizia. Il processo di integrazione si è ulteriormente rafforzato con l’introduzione dello Statuto della Cittadinanza del Mercosur[7], uno status che conferisce ai cittadini degli Stati membri un insieme di diritti e benefici. Tra questi ci sono le libertà di circolazione e residenza, il diritto all’assistenza consolare, i diritti sociali del lavoro, della sicurezza sociale e di istruzione riconosciuti alle stesse condizioni dei cittadini dello Stato membro in cui si va a studiare o lavorare, il diritto alla qualità dei servizi di radiocomunicazione e radiodiffusione e del servizio postale.
Conclusioni
Da ultimo, rimangono da fare alcune valutazioni sullo stato attuale del Mercosur. In un rapporto dell’Osservatorio di politica internazionale[8] del Parlamento italiano, ormai datato di qualche anno, si evidenzia che il risultato più importante di questa prima forma di regionalismo in Sudamerica è l’aver garantito la tenuta democratica dei Paesi. Infatti, è grazie al Mercosur che si è evitato il colpo di Stato in Paraguay nel 1996.
Le maggiori criticità riguardano l’equilibrio interno del sistema che si regge sull’asse Brasile – Argentina che sono i due membri che giocano il ruolo determinante viste le loro dimensioni, rischiando di soffocare gli Stati più piccoli. Allo stesso tempo, l’Osservatorio ha sottolineato che il fatto di non aver portato a termine completamente l’unione doganale ha permesso una certa flessibilità che si è rivelata determinante per reggere l’urto delle grandi crisi economiche dei primi anni 2000 in Brasile e Argentina.
Informazioni
Inserisci qui la bibliografia
[1] Sulle particolarità dell’Unione Europea invito a leggere: L’UE: un’organizzazione peculiare – DirittoConsenso.
[2] Per un approfondimento storico delle dittature militari si veda l’articolo della fondazione Gariwo presente a questo link.
[3] Protocollo di Ushuaia, in lingua originale, definito ufficialmente “Protocollo addizionale al Trattato di Asunción sull’Impegno Democratico, la Repubblica di Bolivia e la Repubblica del Cile”.
[4] Protocollo di Ouro Preto, in lingua originale, definito ufficialmente “Protocollo addizionale al Trattato di Asunción sulla Struttura Istituzionale del Mercosur”.
[5] È il caso del Paraguay e dell’Argentina.
[6] Si tratta del Brasile e dell’Uruguay.
[7] Con Decisione del CMC n°64/2010
[8] Dal rapporto CeSPI I processi di integrazione in America latina, pagine 1-7
Luca Pasin
Ciao, sono Luca. Sono uno studente di giurisprudenza all'Università di Torino. Mi piace scrivere, lo considero un momento di confronto personale dove ciascuno si può mettere in gioco e un momento di scambio con il lettore.



