Articolo 12 del Testo Unico Immigrazione

Articolo 12 del Testo Unico Immigrazione: la questione dell'ingresso irregolare

Reato di pericolo o di ingresso? Il delitto di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare, l’articolo 12 del Testo Unico Immigrazione, alla luce delle considerazioni sul procurato ingresso

 

Introduzione: i dati attuali del fenomeno migratorio

4028 il numero di migranti sbarcati via mare dall’inizio dell’anno corrente[1], 372 il numero di minori non accompagnati. Uomini, donne e bambini in fuga da disordini sociopolitici e/o economici affrontano lunghe traversate in vista di un presente migliore. Il cambiamento climatico non risparmia neanche chi, in grave stato di povertà, lascia la propria casa per un futuro incerto[2]. L’Italia, dal canto suo, è divenuta sempre più rilevante sul tema. La repressione del potere legislativo, europeo e nazionale[3], si scontra con il filantropismo di Organizzazioni non Governative e privati, intenti a soccorrere e salvare vite umane. Dato il recepimento del c.d. Facilitators Package[4], l’Italia ha mal implementato la disciplina interna, finendo con l’apportare importanti contraddizioni[5]. A causa della disciplina del favoreggiamento dell’immigrazione irregolare come previsto dall’articolo 12 Testo Unico Immigrazione[6], sono stati aperti numerosi procedimenti penali a carico di chi ha prestato aiuto a migranti. Questi processi si sono conclusi con l’adozione di sentenze di assoluzione nella pressoché totalità dei casi.

Come qualificare giuridicamente l’articolo 12, comma 1 del Testo Unico Immigrazione?

 

Analisi dell’articolo 12 Testo Unico Immigrazione

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, in violazione delle disposizioni del presente testo unico, promuove, dirige, organizza, finanzia o effettua il trasporto di stranieri nel territorio dello Stato ovvero compie altri atti diretti a procurarne illegalmente l’ingresso nel territorio dello Stato, ovvero di altro Stato del quale la persona non è cittadina o non ha titolo di residenza permanente, è punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa di 15.000 euro per ogni persona[7].

Il reato descritto nel primo comma dell’articolo 12 Testo Unico Immigrazione non risulta di semplice comprensione. Per quanto riguarda il momento dell’ingresso, è un reato di pericolo o di evento? Si consideri, anzitutto, il controllo dello Stato sui flussi migratori quale bene giuridico tutelato dalla disposizione. A ciò, consegue la volontà del legislatore di anticipare il più possibile la soglia di punibilità della condotta di favoreggiamento. Per fare questo, la norma presuppone la necessità di dimostrare la finalità dello sbarco, elemento che apre a numerosi interrogativi.

Ad esempio, se l’ingresso è irrilevante ai fini della consumazione del reato, come punire chi procura un ingresso che, in ultimo, non si è verificato? Potrebbero, così facendo, essere incriminati comportamenti concretamente non lesivi attraverso un modello estremo di anticipazione della tutela. Sul punto, la Corte di cassazione[8] ha cercato di ridurre l’ambito applicativo – potenzialmente illimitato – della norma. L’ingresso “in violazione delle disposizioni del presente testo unico” è tale quando privo dei requisiti sostanziali per l’entrata sul territorio, mentre le “attività dirette a procurare l’ingresso degli stranieri sul territorio dello Stato” sono tali quando soggettivamente dirette allo scopo di agevolare esclusivamente l’ingresso illegale, in linea con il principio di tassatività[9].

 

La giurisprudenza

Neanche la giurisprudenza è stata in grado di mantenere una posizione uniforme sul punto. Pur registrando una posizione pressoché dominante per l’orientamento che oggi qualifica l’articolo 12 comma 1 Testo Unico Immigrazione quale reato di pericolo, procedere ad una visione panoramica del problema può chiarire i contrasti sottesi alla materia.

