Approfondimento sul Decreto-legge cultura 2024 che stabilisce il Piano Olivetti per la cultura e diverse misure urgenti per la cultura ed il patrimonio culturale
Le priorità elencate del Decreto-legge cultura 2024
A fine 2024 è stato emanato il Decreto-legge 27 dicembre 2024, n. 201 informalmente noto come Decreto-legge cultura 2024. Il decreto in questione è passato quasi del tutto inosservato; tuttavia, le materie e gli ambiti su cui interviene sono rilevanti e si collegano alla Legge di Bilancio 2025.
Ma prima di tutto dobbiamo ricordare cos’è un decreto-legge cioè quel decreto che si trova spesso abbreviato in “d.l.”[1]. Un decreto-legge è un atto avente forza di legge[2], cioè un atto normativo che, emanato eccezionalmente per affrontare questioni attuali, è parificato alla legge. La base normativa del decreto-legge risiede nell’articolo 77 della Costituzione[3].
Dato il carattere urgente dello strumento del decreto-legge, il Decreto-legge cultura 2024 ha le seguenti priorità:
- Emanare disposizioni per favorire lo sviluppo della cultura come bene comune accessibile e integrato nella vita delle comunità;
- Emanare disposizioni per promuovere la cultura come strumento di dialogo e di integrazione;
- promuovere la lettura, rafforzare la rete delle biblioteche, tutelare le librerie di prossimità e quelle storiche come strumenti di socialità e di educazione intellettuale e civica, di ampliare l’offerta culturale dei quotidiani a diffusione cartacea, nonché di sostenere le Istituzioni culturali;
- celebrare il venticinquesimo anniversario della Convenzione di Firenze, cioè la Convenzione europea del paesaggio[4];
- adottare specifiche misure di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, per l’impignorabilità dei relativi fondi nonché in materia di formazione;
- adottare specifiche misure per la semplificazione degli interventi sul patrimonio culturale, per il cinema e per il settore audiovisivo, nonché’ in materia di Bonus cultura 18app, Carta della cultura Giovani e Carta del merito;
- adottare misure in materia di personale del Ministero della cultura.
Il Piano Olivetti per la cultura ed i progetti di cooperazione culturale con l’Africa ed il Mediterraneo allargato
Tra gli interventi più importanti del Decreto-legge cultura 2024 ce ne sono due: il Piano Olivetti per la cultura ed i piani di cooperazione culturale con l’Africa ed il Mediterraneo allargato. L’articolo 1 prevede il “Piano Olivetti per la cultura” che è tra le nuove politiche in ambito culturale del Governo. L’articolo 2 invece prevede l’istituzione di un’unità di missione[5] per la realizzazione di progetti di cooperazione culturale con l’Africa ed il Mediterraneo allargato. Il Piano Olivetti per la cultura ed i progetti di cooperazione sono visti come attività complementari tra loro – ed i progetti con l’Africa sono inoltre legati al Piano Mattei – e sono state accolte positivamente dal ministro della cultura Alessandro Giuli[6].
Nello specifico, gli obiettivi del Piano Olivetti per la cultura sono:
- favorire lo sviluppo della cultura come bene comune accessibile e integrato nella vita delle comunità, nel rispetto del principio di sussidiarietà orizzontale;
- promuovere la rigenerazione culturale delle periferie, delle aree interne e delle aree svantaggiate, in particolare quelle caratterizzate da marginalità sociale ed economica, degrado urbano, denatalità e spopolamento;
- valorizzare le biblioteche, con il loro patrimonio materiale e digitale, quali strumenti di educazione intellettuale e civica, di socialità e di connessione con il tessuto sociale;
- promuovere la filiera dell’editoria libraria, anche attraverso il sostegno alle librerie caratterizzate da lunga tradizione, interesse storico-artistico e di prossimità;
- tutelare e valorizzare il patrimonio e le attività degli archivi nonché degli istituti storici e culturali, quali custodi della storia e della memoria della nazione.
