La riforma della Moudawana affronta tensioni tra modernizzazione e religione, cercando un equilibrio inclusivo tra tradizione e diritti

 

Cos’è la Moudawana?

La riforma della Moudawana, il Codice della Famiglia marocchino, si appresta a giungere ad una conclusione. Dall’inizio del processo di riforma, nel 2022, il testo sarà discusso in parlamento durante la sessione di primavera e ci si aspetta che sia ufficializzato prima della prossima Festa del Trono, nel luglio 2025.

La Moudawana, accettata come codice legale ufficiale in Marocco nel 1958, fu firmata durante il regno di Mohammed V. Questa prima versione, spesso vista come un simbolo dell’identità islamica che sostituisce le tradizioni, è stata fin dall’inizio discussa dai teorici in quanto riflette un modello patriarcale, che rende l’élite maschile dominante.

Il testo è stato pensato inizialmente in aderenza i principi della sharia. Tuttavia, l’influenza dei movimenti sociali e la mobilitazione delle donne a favore dell’uguaglianza hanno fin da subito criticato, mostrando una tendenza della popolazione marocchina a pretendere leggi più moderne e più laiche, fin dalla pubblicazione del Codice, creando uno spazio favorevole alle richieste di cambiamento o di riforma in modo che il testo riflettesse pienamente la società contemporanea.

 

Le riforme

La Moudawana, ha costituito per decenni la base giuridica che regolava le relazioni familiari in Marocco. La normativa ha per lungo tempo sancito una visione tradizionale e gerarchica della famiglia, con l’uomo come capo e principale detentore dell’autorità. Le modifiche apportate nel 1993 hanno introdotto alcuni miglioramenti, ma è stata la riforma del 2004, voluta da re Mohammed VI[1], a rappresentare una svolta più significativa. Tuttavia, nonostante i progressi, molte disposizioni sono rimaste discriminatorie, in particolare per le donne e i minori.

La discrezionalità lasciata ai giudici nell’applicazione delle norme ha generato una giustizia diseguale, spesso influenzata dal contesto locale. Nelle aree rurali, la limitata diffusione delle nuove norme e l’alto tasso di analfabetismo hanno ostacolato la consapevolezza dei diritti sanciti dalla legge. In questo contesto, la necessità di una nuova riforma si è fatta sempre più urgente, alimentata dalle istanze della società civile, delle associazioni femministe e da un cambiamento sociale che chiede maggiore equità e inclusività.

 

Il processo di riforma in corso

Nel luglio 2022, in occasione della festa nazionale, il re Mohammed VI ha annunciato una nuova riforma, sorprendendo sia la sfera politica sia quella civile, soprattutto in quanto arrivava da una pura iniziativa reale e non da una pressione dell’opinione pubblica.  Il processo è stato formalmente avviato nel dicembre 2023, con il conferimento di un mandato ufficiale al Primo Ministro Aziz Akhannouch, al Ministro della Giustizia Abdellatif Ouahbi e ad altri attori istituzionali chiave. La riforma è stata pensata come un processo partecipativo, con una serie di consultazioni nazionali che hanno coinvolto oltre 1.500 associazioni della società civile, esperti di diritto, accademici e rappresentanti religiosi.

Dopo una prima proposta di modifiche, a partire dal giugno 2024, il Re ha convocato il Consiglio Superiore degli Ulemà, istituzione avente lo scopo di sostenere la politica religiosa musulmana del Marocco. Secondo l’articolo 41 della Costituzione, questo passaggio è fondamentale con l’obiettivo di costruire un consenso ampio attorno a un nuovo modello di giustizia familiare, capace di conciliare i valori religiosi con i principi di uguaglianza, equità e dignità sanciti dalla Costituzione marocchina del 2011.

Il parere espresso dal Consiglio Superiore degli Ulemà, sebbene consultivo, ha un peso significativo nelle decisioni del Re: chiarisce i nodi interpretativi e impone ai fedeli il rispetto delle sue indicazioni. Questo riflette la profonda religiosità che permea la società marocchina, dove la fede continua a scandire la vita quotidiana e collettiva.