La tesi minoritaria sostiene, infatti, la natura del reato quale d’evento. Difatti, considerando il delitto quale reato di pericolo – secondo cui il legislatore, anticipando la tutela, reprimerebbe i fatti che minacciano l’esistenza e/o il godimento del bene[10] – si realizzerebbe una finzione giuridica[11]. Finzione che, a ben vedere, finirebbe potenzialmente con l’incriminare una condotta perfettamente lecita: l’articolo in esame, infatti, prevede quale disvalore le azioni volte concretamente a permettere l’ingresso entro i confini nazionali e non la semplice attività di trasporto dei migranti[12]. L’orientamento della posizione oggi dominante, secondo la tesi minoritaria, porterebbe ad una presunzione che finirebbe per far risultare qualsiasi tipologia di prova contraria come inutile e vana[13], posto che la condizione di punibilità sarebbe ampiamente anticipata rispetto all’eventuale effettivo ingresso. Di questo avviso è la Corte di cassazione in seguito alla riforma del 2002, secondo cui: “[…] finché lo straniero favorito non ha ancora fatto ingresso, la fattispecie di reato prevista dall’art 12 del D. L.vo n 286/98 non è ancora stata realizzata, in quanto chi favorisce non ha ancora procurato l’ingresso del favorito nel territorio dello Stato[14].

Al contrario, secondo l’orientamento dominante[15], inaugurato con la pronuncia n°4586 del 2000[16], il delitto di cui all’articolo 12 Testo Unico Immigrazione ha natura di reato di pericolo ove è del tutto irrilevante il conseguimento dello scopo di sbarco irregolare. È rilevante che il soggetto agente abbia contribuito a realizzare le condizioni per l’ingresso. In altre parole, è punito non chi procuri l’ingresso ma chi alimenta la situazione di pericolo preliminare rispetto all’entrata stessa.  L’ingresso, pertanto, si traduce quale mera conseguenza irrilevante. Rimane come bene giuridico il controllo statale dei flussi migratori e la tutela dei diritti dei migranti[17], entrambi suscettibili di lesione, anche in assenza dell’evento di ingresso illegale. A sostegno, si consideri la lettera della norma: “atti diretti” introduce un comportamento antecedente – e autonomo – rispetto all’ingresso stesso[18].

 

Attualità e conclusioni

La vaghezza della norma e l’irrilevanza del momento dell’ingresso per la consumazione del reato hanno ampiamento contribuito a rendere ancor più complessa una disciplina che, nella sua drammaticità, si conferma di estrema attualità. Negli ultimi vent’anni, infatti, il flusso migratorio ha rappresentato un significativo evento per il panorama europeo, meta ambita di peregrinazioni[19].

Una norma interna di questo tipo, dipendente sì dal c.d. Facilitators Package europeo ma mai adeguatamente implementata, ha mal identificato i suoi margini di applicazione, finendo per rendere irrilevante l’ingresso nel territorio dello Stato, cuore del fatto di reato, in vista della prevalente tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza nazionale. Da ciò è derivata la persecuzione di quanti abbiano posto in essere atti potenzialmente idonei a procurare l’ingresso irregolare, a prescindere – tra l’altro – da che questi siano effettivi trafficanti di esseri umani o ONG, coinvolte nelle operazioni di ricerca e soccorso (Search and Rescue).

In conclusione, dunque, la Corte di Cassazione è giunta alla definizione del reato di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare quale reato di pericolo. Questo però non ha esentato la norma da forti contraddizioni. Il rischio di un’estrema anticipazione della tutela, così come voluta dal legislatore, ha portato a perseguire condotte solo potenzialmente dirette alla commissione del reato finendo per amplificare la portata della norma anche verso chi trafficante non è. L’estrema anticipazione della tutela lascia aperti interrogativi sulla certezza del diritto nonché sull’efficacia della norma nella protezione delle vite coinvolte.

Informazioni

ESCOBAR VEAS J., I traffici illeciti nel Mediterrano – Il fine di profitto nel reato di traffico dei migranti: analisi critica della legislazione europea, in Diritto Penale Contemporaneo, ed. 1/2018.

Marinucci G., Dolcini E., Gatta G. L., Manuale di diritto penale – Parte generale, 2019.

Minetti M., The Facilitators Package, penal populism and the Rule of Law: Lessons from Italy, in New Journal of European Criminal Law, Vol. II, 2020.

Zaina C.A., Il delitto di procurato ingresso illecito (art. 12 d.l.vo 286/98 e successive modifiche), in Diritto.it, 2008.

[1] Ministero dell’Interno, Cruscotto statistico del 15 febbraio 2024, febbraio 2024, https://www.interno.gov.it/it/stampa-e-comunicazione/dati-e-statistiche/sbarchi-e-accoglienza-dei-migranti-tutti-i-dati

[2] C. Piazza, (2021), Chi sono i migranti ambientali?, in DirittoConsenso, https://www.dirittoconsenso.it/2021/11/24/chi-sono-i-migranti-ambientali/

[3] J. ESCOBAR VEAS, (2018), I traffici illeciti nel Mediterrano – Il fine di profitto nel reato di traffico dei migranti: analisi critica della legislazione europea, in Diritto Penale Contemporaneo, ed. 1/2018

[4] Da intendersi le norme adottate a livello europeo sul tema del contrasto al favoreggiamento dell’immigrazione irregolare, composto dalla Direttiva 2002/90/CE, responsabile di definire le condotte illecite, e la Decisione-Quadro 2002/946/GAI, volta alla determinazione del trattamento sanzionatorio.