Le misure urgenti ed il problema (più ampio) dei fondi alla cultura
Tra le misure urgenti previste dal Decreto-legge cultura 2024 c’è l’intervento complessivo di 44 milioni di euro per editoria, biblioteche e librerie. Ci sono poi 10 milioni di euro destinati ad ampliare l’offerta culturale dei quotidiani in formato cartaceo attraverso il potenziamento delle pagine dedicate a cultura, spettacolo e settore audiovisivo ed 800 mila euro per la celebrazione dei venticinque anni della Convenzione di Firenze del 2000. Infine, sempre dal punto di vista economico, è stato raggiunto l’accordo per il finanziamento stabile di quattro istituti: la Giunta Storica Nazionale, l’Istituto italiano per la storia antica, l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea e l’Istituto italiano di numismatica[7].
Da un punto di vista organizzativo, la già conosciuta fondazione dei beni e delle attività culturali è ufficialmente ridenominata “Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali”. Inoltre l’articolo 9 del Decreto prevede che non sono soggetti a esecuzione forzata i fondi del Ministero della cultura destinati, in forza di una norma di legge o di un provvedimento amministrativo, a un pubblico servizio per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale[8]. L’articolo 10 prevede ulteriori misure in materia di tutela e valorizzazione che modificano in alcuni punti la normativa già esistente.
Al contempo, e sempre alla fine del 2024, con la Legge di Bilancio 2025 ci sono stati diversi tagli[9]: un taglio di 147 milioni nel 2025, 178 nel 2026 e 204 nel 2027 per le spese consentite al Ministero della Cultura. Ma anche tagli di 100 milioni di euro per la tutela del patrimonio culturale, di 36 milioni alle belle arti, di 18 ai beni librari e dell’editoria, di 13,5 ai beni archivistici, di 3 milioni al cinema. Tagli dunque che rischiano non solo di rendere concretamente difficile una tutela del patrimonio culturale ma anche di ridimensionare gli interventi del Decreto-legge cultura 2024.
Informazioni
Decreto-legge 27 dicembre 2024, n. 201.
Piano Olivetti per la Cultura. La cultura come bene comune – Programma Nazionale Cultura 2021-2027.
[1] Proprio come il decreto legislativo (abbreviato in “d. lgs.”).
[2] Il decreto legislativo è generalmente adottato per materie complesse o specifiche. Un esempio è il D. Lgs. N. 42 del 2004 che è informalmente noto come Codice dei beni culturali e del paesaggio.
[3] “Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria.
Quando, in casi straordinari di necessità e d’urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni.
I decreti perdono efficacia sin dall’inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.”.
[4] Questa Convenzione è stata ratificata con la legge 9 gennaio 2006, n. 14.
[5] In base all’articolo 2 comma 3 del Decreto in questione l’unità di missione opera fino alla data del 31 dicembre 2028 alle dirette dipendenze dell’ufficio di Gabinetto del Ministro della cultura. L’unità di missione si occuperà, insieme al ministero degli Esteri, di coordinare progetti e interventi di cooperazione culturale con Stati e organizzazioni internazionali africane, di promuovere il dialogo tra enti e istituzioni culturali anche Mediterraneo allargato e, allo stesso tempo, di sostenere i “progetti di rigenerazione culturale nelle aree del Mezzogiorno“.
[6] Approvato il Decreto Cultura: Piano Olivetti per le periferie; cooperazione culturale con Africa e Mediterraneo; 44 milioni di euro per biblioteche, librerie ed editoria – Ministero della cultura.
[7] L’articolo 5 del Decreto specifica: 700 mila euro per la Giunta storica nazionale; 300 mila euro per l’Istituto italiano per la storia antica; 400 mila euro per l’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea; 200 mila euro per l’Istituto italiano di numismatica.
[8] Per un approfondimento sulla valorizzazione del patrimonio culturale: La valorizzazione del patrimonio culturale – DirittoConsenso.
[9] Legge di Bilancio 2025, annus horribilis per la cultura italiana – Il Sole 24 ORE.
Lorenzo Venezia
Ciao, sono Lorenzo. Ho ottenuto la laurea in giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca con una tesi sul recupero dei beni culturali nel diritto internazionale e sul ruolo dell'INTERPOL e poi ho completato il master "Cultural property protection in crisis response" all'Università degli Studi di Torino. Ho studiato la tutela dei beni culturali nel diritto internazionale ed il traffico illecito di beni culturali e oggi approfondisco il ruolo delle organizzazioni culturali.