In questo contesto, Re Mohammed VI si confronta con la complessa sfida di mantenere la sua legittimità religiosa promuovendo al contempo i diritti delle donne, spesso strumentalizzati nel dibattito politico. I partiti islamisti, come il PJD, vedono nella riforma una minaccia alla loro autorità morale e si presentano come difensori dei valori islamici, opponendosi alle spinte modernizzatrici percepite come influenze occidentali. I gruppi radicali, come Al Adl wal-Ihsan, rifiutano ogni modifica che si discosti dalla dottrina religiosa, aggravando le difficoltà del processo. Anche l’Associazione marocchina per i diritti umani ha criticato l’accentramento monarchico, sottolineando come tradizioni e religione continuino a ostacolare un cambiamento pienamente emancipatorio.

A differenza del 2004, l’attuale processo di riforma adotta un approccio più inclusivo, volto a evitare fratture sociali, dando spazio a tutte le voci, indipendentemente dal loro orientamento ideologico.

 

I principali punti di riforma

Gli emendamenti principali riguardano il diritto femminile nella vita familiare, rinforzandolo in materia di divorzio, successione, tutela dei figli e poligamia.

Una delle raccomandazioni più significative è stata quella di innalzare l’età legale del matrimonio a 18 anni. Sebbene già la legge marocchina stabilisca l’età minima per il matrimonio a 18 anni, l’articolo 20 del Codice della Famiglia consente ai giudici di autorizzare eccezioni, permettendo così la celebrazione di numerosi matrimoni precoci. Nel 2020 sono state concesse oltre 13.000 deroghe su quasi 20.000 richieste, a cui si aggiungono i matrimoni consuetudinari, diffusi soprattutto nelle zone rurali. Per porre fine a questa pratica, il comitato incaricato della riforma della Moudawana ha raccomandato la criminalizzazione del matrimonio minorile, fissando in modo inequivocabile l’età minima a 18 anni.

In materia di divorzio, viene introdotta la possibilità di separarsi consensualmente senza dover ricorrere al tribunale, semplificando così le procedure e riducendo i tempi. Nei casi di divorzio giudiziale, il processo dovrà concludersi entro sei mesi.

Una svolta importante riguarda l’affidamento dei figli. La nuova riforma riconosce esplicitamente la responsabilità condivisa dei genitori, superando il principio secondo cui il padre era l’unico tutore legale. Inoltre, le madri divorziate potranno mantenere la custodia anche in caso di nuovo matrimonio, a meno che non vi siano prove concrete di inadeguatezza o pericolo per il minore.

La poligamia, pur non abolita, viene ulteriormente limitata. Sarà possibile solo in casi eccezionali, come la sterilità della prima moglie, e previa autorizzazione giudiziaria. La donna potrà inoltre inserire nel contratto matrimoniale una clausola di opposizione alla poligamia. Sul piano dell’eredità, la riforma mantiene la divisione secondo la legge islamica, che prevede quote differenti per uomini e donne. Tuttavia, si prevede la possibilità di utilizzare strumenti legali come testamenti e donazioni per attribuire parte del patrimonio a figlie o coniugi non musulmani.

Viene inoltre introdotto il diritto per il coniuge superstite di continuare a vivere nella casa coniugale, evitando situazioni di sfratto.

Un’altra innovazione significativa riguarda il riconoscimento del lavoro domestico svolto dalla moglie durante il matrimonio. Questo verrà valorizzato economicamente nella divisione dei beni coniugali in caso di separazione.

Infine, per facilitare l’accesso alla giustizia e migliorare la consapevolezza dei diritti, verranno istituiti sportelli dedicati all’interno dei tribunali della famiglia. Inoltre, i futuri coniugi dovranno partecipare a sessioni informative sui rispettivi diritti e doveri prima di contrarre matrimonio, con l’obiettivo di prevenire conflitti e promuovere relazioni più equilibrate.