[5] M. Minetti, (2020), The Facilitators Package, penal populism and the Rule of Law: Lessons from Italy, in New Journal of European Criminal Law, Vol. II.

[6] Per approfondire, G. GAVA, (2020) Il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, in DirittoConsenso, https://www.dirittoconsenso.it/2020/09/30/favoreggiamento-immigrazione-clandestina/

[7] Testo Unico Immigrazione, Articolo 12, co. 1.

[8] Cass. pen., sez. 3, 23 gennaio 2003, n°3162.

[9] C. A. Zaina, (2008), Il delitto di procurato ingresso (art. 12 d.l. vo. 286/98 e successive modifiche), in Diritto.it.

[10] G. Marinucci, E. Dolcini, G. L. Gatta, Manuale di diritto penale – Parte generale, 2019, p. 246.

[11] Contra, Cass. pen., 22 maggio 2014, n° 28819, secondo cui: “In tema di disciplina dell’immigrazione, il delitto di cui all’art. 12 d.lg. 25 luglio 1998 n. 286, per la sua natura di reato di pericolo, si perfeziona per il solo fatto che l’agente pone in essere, con la sua condotta, una condizione, anche non necessaria, teleologicamente connessa al potenziale ingresso illegale dello straniero nel territorio dello Stato, ed indipendentemente dal verificarsi dell’evento. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto immune da censure la decisione impugnata che aveva affermato la sussistenza del reato con riferimento alla condotta consistita nella stipulazione di un contratto di locazione simulato con i prossimi congiunti dello straniero, quale atto idoneo ad inserirsi nel procedimento amministrativo culminante con il rilascio del titolo di soggiorno, anche se, poi, alcun ingresso illegale era avvenuto)”.

[12] Situazione incontrovertibile a partire dalla riforma del 2002.

[13] C. A. Zaina, Il delitto di procurato ingresso illecito (art. 12 d.l.vo 286/98 e successive modifiche), in Diritto.it, 2008.

[14] Cass. pen., sez. 1, 6 febbraio 2006, n°4694.

[15] Cass. pen., 22 maggio 2014, n° 28819; Cass. pen., sez. 1, 16 giugno 2011, n°27106; Cass. pen., sez. I, 29 marzo 2012, n°16120; Cass. pen., sez. I, 4 dicembre 2008, n°1082; Cass. pen., sez. I, 23 settembre 2008, n°38159; Cass. pen., sez. I., 28 febbraio 2008, n°10716; Cass. pen., sez. I, 28 febbraio 2008, n°10255; Cass. pen., sez.I, 6 ottobre 2006, n°34053.

[16] Cass. pen., sez. I, 23 giugno 2000, n° 4586, che per prima riconosce: “Il reato previsto dall’art. 12 comma 1 t.u. approvato con d.lg. 25 luglio 1998 n. 286, consistente nel porre in essere una qualsivoglia “attività diretta a favorire l’ingresso degli stranieri nel territorio dello Stato” in violazione delle disposizioni contenute nel predetto t.u., non richiede, per il suo perfezionamento (trattandosi di reato a condotta libera ed a consumazione anticipata), che l’ingresso illegale sia effettivamente avvenuto”.

[17] Cfr. ex plurimis Cass. pen., sez. 2 , ord. n° 3406/2004.

[18] Cass. pen., sez. I, 25 marzo 2014, n°40624 in cui: “In tema di disciplina dell’immigrazione, così come modificata dalla l. 30 luglio 2002, n. 189, integrano il delitto di cui al primo comma dell’art. 12 d.lg. n. 286 del 25 luglio 1998 gli “atti diretti a procurare l’ingresso” illegale dello straniero nel territorio dello Stato e, quindi, anche quelle attività che, finalisticamente ed univocamente orientate a conseguire tale scopo, non siano riuscite a realizzarlo”.

[19] Per approfondire, L. Venezia, (2018), Alcune precisazioni sull’immigrazione, in DirittoConsenso, https://www.dirittoconsenso.it/2018/11/12/alcune-precisazioni-sull-immigrazione/