 

Sviluppi più recenti

Il Consiglio Supremo degli Ulemà ha approvato solo parzialmente la proposta di riforma della Moudawana, opponendosi in particolare all’eguaglianza in materia di eredità e al riconoscimento dei diritti successori ai figli di fede diversa. Tale rifiuto, motivato dall’impossibilità di reinterpretare i testi religiosi in questo ambito, evidenzia il conflitto ancora irrisolto tra le esigenze religiose e quelle sociali. Nonostante ciò, la riforma rappresenta un primo passo importante verso l’adattamento del diritto formale alla realtà sociale, con un potenziale valore educativo per le future generazioni in termini di diritti delle donne e relazioni familiari.

 

Conclusione

La riforma della Moudawana rappresenta un passaggio cruciale per il Marocco, nel tentativo di costruire una giustizia familiare più equa, inclusiva e coerente con l’evoluzione della società. Se approvata dal Parlamento entro la fine del 2025, come auspicato, essa potrà costituire un modello innovativo di equilibrio tra modernità e tradizione, tra diritto positivo e valori religiosi. Le sfide non mancano, ma il percorso avviato appare promettente: un segnale importante verso il riconoscimento dei diritti delle donne, la tutela dell’infanzia e la promozione di una cultura giuridica fondata sul rispetto e sull’uguaglianza.

Informazioni

Sbai, S. (2024, April 17). Mudawana: il processo di riforma in Marocco. L’Opinione Delle Libertà. https://opinione.it/esteri/2024/04/17/souad-sbai-mudawana-processo-riforma-marocco/

Maresca, M. (2025, February 26). Marocco, ultimata la riforma della Moudawana: bilanciamento tra religione e progresso. Il Caffè Geopolitico APS. https://ilcaffegeopolitico.net/994126/il-marocco-ultima-la-riforma-della-moudawana-bilanciamento-tra-religione-e-progresso

Chraibi, S. (2025, February 5). [Moudawana] Behind the scenes of a reform. Telquel.ma. https://telquel.ma/2025/02/05/moudawana-behind-the-scenes-of-a-reform_1915898

Hilal Y. (2024) Évolution et réformes potentielles du code de la famille de la Moudawana au Maroc — Arabe. https://cle.ens-lyon.fr/arabe/civilisation/monde-arabe/evolution-et-reformes-potentielles-du-code-de-la-famille-de-la-moudawana-au-maroc

Rédaction, L. (2023b, September 29). Moudawana : L’ensemble du pouvoir judicaire se réunit pour accélérer la réforme. Telquel.ma. https://telquel.ma/instant-t/2023/09/29/moudawana-lensemble-du-pouvoir-judicaire-se-reunit-pour-accelerer-la-reforme_1833642/

El Ouardighi, S. (2025, April 8). Reforme de la Mouawana: le exte probablement adopté à la session parlamentaire du printemps. Medias24. https://medias24.com/2025/04/08/reforme-de-la-moudawana-le-texte-probablement-adopte-a-la-session-parlementaire-du-printemps-sources-politiques/

[1] Mohammed VI è stato incoronato nel 1999 su base ereditaria. Per un approfondimento sulle origini della monarchia e della forma di governo del Marocco invito a leggere: La forma di governo del Marocco: tra tradizione islamica e democrazia occidentale – DirittoConsenso.

Alessandra Cappi

Ciao, sono Alessandra. Sono neolaureata in Relazioni Internazionali presso l'Università Luiss. La mia formazione accademica è stata arricchita da tante esperienze internazionali: ho completato la triennale a Torino, partecipato a un programma di Doppia Laurea a Bordeaux e trascorso un periodo a Rabat, in Marocco. Mi considero una vera giramondo, sempre pronta a esplorare nuove prospettive e a confrontarmi con diverse realtà. Trovo la politica molto interessante, ma il diritto internazionale e gli studi migratori rimarranno sempre le mie più grandi passioni.


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